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Carabinieri NAS: continuano i controlli al settore alimentare PDF Stampa E-mail
Mercoledì 11 Ottobre 2017 16:07  |   Scritto da Redazione
I commercianti onesti sanno fin troppo bene che non ci si può improvvisare operatori del settore alimentare. Il legislatore, infatti, ha posto in essere tutta una serie di norme il cui fine ultimo è la tutela del consumatore.
 
Rispettare le regole è, di fatto, una garanzia di sicurezza e qualità degli alimenti. Lo ha imparato a sue spese un commerciante abruzzese che aveva aperto un negozio di frutta, verdura e macelleria senza preoccuparsi di predisporre il previsto manuale HACCP, ovvero il documento che racchiude un insieme di procedure volte a prevenire le possibili contaminazioni degli alimenti. All’atto dell’ispezione, infatti, i Carabinieri del NAS di Pescara hanno accertato che l’esercizio era privo dei requisiti igienico-sanitari e strutturali. Il dirigente della locale A.S.L., constatata la gravità della situazione, disponeva la sospensione immediata dell’intera attività.
 
A qualche centinaio di chilometri di distanza, nel frattempo, i Carabinieri del NAS di Viterbo si dedicavano al controllo di un altro settore dell’alimentazione, quello della produzione di formaggi. In questo caso, i responsabili di un caseificio, pur avendo predisposto il manuale HACCP, non si attenevano alle prescrizioni. Gli stessi, infatti, per favorire lo scongelamento di 288 fusti di latte ovino, li avevano disposti nell’area esterna all’azienda a temperatura ambiente, in condizioni climatiche tali da non garantirne la genuinità. I Militari, unitamente al personale della locale A.S.L., sottoponevano a sequestro i fusti, dal peso complessivo di circa 15.000 kg e del valore di 30.000 euro, e comminavano al commerciante una sanzione di 2.000 euro. 
 
Nel corso di un’ispezione presso un altro caseificio del viterbese, i Carabinieri del medesimo Nucleo rinvenivano 95 forme di formaggio, del peso complessivo di 2.000 kg e dal valore di 40.000 euro circa, che emanavano forte odore di ammoniaca, erano invasi da muffe e presentavano vistose spaccature nella crosta probabilmente per difetti di stagionatura e di conservazione. Gli operatori, al fine di accertare la pericolosità del prodotto, sottoponevano le forme a sequestro cautelativo sanitario in attesa dell’esito delle analisi.
 

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