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Carabinieri NAS, due persone denunciate – 46 capi di allevamento sequestrati PDF Stampa E-mail
Venerdì 19 Gennaio 2018 19:37  |   Scritto da Redazione
I Carabinieri del NAS di Pescara, nell’ambito della strategia di controllo in ambito nazionale al settore “mense strutture sanitarie e scolastiche”,  hanno ispezionato la cucina di un asilo nido della provincia di Chieti. Nel corso degli accertamenti i militari hanno riscontrato alcune criticità, quali la mancanza di un adeguato sistema di autocontrollo HACCP, ma anche inadeguatezze strutturali, come l’assenza di servizi igienici per gli addetti, collegamento diretto tra spazi interni ed esterni e la presenza di arredi con spigoli vivi. Le violazioni riscontrate sono state oggetto di segnalazione all’autorità sanitaria.
 
Sempre il NAS di Pescara, a conclusione di un’articolata attività investigativa, corroborata da escussione testi e diversi sopralluoghi condotti in collaborazione con l’ASL di Pescara, ha deferito all’ Autorità Giudiziaria il responsabile legale di tre strutture ricettive per anziani, accusato di aver avviato i suddetti centri in assenza della prescritta autorizzazione comunale al funzionamento.
 
Il NAS di Cosenza, infine, coadiuvato dai veterinari dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Cosenza, ha effettuato delle ispezioni presso alcuni allevamenti nel nord della Calabria. Nel corso degli accertamenti, all’interno di tre diverse aziende della provincia di Cosenza, sono stati rinvenuti e sottoposti a sequestro 46 bovini, del valore di circa 100.000 euro, in quanto privi del marchio auricolare.
 
Al fine di tutelare la salute pubblica, l’Italia ha instaurato uno dei più completi sistemi di controllo zootecnico al mondo, caratterizzato dall’esistenza di una vera e propria “Anagrafe nazionale bovina", che consiste in un sistema di identificazione e registrazione degli animali della specie bovina e permette di effettuare una completa tracciabilità dell'animale dalla nascita alla morte (identità, spostamenti, etc.).
 
Il Servizio veterinario delle ASL, dopo aver certificato l'iscrizione dell’animale nella Banca Dati Nazionale, provvede al rilascio e vidimazione di un vero e proprio “passaporto” intestato al singolo bovino, contenente i suoi dati anagrafici, la storia dei suoi trasferimenti e il suo codice identificativo univoco che, per l’appunto, è presente anche nel citato marchio apposto all'orecchio.
 

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