Frodi alimentari

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SEQUESTRATI 4,6 QUINTALI DI PRODOTTI PRIVI DI RINTRACCIABILITÀ E DI ETICHETTATURA PDF Stampa E-mail
Martedì 10 Aprile 2018 06:53  |   Scritto da Redazione
CIBO SICURO NELLA RISTORAZIONE: DENUNCIATE 19 PERSONE PER FRODE IN COMMERCIO E DETENZIONE DI ALIMENTI IN CATTIVO STATO DI CONSERVAZIONE, SEQUESTRATI 4,6 QUINTALI DI PRODOTTI  PRIVI  DI RINTRACCIABILITÀ E DI  ETICHETTATURA,  APPURATE IRREGOLARITA’ AMMINISTRATIVE. 
 
 
CONTINUANO I CONTROLLI A LARGO RAGGIO DEI REPARTI CARABINIERI TUTELA AGROALIMENTARE - FINALIZZATI AL CONTRASTO DELLE ILLEGALITÀ NELLA RISTORAZIONE,  A TUTELA DEL CONSUMATORE E DEGLI OPERATORI DI SETTORE
 
Prosegue l’attività preventiva a livello nazionale dei  Reparti Carabinieri Tutela Agroalimentare con  ispezioni finalizzate al contrasto delle frodi perpetrate nei Ristoranti Etnici. 
I militari hanno controllato 50 ristoranti,  conseguendo i seguenti risultati:
nelle province di Parma e Treviso, denunciate 13 persone per frode in commercio in concorso fra loro (110 e 515 c.p.), poiché somministravano alimenti congelati per freschi (prodotti ittici, carnei e di gastronomia varia);
nelle province di Torino e Varese, denunciate 5 persone per detenzione e vendita  di sostanze alimentari nocive e frode in commercio; 
a Roma, sequestrati 210 kg  di pesce, carne e paste varie mancanti della prevista etichettatura e della documentazione attestante la provenienza  dei prodotti;
in provincia di Napoli, sequestrati 250 kg di prodotti ittici, carnei e ortofrutticoli privi di rintracciabilità, denunciando 1 persona  per tentata frode in  commercio  e vendita di prodotti industriali con segni mendaci (56-515 e 517 c.p.).
 
Nel corso dell’ attività venivano contestate sanzioni per circa 9.000 euro. 
L’instancabile dinamismo dell’Arma a salvaguardia della sicurezza degli italiani e della ristorazione, ha portato nel primo trimestre del 2018 al sequestro di oltre 17 quintali di alimenti pronti ad essere serviti sulle tavole degli avventori e rilevate sanzioni per oltre 44.000 euro. Nelle centinaia di strutture difformi monitorate è apparsa diffusa la consuetudine di approfittare della buona fede del consumatore per propinare nei menù prodotti mendacemente freschi, di provenienza dubbia o di scarsa qualità, spesso privi di ogni garanzia di  sicurezza.
 
 

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