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Ambiente e agricoltura
OLIO. SIRENA D’ORO: IN ABRUZZO LA MIGLIORE DOP E IN CAMPANIA IL MIGLIORE BIO PDF Stampa E-mail
Mercoledì 15 Marzo 2017 21:09  |  Scritto da Redazione
La 15° edizione del Premio Sirena d’Oro di Sorrento disegna un’Italia nella quale sono stati prodotti in Abruzzo e nel Lazio i tre migliori oli extravergine d’oliva Dop o Igp, e in Campania, Lazio e Toscana i tre migliori oli extravergine d’oliva ottenuti da agricoltura biologica. 
Questo il verdetto del concorso nazionale, annunciato oggi nel corso di un convegno che si è svolto presso la Sala Stampa della Camera dei deputati, al quale sono intervenuti Colomba Mongiello e Paolo Russo, componenti della Commissione Agricoltura della Camera dei deputati, Giuseppe Cuomo, sindaco di Sorrento, Salvatore Loffreda, direttore di Coldiretti Campania, David Granieri, presidente di Unaprol, Daniele Salvagno, presidente di FederDop Olio, Tullio Esposito, presidente del comitato esecutivo del concorso, e il capo panel Antonio Lauro.
La Sirena d’Oro è stata assegnata all’olio Dop Colline Teatine, sottozona Frentano, dell’azienda agricola Tommaso Masciantonio. Secondo posto, e quindi Sirena d’Argento, all’olio Dop Colline Pontine dell’azienda agricola Cosmo di Russo. Chiude il podio, vincendo la Sirena di Bronzo, l’olio Dop Colline Pontine dell’azienda Iannotta Lucia.
Nella categoria degli oli extravergine di oliva ottenuti da agricoltura biologica, la Sirena d’Oro è stata vinta dall’olio dell’azienda Sole di Cajani, della provincia di Salerno. Sirena d’Argento all’olio dell’azienda agricola Quattrociocchi Americo, della provincia di Frosinone. Sirena di Bronzo all’olio del Frantoio Franci di Grosseto.
E’ stato anche assegnato un premio speciale al migliore olio extravergine d’oliva biologico della regione Campania,  vinto dall’azienda agricola San Salvatore, della provincia di Salerno.
Sono inoltre ben 38 gli oli extravergine di oliva, Dop, Igp o Bio, premiati con la menzione di merito da parte della giuria di assaggiatori professionali dell’associazione Oleum.
La consegna delle Sirene alle aziende vincitrici avverrà il 25 marzo, alle ore 10, nella sala consiliare del Comune di Sorrento, nel corso di un convegno dal titolo "La sicurezza alimentare, tra esigenze legislative e corretta informazione".
Tra gli appuntamenti in programma nell’ambito del Sirena d’Oro 2017, anche la terza edizione di “Mastro Potino”, concorso che si propone l’obiettivo di valorizzare la figura professionale del potatore del comparto olivicolo, e una serie di incontri tra aziende e buyer.
La 15° edizione del Premio Sirena d’Oro è promossa dalla Città di Sorrento, in collaborazione con Coldiretti Campania, Regione Campania, Camera di Commercio di Napoli, Unaprol, FederDop Olio, Aprol Campania, Gal “Terra Protetta”, Lauro International, e associazione di assaggiatori professionali “Oleum".
La manifestazione è patrocinata dal ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali.
 
Di seguito le dichiarazioni rese nel corso della conferenza stampa.
“Il Premio Sirena d’Oro è un bellissimo racconto, che ha come protagoniste tante aziende italiane che ingaggiano una competizione per realizzare i migliori oli extravergine d’oliva, accomunate però dallo stesso obiettivo, che è quello di promuovere nel mondo le loro produzioni di qualità, una indiscussa eccellenza del nostro patrimonio agroalimentare - ha detto il sindaco di Sorrento, Giuseppe Cuomo - Assegniamo un riconoscimento ai migliori oli, dopo una rigorosa selezione, ma vi è un significato profondo in questo concorso che va ben oltre il punteggio ottenuto. Ogni singola bottiglia di olio extravergine di oliva Dop, Igp, o Bio, che viene iscritta al concorso, è l’immagine di un territorio, di un contesto produttivo, dello sforzo encomiabile di aziende che rappresentano la migliore Italia agricola, e che la città di Sorrento, insieme ai suoi partner, sostiene con convinzione”.
 
"Ambasciatore della nostra terra, l'olio italiano rappresenta la sintesi perfetta di ciò che rende unica l'agricoltura italiana: qualità, tradizione e passione – ha osservato Paolo Russo - A Sorrento, poi, tutto diventa esclusivo con lo straordinario paesaggio che rende inimitabili i nostri prodotti. Ed è per preservare il nostro straordinario patrimonio di sapori, saperi e valori che dobbiamo lavorare per scongiurare fenomeni come la contraffazione che non solo danneggiano la salute dei consumatori ma anche l'immagine del made in Italy nel mondo ed il lavoro dei nostri tanti onesti agricoltori".
 
“Al Sirena d’Oro, vince l’Italia dell’alta qualità – ha affermato Colomba Mongiello - In un’annata difficile a primeggiare è l’eccellenza delle produzioni italiane a designazione di origine. Sono lo specchio di un tessuto di imprese che con grande sacrificio, in un mercato che non premia in pieno chi produce alta qualità, rappresentano l’orgoglio di questo Paese.   È questa l’Italia che ci piace. Quella che produce e vince sui mercati di tutto il mondo. Dietro queste etichette – ha poi concluso Mongiello - non c’è una semplice bottiglia, ma la storia di aziende serie, oneste e pulite che giocano a carte scoperte in un quadro competitivo difficile, ma entusiasmante”. 
 
“La premiazione del Sirena d’Oro – ha commentato Salvatore Loffreda, direttore di Coldiretti Campania – è una doppia celebrazione. Da una parte si celebra l’extravergine italiano, che per le sue qualità organolettiche dimostra ancora una volta di essere un prodotto unico al mondo, capace di legare straordinariamente ogni combinazione del patrimonio agroalimentare. Un prodotto che è alla base della dieta mediterranea. Dall’altra parte il Sirena incorona un ritrovato protagonismo della nostra regione, una terra felix capace di offrire al mondo un’infinita varietà di prodotti, figli di un sapere millenario e di peculiarità inimitabili del suolo e del clima. Caratteristiche che vanno difese con la tracciabilità del prodotto. Ricordiamo che dal 1° luglio dello scorso anno è entrata in vigore la nuova normativa che prevede pesanti sanzioni per la contraffazione dell’indicazione geografica di origine. La denuncia può scattare anche per l’utilizzo di segni o illustrazioni tali da suggerire al consumatore un’idea erronea sul paese di origine dell’olio (il cosiddetto country sounding)”.
 
“Il mercato risponde molto bene all’olio extra vergine di oliva italiano. Il 75% dei consumatori si dichiara propenso all’acquisto se si tratta di vero prodotto italiano e la maggioranza assoluta dichiara che al momento di acquistare un olio extra vergine d’oliva è disposta a pagare di più per avere la qualità migliore – ha sottolineato David Granieri, presidente di Unaprol - Ciò che colpisce è la capacità delle nostre imprese di fare sistema, anche in una annata difficile come questa, nel produrre oli a denominazione di origine di alta qualità certificata Prezzo e qualità sono sempre cruciali nella vissuto dei consumatori italiani. Il 26% di loro li ritiene indispensabili negli orientamenti di acquisto, mentre oltre il 44% ritiene importantissimo il paese di provenienza. Un elemento indispensabile – ha poi concluso Granieri – che le designazioni di origine italiane possono egregiamente soddisfare in termini di distintività dei territori”.
 
“Proclamiamo oggi i vincitori del Premio Sirena d’Oro, al termine di quattro intensi giorni di assaggio, assegnando l’ambito riconoscimento alle aziende – ha detto il presidente della FederDop Olio, Daniele Salvagno – Un plauso ai vincitori, ma anche alle tante aziende il cui olio è risultato meritevole della menzione d’onore, avendo ottenuto dalla giuria di assaggiatori professionali un punteggio superiore ad 84 punti. Mi fa piacere che, tra gli oli che sono stati iscritti al concorso, figurano numerose produzioni Igp. Penso che la presenza delle Igp potrà rappresentare una grande opportunità ed essere di traino per le Dop più piccole e meno conosciute”.
 
“In un’annata contraddistinta, a livello nazionale, da un forte calo della produzione di oli extravergine di oliva, vi è ugualmente stato una significativa adesione di aziende al Premio Sirena d’Oro di Sorrento – ha sottolineato il presidente del comitato esecutivo del concorso, Tullio Esposito – Questo è per noi motivo di soddisfazione, ed è la dimostrazione che il Sirena d’Oro viene considerato come un importante strumento per la promozione, nel mondo, dell’olio extravergine di oliva dop, igp e bio di produzione nazionale. Gli oli vincitori del concorso saranno ora protagonisti di una degustazione guidata nell’ambito di Sol&Agrifood e, inoltre, nei prossimi giorni, renderanno ancora più prezioso un evento gourmet, a Firenze, per il festeggiamento del ventesimo compleanno del Consorzio per la tutela dell’olio extravergine di oliva Toscano IGP. Presso il ristorante “Ora d’aria”, l’incontro tra lo chef toscano Marco Stabile, e lo chef Giuseppe Aversa, del ristorante “Il Buco” di Sorrento, darà vita a pietanze campane e toscane condite con gli oli Dop e Bio che hanno conquistato la “Sirena”.
 
“I giudici, impegnati nel gravoso compito di decretare i migliori oli extravergine di oliva tipici e certificati d’Italia, sono giunti da ogni parte d’Italia, con la gradita presenza del giudice internazionale Nori Ogido dal Giappone – ha spiegato Antonio Lauro, capo panel del Sirena d’Oro - Tra sessioni eliminatorie e final round, attenendosi strettamente alle rigorosissime regole del concorso, ispirate alla norma internazionale rilasciata dal Consiglio Oleicolo Internazionale e grazie all’alta professionalità e competenza del panel di assaggio messo insieme da Oleum e dal sottoscritto, diretto a “quattro mani” grazie al prezioso apporto di Gaetano Avallone, sono state decretate le aziende finaliste, meritorie delle menzioni d’onore ed i vincitori assoluti. Altissimo il livello della competizione, dimostrato dall’elevato punteggio raggiunto dagli oli in gara per conquistare uno dei premi assoluti all’interno di questa specialissima classifica dei TOP 7 del concorso sorrentino”.

 
Nel Sannio coltiviamo emozioni - Wine tour' PDF Stampa E-mail
Venerdì 10 Marzo 2017 20:06  |  Scritto da Redazione
Il Sannio Consorzio Tutela Vini, con quasi 40 aziende partecipanti e oltre 100 etichette, si prepara a dare il benvenuto a tredici giornalisti del settore enogastronomico. Da domenica 12 a giovedì 16 marzo è in programma 'Nel Sannio coltiviamo emozioni - Wine tour', iniziativa che darà l'opportunità ad importanti giornalisti del settore di scoprire il ricco territorio viticolo sannita e degustarne la variegata produzione enologica a Denominazione di origine, con un'attenzione particolare rivolta anche alla gastronomia, le bellezze paesaggistiche e architettoniche e le ricchezze artigianali.
 
Particolarmente interessante la delegazione dei giornalisti che visiterà la terra sannita. Della comitiva faranno parte: Davide Gangi (presidente dell'associazione culturale e di promozione 'VinoWay Italia' ed editor di vinoway.com), Luigi Salvo (giornalista e sommelier, ideatore del blog luigisalvoilmondodelvino.it; scrive per: vinocibo.com, tigulliovino.it, wine reality e De Vini), Livia Belardelli (collaboratice di doctorwine.it, la rivista online che parla di vino e dintorni, ideata e diretta da Daniele Cernilli), Piera Genta (direttore responsabile della testata on line oliovinopeperoncino.it, collaboratrice di Italia a tavola e Vini buoni d'Italia), Maria Grazia Melegari (fondatrice di soavementewineblog e collaboratrice di diverse altre testate, tra cui internetgourmet.it), Roberto Orciani (blogger e giornalista, editor di nonsolotappo.info), Clara Ippolito (giornalista e scrittrice, collaboratrice di Cucina&Vini), Monica Coluccia (blogger, infothewine.org), Rocco Lettieri (blogger di simpatico-melograno.it, scrive anche per Veronelli, Vino e dintorni, Welcome e Galatea), Giovanni Angelucci (giornalista esperto di enogastronomia de La Stampa), Pasquale Porcelli (collaboratore del giornale di enogastronomia winesurf.it e de Il Corriere del Mezzogiorno) Vincenzo D'Antonio (corrispondente per Campania e Molise di Italia a tavola). A guidare la delegazione sarà Paul Balke (giornalista enogastronomico olandese trapiantato da qualche anno in Piemonte, ideatore del seguito blog paulbalke.nl).
 
Per quanto concerne il programma, nel pomeriggio di domenica, dopo l'arrivo e la sistemazione in albergo è in programma la cena di benvenuto in un locale del centro storico beneventano. Lunedì mattina partenza per Solopaca, dove è programmata la visita nei vigneti di una delle prime Denominazioni di origine della Campania. A seguire (ore 11) tappa a Melizzano dove si svolgerà il seminario - degustazione dei vini a Denominazione di origine 'Sannio Dop'. Dopo una breve pausa pranzo è prevista la partenza per Sant'Agata dei Goti, dove si visiterà l’Antico borgo medievale. La mattina successiva si partirà destinazione Guardia Sanframondi, per ammirare e visitare i vigneti dell'area del Titerno. Alle 10,30 tappa a Castelvenere, per seminario - degustazione dei vini a Denominazione di origine 'Falanghina del Sannio'. Al termine della degustazione trasferimento a Puglianello. Per l'occasione alla comitiva si uniranno il giornalista-scrittore enogastronomico Luciano Pignataro e il maestro pizzaiolo partenopeo Gino Sorbillo per dare vita al momento 'Le mani in pasta', che farà scoprire agli ospiti tutti i segreti dell'arte della pizza napoletana. Il tutto nell'ambito del progetto 'Pizza&FalanghinadelSannio', che ha visto come partner Gino Sorbillo. Nel pomeriggio altra interessante tappa a Cerreto Sannita, con la visita della cittadina e del Museo della ceramica. Al rientro a Benevento visita della Benevento longobarda. Il terzo giorno la rotta della comitiva sarà diretta verso Foglianise, con la visita nei vigneti dell'area del Taburno. Alle ore 10 il seminario-degustazione dei vini a Denominazione di origine 'Aglianico Sannio Dop' e 'Aglianico del Taburno Docg'. Dopo la breve pausa con il pranzo contadino con le forme del latte, del pane da antichi grani e dell’olio extravergine di oliva Ortice, il rientro a Benevento. Alle ore 17 (presso il Grand Hotel Italiano) l'incontro dei giornalisti ospiti con operatori della stampa locale: un momento di riflessione con scambi di visioni sui punti di forza e le criticità del territorio e del sistema-vino sannita.

 
Operazione San Filippo, sgominata la banda nel Sannio PDF Stampa E-mail
Lunedì 06 Marzo 2017 17:52  |  Scritto da Redazione
 I carabinieri di Benevento  nell'ambito dell'operazione San Filippo ganno sgominato la banda che  teneva sotto scacco un gruppo di  viticoltori sanniti.
I malviventi minacciavano  gli agricoltiri/ viticoltori  di danneggiare i vitigni, nel caso in cui non provvedevano a pagare  un "tangente" . Il tariffatio era di 30/140 euro  a moggio.
I malviventi non hanno risparmiato neanche coloro  i quali hanno subito i danni dell'alluvione del 2015, che in due anni avrebbe danneggiato 2750 vigneti e rubato circa 1400 piante.
Il danno provocato al comparto, dall’agosto 2014 all’aprile 2016, si aggirerebbe intorno ai 300mila euro.

 
30° Sagra del Carciofo di Samassi PDF Stampa E-mail
Sabato 04 Marzo 2017 19:28  |  Scritto da Redazione
Conferenza Stampa Presentazione 30° Sagra del Carciofo di Samassi: Cagliari, venerdi 10 marzo 2017, ore 11nei locali Search in Largo Carlo Felice 2, in collaborazione con il Comune di Cagliari.

 
Unaprol “Accordo CETA mischia le carte, non è nell’interesse dell’Italia” PDF Stampa E-mail
Mercoledì 01 Marzo 2017 13:39  |  Scritto da Redazione
“Siamo il Paese della biodiversità e quindi nettamente contrari all’accordo CETA (Comprehensive Economic and Trade Agreement) tra Europa e Canada, perché non è nei migliori interessi dell’Italia”. Lo ha affermato David Granieri, presidente di Unaprol alla conferenza stampa di TUTTOFOOD a Milano, che ha aggiunto “così come è articolato l’accordo apre all’omologazione dei sapori ed al livellamento verso il basso della qualità dei nostri prodotti agricoli.”
 
Il tutto avviene mentre i consumi di olio di oliva sono in diminuzione. Secondo i dati del Consiglio Oleicolo Internazionale di Madrid, negli ultimi dieci anni il consumo dell’olio di oliva in Italia è calato di oltre 200 mila tonnellate. A fare compagnia al nostro tricolore vi sono, nello stesso periodo, Spagna con –100 mila tonnellate e Grecia. Quest’ultima ha perso il 22% scendendo a 120 mila tonnellate all’anno.
 
Per invertire questa tendenza negativa, afferma ancora Granieri “dobbiamo riempire di nuovi contenuti il rapporto con il consumatore mondiale. Intercettare i loro bisogni, creare nuovo valore intorno all’olio extra vergine di oliva italiano che è tra i prodotti più soggetti a maggiore pressione promozionale (70%)”.
 
Nel mondo l’86% dei consumatori sa cos’è l’olio extra vergine di oliva e una media del 72% sa che l’Italia è uno dei paesi produttori. Inoltre, nella misurazione della notorietà tra i paesi produttori di olio di oliva, l’Italia è prima in classifica nel mercato globale. “L’accordo CETA però, continua Granieri, mischia le carte e crea confusione tra i consumatori perché avranno più difficoltà a distinguere prodotti originali da quelli con nomi simili agli originali e di fantasia che evochino anche una certa italianità. Questo non è corretto – ha poi concluso - perché non si può sostenere la globalizzazione a spese dell’olivicoltura italiana che è basata sul concetto di biodiversità e di glocalizzazione dei territori di produzione”.

 
Servizi anti-caporalato, denunciate 3 persone PDF Stampa E-mail
Martedì 28 Febbraio 2017 20:49  |  Scritto da Redazione
I Carabinieri della Compagnia di Castellaneta, negli ultimi giorni sono stati impegnati in mirati servizi di controllo del territorio, finalizzati al monitoraggio ed al contrasto del fenomeno del caporalato e del lavoro nero ed irregolare nelle varie attività produttive.
In tale ambito, il personale della Stazione di Marina di Ginosa ha denunciato in stato di libertà, alla Procura della Repubblica di Taranto, tre cittadini di nazionalità rumena, domiciliati in quel centro, ritenuti responsabili dei reati di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro nei campi.
I militari, nel corso dell’attività, notavano due autovetture che si aggiravano lungo le strade delle contrade di Ginosa Marina. Insospettiti, ritenendo che i soggetti alla guida stesse, trasportassero illecitamente braccianti agricoli, decidevano di bloccarli, al fine di eseguire un controllo più accurato. 
All’esito dell’attività emergeva che gli stessi stavano trasportando quindici braccianti, tutti di nazionalità rumena, destinati alla manodopera per attività agricola, in condizioni di sfruttamento ed approfittando del loro stato di bisogno.  
Venivano infatti accertate, a carico dei due autisti e di uno dei passeggeri, specifiche responsabilità, e più precisamente: uno denunciato in stato di libertà poiché ritenuto il procacciatore di manodopera alla scopo di destinarla al lavoro presso terzi, mentre gli altri due in quanto collaboravano col primo, nel trasporto dei lavoratori.
Entrambi i veicoli, venivano sottoposti a sequestro e affidati ad una depositeria giudiziaria. Sono in corso approfondimenti intesi a verificare in quali aziende e con quali modalità di ingaggio siano stati impiegati i braccianti trasportati.

 


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