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Ambiente e agricoltura
Agro farmaci, il costo per l'Europa PDF Stampa E-mail
Sabato 18 Febbraio 2017 13:07  |  Scritto da Redazione
Interessanti ed agghiaccianti i numeri che sono stati resi noti in merito alla  produzione di pesticidi contraffatti. È stato stimato che alle imprese    UE la contraffazione  costa ogni anno  1,3 miliardi di euro. Nello specifico, le perdite subite dall'Italia ammontano annualmente a 185 milioni e a 270 posti di lavoro. I dati sono scaturiti  dal rapporto dell'Ufficio dell'Unione europea per la proprietà intellettuale (Euipo). In base al rapporto a causa della contraffazione le imprese comunitarie perdono "il 13,8% dei redditi legittimi, ma anche 2.600 posti di lavoro diretti, che salgono a 11.700. La perdita totale annua "in termine di imposte e di oneri sociali nell 'Ue-28 é stimata a 238 milioni di euro". Le principali nazioni che subiscono maggiori perdite sono    per reddito e posti di lavoro, sono la  Germania (primo produttore Ue di pesticidi), Francia, quindi Italia, seguita da Spagna e Regno Unito.

 
OLIO: Enoliexpo Adriatica da ricerca e alta tecnologia spinta a produzioni oli EVO di alta qualità PDF Stampa E-mail
Sabato 28 Gennaio 2017 13:30  |  Scritto da Redazione
 “Ricerca scientifica e innovazione tecnologica nel settore oleario sono indispensabili per il miglioramento della qualità dell’olio extra vergine di oliva e l’Italia detiene la pole position mondiale in questo settore”. Lo ha affermato David Granieri presidente del Consorzio Olivicolo Italiano alla conferenza stampa di presentazione di Enoliexpo Adriatica. 
 
Sono due i momenti importanti dedicati da Unaprol durante la terza edizione di Enoliexpo Adriatica, fiera specializzata di attrezzature e macchinari per l’olivicoltura che si terrà a Fermo (FM), presso il Fermo Forum dal 3 al 5 febbraio prossimi. Il primo realizzato con la collaborazione di Coldiretti e Aprol Marche che sarà il convegno inaugurale della fiera specializzata. L’evento viene organizzato con la partnership scientifica dell’Università di Perugia sul tema: “qualità degli oli extra vergine di oliva ed innovazione di processo”. Il professore Maurizio Servili terrà una lezione sui nuovi approcci della tecnologia dell’estrazione. A seguire, sempre il giorno 3 febbraio alle ore 14,30, un focus sui mercati emergenti che Unaprol ha realizzato con la collaborazione dell’Agenzia ICE. L’obiettivo è quello di favorire l’incontro tra la domanda e l’offerta di tecnologie avanzate a monte e a valle delle buone pratiche colturali in olivicoltura.
 
Attenzione incentrata anche sulle produzioni alternative ricavate dalla lavorazione dell’olivo. L’olio, estratto meccanicamente dal frutto, rappresenta solo una parte marginale dell’intera materia prima oliva collocandosi in termini percentuali tra l’8% ed il 20% del peso del frutto. Più dell’80% del frutto dell’oliva si trasforma in sottoprodotti non valorizzati economicamente dal sistema.
 
Enoliexpo Adriatica può essere un’occasione per l’intera filiera dell’olio di oliva italiana. “La nascita di FOOI, la filiera olivicola olearia italiana – ha concluso Granieri – è sicuramente un buon punto di partenza per rafforzare il dialogo con il mondo della ricerca e per intercettare idee e progetti imprenditoriali con piani di sviluppo ad alto valore aggiunto per il settore facendo leva sugli strumenti del credito e le altre opportunità del piano olivicolo nazionale”.

 
Unesco, firmata la candidatura delle colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene PDF Stampa E-mail
Mercoledì 25 Gennaio 2017 22:03  |  Scritto da Redazione
Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali rende noto che il Ministro Maurizio Martina ha firmato il dossier di candidatura nella Lista dei Patrimoni Mondiali dell'UNESCO del sito veneto "Le colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene".
 
Il dossier sarà esaminato domani dalla Commissione Nazionale Italiana per l'Unesco che dovrà formalmente decidere se inviare a Parigi la candidatura per ottenere l'iscrizione del sito Unesco entro il 2018.
 
I lavori per la candidatura sono stati avviati nel 2009 sotto il coordinamento del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali‎. Nell'ottobre 2010 l'Unesco decise di inserire il sito di Conegliano e Valdobbiadene nella lista propositiva nazionale. Dopo un lungo lavoro di analisi e ricerca, nel marzo 2015 il sito è stato iscritto nel Registro nazionale dei paesaggi rurali tradizionali, elemento necessario per la candidatura nella lista dell'Unesco.
 
L'area candidata corrisponde alla zona DOCG di produzione del Prosecco. 
 
"Sosteniamo questa candidatura - ha dichiarato il Ministro Martina - perché esprime con forza la capacità del Prosecco di valorizzare un territorio agricolo e promuovere l'Italia nel mondo. Uno degli elementi di forza del dossier è dato proprio dalla positiva convivenza tra lavoro umano ed ecosistema. Vogliamo evidenziare ancora di più il ruolo centrale dell'agricoltore nella salvaguardia della biodiversità del paesaggio rurale. Mi auguro che domani la Commissione Nazionale Italiana per l'Unesco confermerà la volontà politica di candidare questo pregevole sito ‎così da rafforzare il primato italiano in ambito Unesco, primo paese al mondo per siti dichiarati patrimonio dell'umanità"
 

 
Origine obbligatoria in etichetta per grano e pasta. Decreto inviato a Bruxelles PDF Stampa E-mail
Mercoledì 25 Gennaio 2017 22:00  |  Scritto da Redazione
Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali rende noto che è stato inviato a Bruxelles per la prima verifica lo schema di decreto, condiviso dai Ministri delle politiche agricole Maurizio Martina e dello Sviluppo Economico Carlo Calenda, che introduce la sperimentazione dell'indicazione obbligatoria dell'origine per la filiera grano pasta in Italia.
Si avvia così l'iter autorizzativo previsto a livello europeo per arrivare a un modello di etichettatura che consentirà di indicare con chiarezza al consumatore sulle confezioni di pasta secca prodotte in Italia il Paese o l'area dove è coltivato il grano e quello in cui è macinato.
 
"Puntiamo a dare - ha dichiarato il Ministro Maurizio Martina - massima trasparenza delle informazioni al consumatore, tutelare i produttori e rafforzare i rapporti di una filiera strategica per il Made in Italy agroalimentare. Con questo provvedimento l'Italia vuole sperimentare per prima un nuovo sistema di etichettatura che valorizzi le nostre produzioni di grano e pasta, come abbiamo fatto con quelle lattiero casearie. Allo stesso continueremo a spingere a Bruxelles per avere un avanzamento su questo fronte a livello europeo".
 
"La filiera della pasta è uno dei maggiori protagonisti del Made in Italy - ha sottolineato il Ministro Carlo Calenda -  perché testimonia la capacità dei nostri pastai di miscelare grani di origine diversa, così da raggiungere gli alti livelli qualità che caratterizzano la pasta italiana. Il provvedimento, che risponde ad una crescente esigenza di trasparenza e informazione verso il consumatore, consentirà di fare maggiore chiarezza sull'origine del grano e delle semole che caratterizzano la qualità della pasta Made in Italy nell'ottica di rafforzare la filiera produttiva e competere con la concorrenza straniera."
 
LE NOVITÀ DEL DECRETO
 
Il decreto in particolare prevede che le confezioni di pasta secca prodotte in Italia dovranno avere obbligatoriamente indicate in etichetta le seguenti diciture:
 
 a) Paese di coltivazione del grano: nome del Paese nel quale il grano viene coltivato;
 
 b) Paese di molitura: nome del paese in cui il grano è stato macinato.
 
 Se queste fasi avvengono nel territorio di più Paesi possono essere utilizzate, a seconda della provenienza, le seguenti diciture: Paesi UE, Paesi NON UE, Paesi UE E NON UE.
 
Se il grano duro è coltivato almeno per il 50% in un solo Paese, come ad esempio l'Italia, si potrà usare la dicitura: "Italia e altri Paesi UE e/o non UE".
 
Queste indicazioni sull'origine sono apposte in etichetta in un punto evidente e nello stesso campo visivo in modo da essere facilmente visibili, chiaramente leggibili ed indelebili. 
 
OLTRE L'85% DEGLI ITALIANI CHIEDE TRASPARENZA NELL'INDICAZIONE D'ORIGINE DI GRANO E PASTA
 
Oltre l'85% degli italiani considera importante conoscere l'origine delle materie prime per questioni legate al rispetto degli standard di sicurezza alimentare, in particolare per la pasta. Sono questi i dati emersi dalla consultazione pubblica online sulla trasparenza delle informazioni in etichetta dei prodotti agroalimentari, svolta sul sito del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, a cui hanno partecipato oltre 26mila cittadini.
 
LE PRINCIPALI AZIONI DEL MIPAAF A SOSTEGNO DEL SETTORE CERALICOLO
 
Fondo da 30 milioni di euro per l'avvio del piano cerealicolo nazionale per il triennio 2017-2019. Per aumentare qualitativamente l'offerta di grano italiano si prevede il sostegno per incrementare la sottoscrizione di contratti di filiera, capaci di garantire una più equa remunerazione del lavoro agricolo e contenenti parametri qualitativi del grano duro conformi con le esigenze produttive dell'industria pastaria. Per questo è previsto un aiuto di 100 euro ad ettaro per produttore nei limiti del regime 'de minimis'. L'obiettivo è aumentare del 20% le superfici coltivate coinvolte passando da 80.000 a 100.000 ettari.
Per tutelare le imprese dalle crisi di mercato, infine, il Mipaaf promuove una polizza assicurativa per la stabilizzazione del ricavo aziendale. La misura punta a garantire i ricavi dei produttori proteggendoli, oltre che dagli eventi atmosferici avversi, anche dalle eccessive fluttuazioni di mercato. Il Ministero si impegna a introdurre tali polizze innovative nel Piano Assicurativo Agricolo Annuale che dà diritto agli agricoltori di ricevere il contributo dello Stato sui premi assicurativi. Sempre in via sperimentale e al fine di favorire lo sviluppo di polizze ricavo, Ismea garantirà la copertura del Fondo di riassicurazione.
 
I NUMERI DEL COMPARTO CEREALICOLO
 
La filiera grano pasta italiana rappresenta uno dei settori più importanti per il Made in Italy agroalimentare, con numeri importanti:
- produzione di grano duro italiano circa 4 milioni di tonnellate
- produzione di pasta 3,4 milioni di tonnellate, che rendono l'Italia il principale produttore mondiale;
- valore della produzione oltre 4,6 miliardi di euro
- valore dell'export 2 miliardi di euro.
 

 
Mibact, fondi per Paesaggi Vitivinicoli PDF Stampa E-mail
Lunedì 23 Gennaio 2017 22:12  |  Scritto da Redazione
Su http://atnews.it/ è riportata questa importante notizia per i paesaggi vitivinicoi Unesco. Notizia che vi riportiano  di seguito
"Dato il notevole successo dato dall’attuazione della prima Legge 77/2006 “Valorizzazione delle architetture del vino attraverso attività di catalogazione, educazione e fruizione” nei Paesaggi Vitivinicoli, volta alla sensibilizzazione delle giovani generazioni e alla conoscenza dell’Eccezionale Valore Universale del sito, l’Associazione per il Patrimonio dei Paesaggi Vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato per l’anno 2016 ha nuovamente partecipato al bando di finanziamento della L. 77/2006 con un progetto estremamente ambizioso.
 
La proposta si inserisce nelle attività previste all’interno del Piano di Gestione definita dal miglioramento della praticabilità al sito culturale, con lo scopo di rendere conoscibile a tutti coloro che ne sono interessati e a godere dei variegati aspetti che caratterizzano il Sito.
 
“Un paesaggio per tutti” si propone di migliorare l’accessibilità al sito UNESCO per permettere al più ampio numero di persone possibile di conoscerne i valori e ad apprendere le molteplici caratteristiche che lo contraddistinguono e hanno, secondo l’approccio della “catena dell’accessibilità” e della progettazione universale inclusiva. Il progetto intende quindi ragionare sul concetto di accessibilità al paesaggio con specifica attenzione alle persone che presentano esigenze speciali (disabilità fisicomotorie, sensoriali, intellettive). Tenendo conto degli studi e delle esperienze già effettuate su questi temi e in seguito all’organizzazione di forum pubblici dedicati all’esplicitazione del quadro specifico per il
territorio.
 
Il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo ha accolto con grande entusiasmo la proposta di progetto avanzata dall’Associazione per il Patrimonio dei Paesaggi Vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato, con l’ulteriore richiesta di compiere una ricerca approfondita e puntale trasformando il Sito UNESCO in un vero e proprio laboratorio di sostenibilità culturale e museo a cielo aperto di livello nazionale.
 
 
Il finanziamento concesso dal MiBACT per la realizzazione dell’intervento dato dalla presentazione della domanda della Legge 77/2006, è pari a 200.000 € dove l’Associazione per il Patrimonio dei Paesaggi Vitivinicoli con il suo CDA, composto dal Presidente Gianfranco Comaschi, la Vicepresidente Annalisa Conti, il Consigliere di Amministrazione Giuseppe Rossetto, l’Assessore all’Agricoltura Giorgio Ferrero e il Direttore-Site Manager Roberto Cerrato, rappresenta il soggetto referente del progetto, invece, la definizione delle attività sono coordinate e gestite dal Direttore e dell’Ufficio Tecnico con la collaborazione della dott.ssa Elisa Gandino."

 
CNA Agroalimentare: “Necessaria una legge che tuteli maggiormente consumatori e produttori artigianali” PDF Stampa E-mail
Giovedì 19 Gennaio 2017 16:00  |  Scritto da Redazione
“Sulle tavole degli italiani deve arrivare solo pane genuino e di qualità. Auspichiamo una legge che disciplini la panificazione per tutelare maggiormente consumatori e produttori artigianali, non un cavallo di troia per introdurre pericolosi escamotage”. E’ la posizione espressa oggi dal presidente della CNA Agroalimentare, Mirco Della Vecchia, di fronte ai componenti della commissione Agricoltura della Camera nel corso dell’audizione sulla proposta di legge 3265 in materia di produzione e vendita del pane.
 
“Per evitare confusione – continua – chiediamo di vietare la dicitura <pane fresco> quando il prodotto è ottenuto attraverso l’utilizzo di semilavorati congelati o surgelati. Di limitare la tutela esclusivamente al <pane fresco>, senza diciture equivoche come <pane appena sfornato> o <pane di giornata>. Di definire più dettagliatamente le indicazioni da inserire nelle confezioni di pane posto in vendita crudo ma ancora congelato o surgelato. E di inserire, infine, l’obbligo di indicare in maniera evidente che il pane in vendita negli espositori “take away”, sfuso o confezionato, deriva da cottura o completamento di cottura di pane congelato o surgelato, prodotto – conclude – in uno stabilimento diverso da quello nel quale viene cotto o dorato per essere posto in vendita”.

 


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