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Ambiente e agricoltura
Emergenza siccità, piano a tutela degli agricoltori PDF Stampa E-mail
Domenica 30 Luglio 2017 11:44  |  Scritto da Redazione
Il ministero delle politiche agricole alimentari e forestali rende noto che sono state attivate alcune misure di contrasto all'emergenza siccità. Tre gli assi principali di intervento: attivazione del fondo di solidarietà nazionale, aumento degli anticipi dei fondi europei Pac, 700 milioni di euro per piano di rafforzamento ed efficientamento delle infrastrutture irrigue. 
 
"Siamo in campo - ha dichiarato il Ministro Martina - per tutelare i produttori agricoli che stanno subendo danni dalla prolungata siccità di queste settimane. Abbiamo sostenuto con forza l'emendamento approvato ieri al Senato per l'attivazione del Fondo di solidarietà nazionale. È un intervento necessario anche per le aziende non assicurate per consentire l'utilizzo di strumenti concreti come la sospensione delle rate dei mutui e dei contributi assistenziali e previdenziali. Siamo pronti a collaborare con le Regioni nel censimento dei danni e la verifica delle condizioni per dichiarare lo stato di eccezionale avversità atmosferica. Allo stesso tempo abbiamo chiesto il via libera alla Commissione europea per aumentare gli anticipi dei fondi UE della politica agricola comune. Potremo così aumentare di oltre 700 milioni di euro le anticipazioni, portandole a 2,3 miliardi di euro a ottobre, e garantire più liquidità alle imprese agricole. Andiamo avanti anche nel piano strategico per dare ai nostri territori infrastrutture irrigue migliori, più efficienti e con meno spreco di acqua. È un intervento necessario guardando al medio periodo e all'effetto che il cambiamento climatico sta producendo sempre più spesso sulle nostre produzioni. È un tema cardine che affronteremo anche in occasione del G7 agricoltura di ottobre a Bergamo, perché per tutelare gli agricoltori dalle crisi c'è bisogno di strumenti nuovi e più efficaci". 
 
EMERGENZA SICCITÀ - LE AZIONI 
 
ATTIVAZIONE FONDO SOLIDARIETÀ NAZIONALE 
 
Grazie ad un emendamento al DL mezzogiorno, approvato ieri in commissione bilancio al Senato, le aziende colpite dalla prolungata siccità e che non abbiano sottoscritto polizze assicurative potranno accedere ai benefici per favorire la ripresa dell'attività produttiva previsti dalla legge 102 del 2004. 
 
Le Regioni interessate possono deliberare la proposta di declaratoria di eccezionalità degli eventi atmosferici entro il 30 dicembre 2017.
 
AUMENTO ANTICIPO FONDI EUROPEI
 
Il Mipaaf, per garantire maggiora liquidità alle imprese agricole, ha anche chiesto alla Commissione europea di: 
 
* autorizzare l'erogazione di anticipi almeno fino al 70% per i pagamenti diretti e almeno fino all'85% per il sostegno concesso nell'ambito delle misure a superficie dello sviluppo rurale;
 
* applicare una deroga sul greening che consenta agli agricoltori di utilizzare i terreni lasciati a riposo per il pascolo/sfalcio anche nei periodi in cui tale pratica è vietata.
 
700 MILIONI DI EURO PER PIANO SU INFRASTRUTTURE IRRIGUE
 
Come investimento strategico sul medio periodo il Mipaaf ha attivato un bando per migliorare le infrastrutture irrigue con una dotazione finanziaria di circa 600 milioni di euro e che verrà chiuso entro il 31 agosto. A questo si aggiunge un investimento di 107 milioni di euro su 6 opere irrigue già cantierabili e i cui lavori partiranno nei primi mesi del 2018.
 
GLI EFFETTI DELLA SICCITÀ - ANALISI DEL CREA
 
Secondo un'analisi del Crea, ente di ricerca del Mipaaf, nel solo 2016, la temperatura media annua ha segnato un nuovo record, risultando superiore di +1,35 °C, rispetto al trentennio 1961-1990.
 
A questa situazione, si devono aggiungere le anomalie idrologiche e termiche che hanno caratterizzato gli ultimi mesi, con temperature nettamente superiori alla media (+3,2 °C), associate ad una forte riduzione delle precipitazioni (-53% rispetto alla media del mese di giugno).
 
La situazione di siccità degli ultimi mesi si è ulteriormente aggravata in maggio e giugno 2017, causando danni su tutto il territorio, con effetti particolarmente gravi soprattutto nei distretti idrografici delle Alpi orientali e della regione padana, dove, ad esempio, il livello idrometrico del fiume Po - dal cui bacino idrico dipende il 35% della produzione agricola nazionale - è sceso 3,23 metri sotto lo zero idrometrico.
 
Tali condizioni hanno prodotto, e stanno producendo, un grave danno economico alle colture e agli allevamenti. Le prime stime evidenziano perdite di produzione nell'ordine del 40-50% nel settore cerealicolo, oltre ad una consistente contrazione nella produzione nazionale di latte.
 

 
Vino: approvato in CDM decreto attuativo OCM promozione dei Paesi terzi PDF Stampa E-mail
Domenica 30 Luglio 2017 11:43  |  Scritto da Redazione
Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali rende noto che il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto sulle modalità attuative dell'OCM Vino.
 
L'approvazione è avvenuta con deliberazione motivata per la mancata intesa raggiunta in Conferenza Stato Regioni, dove la sola Lombardia aveva votato contro.
 
Il decreto, che riguarda l'assegnazione dei fondi comunitari per la promozione del vino nei Paesi terzi per il 2017/2018, riguarda un budget complessivo di risorse gestite a livello nazionale e regionale di circa 102 milioni di euro.
 
"Diamo così un quadro normativo più chiaro ai produttori che vogliono investire nella promozione sui mercati extraeuropei - ha commentato il ministro Maurizio Martina-. È uno strumento importante per rilanciare le esportazioni dei nostri vini, in un contesto che vede una concorrenza sempre più agguerrita. Dobbiamo riuscire a comunicare sempre meglio il patrimonio di varietà e qualità che rende uniche e distintive le nostre esperienze vitivinicole".
 
COSA PREVEDE IL DECRETO
 
LE AZIONI
 
Sono ammissibili le seguenti azioni di comunicazione e promozione da attuare in uno o più Paesi terzi:
 
a) azioni in materia di relazioni pubbliche, promozione e pubblicità;
 
b) partecipazione a manifestazioni, fiere ed esposizioni di importanza internazionale;
 
c) campagne di informazione, in particolare sui sistemi delle denominazioni di origine, delle indicazioni geografiche e della produzione biologica vigenti nell'Unione;
 
d) studi per valutare i risultati delle azioni di informazione e promozione.
 
La promozione potrà riguardare:
 
a.  vini a denominazione di origine protetta;
 
b.  vini ad indicazione geografica protetta;
 
c.   vini spumanti di qualità;
 
d.  vini spumanti di qualità aromatici;
 
e.  vini con l'indicazione della varietà.
 
 
ENTITÀ DEL SOSTEGNO
 
L'importo del sostegno a valere sui fondi europei è pari al massimo al 50% delle spese sostenute per svolgere le azioni promozionali. Questo sostegno europeo può essere integrato con fondi nazionali o regionali.
 
 
 
 

 
Accordi commerciali internazionali, Paolo Russo (FI): “Dicono sì ai fakes e no ai prodotti agricoli del Sud” PDF Stampa E-mail
Martedì 18 Luglio 2017 22:19  |  Scritto da Redazione
“Non tutelano l’Italia e cancellano il Sud: i trattati internazionali stipulati dall’Europa con gli altri Paesi, a cominciare dal Canada e dagli Stati Uniti,  complice un governo nazionale soggiacente, mortificano l’identità dell’agricoltura italiana, spianano la strada ai fakes e, come accade per il il Sud e per la Campania, rendono invisibile agli occhi del mondo un paniere di eccellenze che invece rappresenta una ghiotta proposta per il mercato internazionale”: é quanto afferma il deputato di Forza Italia, Paolo Russo alla vigilia dell’appuntamento con il focus dal titolo “Mal trattati. Lo schiaffo al Sud da EPA, TTIP, CETA ed Euro - Cinese”. L’appuntamento é per le 14 di domani ed é promosso da Azzurra Libertà, FareAmbiente e dall’associazione culturale Meridiana. A Roma, nella sala Aldo Moro di palazzo Montecitorio, dopo il saluto del vicepresidente della Camera Simone Baldelli, i parlamentari FI Basilio Catanoso, Roberto Occhiuto, Francesco Paolo Sisto e Paolo Russo si confronteranno con Stefano Masini, responsabile ambiente e territorio di Coldiretti e con Vincenzo Pepe, presidente di FareAmbiente. In primo piano le istanze dei rappresentanti  dei consorzi di prodotti a marchio snobbati o poco tutelati:  ne parleranno Albino Carli per la patata della Sila, Salvatore Cutrera per il comitato promotore dell’IGP all’olio Sicilia, Domenico Ferranti, presidente del consorzio di tutela del Pecorino siciliano DOP, Luigi Picerno per il pane di Altamura, Tommaso Romano, presidente del consorzio di tutela del Pomodoro San Marzano DOP, Antonio Scacco, presidente del consorzio di tutela e miglioramento della mandorla d’Avola, Simone Saturnino per il consorzio della cipolla di Tropea.

 
Riso: Italia guida alleanza con 7 paesi Ue per intervento commissione europea. PDF Stampa E-mail
Lunedì 17 Luglio 2017 11:40  |  Scritto da Redazione
 Chieste clausola di salvaguardia, attenzione nella nuova Pac ed etichettatura
 
Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali comunica che, per affrontare l'attuale situazione del settore risicolo, l'Italia - insieme a Francia, Spagna, Bulgaria, Grecia, Ungheria, Portogallo e Romania - ha sollecitato un intervento urgente alla Commissione europea per rendere operative misure adeguate a sostegno del comparto.
 
In particolare, i ministri dell'agricoltura hanno sottoscritto questa mattina a Bruxelles, in occasione del Consiglio dei Ministri UE, un documento strategico con 4 richieste fondamentali: 
 
- attivare la clausola di salvaguardia per le importazioni dai Paesi EBA e valutare la possibilità di rimuovere i vincoli che impediscono l'efficace applicazione delle misure di salvaguardia per le importazioni dai PMA e da altre origini nel Sistema delle Preferenze Generalizzate; 
 
- riconoscere la specificità del settore nella nuova Politica agricola comune;
 
- potenziare modelli di etichettatura attraverso adeguate iniziative per aumentare il consumo del riso prodotto nell'Unione europea; 
 
- approfondire gli studi per valutare gli effetti che questi sistemi riguardanti i Paesi meno sviluppati e i Sistemi di Preferenze Generalizzate hanno avuto sui diritti sociali e dei lavoratori nei Paesi EBA, come anche le conseguenza ambientali dei sistemi di produzione locali. 
 
"La crisi del settore è a livello europeo - afferma il Ministro Maurizio Martina - e come tale va affrontata. La salvaguardia del reddito dei nostri produttori è una priorità e per questo continuiamo la nostra battaglia, insieme ad altri sette Paesi dell'Ue che rappresentano praticamente tutta la produzione risicola europea, chiedendo alla Commissione un intervento concreto e immediato. Non possiamo più permetterci uno squilibrio di mercato come questo, frutto di accordi che mettono in difficoltà i nostri agricoltori oggi e che in prospettiva rischiano di azzerare la produzione europea. È il momento delle risposte per invertire la tendenza, tutelando le produzioni, i paesaggi coinvolti nelle produzioni e garantendo allo stesso tempo sicurezza e trasparenza ai consumatori".
 
I NUMERI DELLA CRISI
Il progressivo aumento delle importazioni di riso dai Paesi EBA sta gravemente danneggiando e svantaggiando gli agricoltori, le industrie ed il mercato dell'UE.
 
Una recenti analisi del mercato dal 1° settembre 2009, quando è iniziata la completa liberalizzazione delle importazioni dai Paesi Meno Avanzati (PMA), mostra:
 
* Il progressivo aumento delle importazioni totali di riso dell'UE(+65% dalla campagna 2008/2009 alla campagna 2015/2016), raggiungendo il record di 1,34 milioni di tonnellate nella campagna 2015/2016;
 
* un grande aumento delle importazioni di riso in piccole confezioni dai PMA (+45% dal 2013 al 2016, monitorato dalla Commissione europea per anno civile).
 
Inoltre, le giacenze europee sono in aumento. Per la campagna 2016/2017, la Commissione europea si aspetta un livello record di giacenze finali di 586.000 tonnellate (equivalenti al 30% della produzione UE). 
 
Secondo queste tendenze, ci sarà un rischio reale che l'UE divenga completamente dipendente dalle importazioni di riso dai Paesi terzi. Inoltre, il conseguente abbandono dei terreni coltivati a riso nell'UE, rischia di provocare un impatto molto grave e negativo in termini di conseguenze ambientali e sociali.

 
Approvata legge per la salvaguardia degli agrumenti caratteristici. Istituito fondo da 3 milioni di euro per il 2017 PDF Stampa E-mail
Venerdì 14 Luglio 2017 08:07  |  Scritto da Redazione
Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali rende noto che è stato approvata oggi alla Camera la legge per la promozione di interventi di ripristino, recupero e salvaguardia degli agrumeti caratteristici.
 
In particolare con questo provvedimento viene istituito un Fondo per la salvaguardia degli agrumeti caratteristici che per il 2017 è pari a 3 milioni di euro. L'assegnazione dei contributi, che dovrà dare priorità alle tecniche di allevamento tradizionale e all'agricoltura integrata e biologica, prevede il coinvolgimento delle regioni, che dovranno stabilire l'ammontare delle risorse da destinare agli interventi di recupero e di ripristino, le modalità e i tempi per la presentazione delle domande, la selezione dei progetti e la formazione delle graduatorie.
 
Per agrumeti caratteristici si intendono quelli che hanno particolare pregio varietale paesaggistico, storico e ambientale, situati in aree vocate alla coltivazione di specie agrumicole dove le caratteristiche climatiche ed ambientali siano capaci di conferire al prodotto specifiche caratteristiche. Le aree agrumetate ritenute di interesse per il loro valore storico, paesaggistico e di salvaguardia del territorio rurale ricadono prevalentemente nella riviera ionica della Sicilia, nella riviera ionica e tirrenica della Calabria, nella penisola sorrentina, nella costiera amalfitana e nelle isole del golfo di Napoli, nel Gargano e intorno al Lago di Garda.
 
"L'approvazione di questo provvedimento - ha commentato il Ministro Maurizio Martina - è molto importante per questo settore perché consentirà di sostenere e salvaguardare i territori a particolare vocazione agrumicola del nostro Paese che negli ultimi anni hanno dovuto attraversare una fase complicata. 
Riconoscere l'importanza di queste aree significa compiere un importante passo in avanti per lo sviluppo sostenibile. L'obiettivo infatti è anche quello di salvaguardare la distintività delle nostre ricchezze naturali riconoscendo agli agrumicoltori un ruolo fondamentale nella tutela ambientale e paesaggistica soprattutto in alcune aree ad alto rischio di dissesto idrogeologico."
 
"Abbiamo definito la cornice legislativa - dichiara il Sottosegretario Castiglione - entro cui tutelare e valorizzare gli agrumeti caratteristici, uno dei simboli dell'agricoltura italiana. Si completa così un iter molto lungo ma che conferma l'impegno del Governo verso un comparto agricolo così strategico per alcune aree del Paese. Ciò rappresenta un passo in avanti fondamentale considerato che - conclude Castiglione - da oggi, le Regioni potranno destinare le risorse per raggiungere questi obiettivi di recupero degli agrumeti caratteristici, bene paesaggistico da salvaguardare e strumento di tutela del territorio".
 
LE PRODUZIONI AGRUMICOLE ITALIANE
Le superfici dedicate alle arance coprono quasi il 60% del totale agrumi seguite da clementine (19%) e limoni (17%). 
 
Le regioni più rappresentative per quota di produzione sono la Sicilia con oltre 85 mila ettari investiti, la Calabria con 37 mila ettari e la Puglia con circa 10 mila ettari: queste tre regioni insieme riuniscono oltre il 90% delle aree coltivate ad agrumi sul territorio nazionale.
 
Secondo le ultime rilevazioni Ismea, le varietà di arance più diffuse sul territorio italiano sono il Tarocco Comune che detiene il 42,5% delle superfici totali; la Navelina (18,2%), il Tarocco Gallo (10,4%), il Moro (9,3%), il Sanguinello (5,1%), il Tarocco nocellare (4,5%) e il Washington Navel (2,6%).
 

 
Mercato energetico: Lievitazione dei prezzi e impotenza nei confronti dei moros PDF Stampa E-mail
Giovedì 06 Luglio 2017 22:07  |  Scritto da Redazione
Mercato energetico: Lievitazione dei prezzi e impotenza nei confronti dei morosi, così gli oneri di sistema stanno distruggendo l’economia italiana
 
Roma. Gli oneri di sistema, ovvero i costi aggiuntivi sulla bolletta elettrica, e ripercussioni sull’economia italiana.
Tali oneri stanno mettendo in ginocchio l’economia italiana e sono la causa più grave della distorsione del mercato energetico  nazionale. L’inefficienza è così elevata da far lievitare enormemente i costi, tanto da essere una delle principali cause della crisi economica italiana.
Non hanno dubbi in proposito Vincenzo Pepe, presidente nazionale di FareAmbiente – Movimento ecologista europeo e Carlo Bagnasco, CEO di EVIVA a margine del convegno su tale argomento tenutosi ieri 5 luglio presso una sala del senato dell'istituto di Santa Maria in Aquiro protrattosi fino a tardo pomeriggio.
“Noi di FareAmbiente –dichiara Pepe – abbiamo lanciato un patto per l’energia e ci faremo promotori di una proposta di Legge sulla riforma dei ‘dinosauri’ del settore energetico che generano opacità nel sistema energetico nazionale; a tale proposta stanno aderendo diverse forze politiche”.
“Il tema è certamente complesso- aggiunge Bagnasco- ma, alla luce del giudizio amministrativo, pare evidente la necessità di intervenire tempestivamente. Riteniamo opportuno lavorare in quattro diverse direzioni: da una parte, distribuendo il rischio morosità equamente; dall’altra, tenendo indenne il venditore sugli oneri non incassati, attraverso l’intervento di un fondo di compensazione a garanzia regolato dall’Autorità e che preveda meccanismi di gestione più semplici e tempistiche ridotte; inoltre, recuperando gli oneri versati ma non riscossi relativi agli ultimi dieci anni; per finire, introducendo strumenti di sistema per la protezione dal rischio credito ispirandosi alle best practice europee.

 


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