Frodi alimentari

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Grano/pasta e riso: da febbraio obbligo di origine in etichetta. Pubblicati decreti in Gazzetta Ufficiale PDF Stampa E-mail
Lunedì 21 Agosto 2017 20:51  |  Scritto da Redazione
Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali rende noto che sono stati pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale i due decreti interministeriali per introdurre l'obbligo di indicazione dell'origine del riso e del grano per la pasta in etichetta, firmati dai Ministri Maurizio Martina e Carlo Calenda.
Entrano così in vigore i provvedimenti che introducono la sperimentazione per due anni del sistema di etichettatura, nel solco della norma già in vigore per i prodotti lattiero caseari. I decreti prevedono, a partire dalla pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale, una fase di 180 giorni per l'adeguamento delle aziende al nuovo sistema e lo smaltimento delle etichette e confezioni già prodotte. Quindi l'obbligo definitivo scatterà il 16 febbraio per il riso e il 17 febbraio per la pasta.
"Da metà febbraio - ha dichiarato il Ministro Maurizio Martina -  avremo finalmente etichette più trasparenti sull'origine di riso e grano per la pasta. È una scelta decisa compiuta insieme al Ministro Calenda, che anticipa la piena attuazione del regolamento europeo 1169 del 2011. Il nostro obiettivo è dare massima trasparenza delle informazioni al consumatore, rafforzando così la tutela dei produttori e dei rapporti di due filiere fondamentali per l'agroalimentare Made in Italy. Non rinunceremo a spingere ancora in Europa perché questi provvedimenti vengano presi per tutta l'Ue".
 
 
 
COSA PREVEDONO I DECRETI
GRANO/PASTA
Il decreto grano/pasta in particolare prevede che le confezioni di pasta secca prodotte in Italia dovranno avere obbligatoriamente indicate in etichetta le seguenti diciture:
a) Paese di coltivazione del grano: nome del Paese nel quale il grano viene coltivato;
b) Paese di molitura: nome del paese in cui il grano è stato macinato.
Se queste fasi avvengono nel territorio di più Paesi possono essere utilizzate, a seconda della provenienza, le seguenti diciture: Paesi UE, Paesi NON UE, Paesi UE E NON UE.
Se il grano duro è coltivato almeno per il 50% in un solo Paese, come ad esempio l'Italia, si potrà usare la dicitura: "Italia e altri Paesi UE e/o non UE".
 
RISO
Il provvedimento prevede che sull'etichetta del riso devono essere indicati:
a) "Paese di coltivazione del riso";
b) "Paese di lavorazione";
c) "Paese di confezionamento".
Se le tre fasi avvengono nello stesso Paese è possibile utilizzare la dicitura "Origine del riso: Italia".
Anche per il riso, se queste fasi avvengono nel territorio di più Paesi possono essere utilizzate, a seconda della provenienza, le seguenti diciture: Paesi UE, Paesi NON UE, Paesi UE E NON UE.
 
ORIGINE VISIBILE IN ETICHETTA
Le indicazioni sull'origine dovranno essere apposte in etichetta in un punto evidente e nello stesso campo visivo in modo da essere facilmente riconoscibili, chiaramente leggibili ed indelebili.
 
DECRETI IN VIGORE FINO A PIENA ATTUAZIONE REGOLAMENTO UE 1169
I decreti decadranno in caso di piena attuazione dell'articolo 26, paragrafo 3, del regolamento (UE) n. 1169/2011 che prevede i casi in cui debba essere indicato il paese d'origine o il luogo di provenienza dell'ingrediente primario utilizzato nella preparazione degli alimenti, subordinandone l'applicazione all'adozione di atti di esecuzione da parte della Commissione, che ad oggi non sono stati ancora emanati.
 
OLTRE L'85% DEGLI ITALIANI CHIEDE TRASPARENZA NELL'INDICAZIONE D'ORIGINE DI GRANO E PASTA
Oltre l'85% degli italiani considera importante conoscere l'origine delle materie prime per questioni legate al rispetto degli standard di sicurezza alimentare, in particolare per la pasta e il riso. Sono questi i dati emersi dalla consultazione pubblica online sulla trasparenza delle informazioni in etichetta dei prodotti agroalimentari, svolta sul sito del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, a cui hanno partecipato oltre 26mila cittadini.

 
Uova, Paolo Russo (FI): “Dopo i casi rilevati in Italia, il ministero rafforzi i controlli” PDF Stampa E-mail
Lunedì 21 Agosto 2017 20:48  |  Scritto da Redazione
“A tutela dei nostri consumatori un’azione di screening e di esame di quei prodotti per i quali sono state  incautamente  utilizzate le uova contaminate con il pesticida tossico. Mi riferisco ai molteplici prodotti olandesi e tedeschi a base di uova che invadono le nostre tavole: penso alla maionese ma anche a dolci preconfezionati”: é quanto chiede, in una lettera indirizzata al ministro della salute, Beatrice Lorenzin, il deputato e coordinatore FI della città metropolitana di Napoli Paolo Russo. 
“Dopo che anche in Italia sono stati individuati prodotti contenenti uova al fipronil é quanto mai opportuno intensificare i controlli per scongiurare pericoli alla salute dei consumatori italiani”, aggiunge Russo.
“Solo il meticoloso accertamento della destinazione che hanno preso le uova contaminate  olandesi e tedesche - conclude il deputato -  ci farà fare sonni tranquilli” .

 
Uova contaminate, due casi in Italia PDF Stampa E-mail
Lunedì 21 Agosto 2017 11:01  |  Scritto da Redazione
Si sta diffondendo come una macchia d'olio lo scandalo delle uova contaminate con il Fipronil.
Molte le nazioni  le imprese di produzione e trasformazioni coivolte. L'Italia che iniazialmente era rimasta fuori dalla rosa è entrata invece a pieno titolo nella lista dei paesi con prodotti contaminati.
In base a quanto riferisto dal Ministero della Salute due campioni di uova e prodotti derivati sono risultati positivi all'insetticida fipronil. 
Da sottolineare che al momento sono ben 144 i prodotti sottoposti a controllo.
Inoltre, sono stati effettuati dai Nas 42 campionamenti conoscitivi su prodotti trasformati contenenti uova o derivati, prelevati nei negozi e supermercati su disposizione del Ministero del 14 agosto scorso; 181 campionamenti dalle Regioni, nell'ambito del Piano di ricerca su pollame, uova, derivati disposto dal Ministero l'11 agosto; 60 campionamenti dagli Uffici periferici del Ministero della salute per gli adempimenti comunitari (UVAC), per merci provenienti dai Paesi interessati dall'allerta fipronil.

 
Sequestrate 5000 bottiglie lasciate esposte al sole PDF Stampa E-mail
Lunedì 21 Agosto 2017 10:49  |  Scritto da Redazione
Gli uomini dei carabinieri forestali della stazione di Roccarainola, hanno posto sotto sequestri nel Nolano,
circa 5000 bottiglie di acqua in pet di vari formati di note marche esposte ai raggi solari e alle intemperie senza l'adeguata copertura richiesta per legge a protezione dagli agenti atmosferici e dall'inquinamento frutto del transito degli automezzi nell'area di sosta.
La merce è risultata esposta alle intemperie e soprattutto allo smog ed al sole da alcuni giorni

 
Cibo sicuro a ferragosto sulle tavole degli italiani PDF Stampa E-mail
Giovedì 17 Agosto 2017 21:43  |  Scritto da Redazione
Il Comando Carabinieri Politiche Agricole e Alimentari, nel corso di verifiche predisposte in ambito nazionale, a seguito di accertamenti eseguiti nelle province di Napoli e Ascoli Piceno,  ha sequestrato  2,010 tonnellate di prodotti ittici, freschi e congelati,  rinvenuti privi di etichettatura o con data di scadenza ampiamente decorsa e mancanti della tracciabilità documentale di “filiera”, in violazione delle leggi comunitarie e nazionali che stabiliscono i principi ed i requisiti generali per la sicurezza alimentare.  Tale azione, a presidio di beni essenziali di largo consumo, ha scongiurato che finissero sulle tavole dei cittadini, specie in un momento di tradizionale convivialità Ferragostana, diverse specie di pesce e prodotti ittici congelati potenzialmente dannosi per la salute. Venivano riscontrate difformità in ordine alla rintracciabilità degli alimenti ed elevate sanzioni amministrative  per  oltre 8.000 euro.

 
NAC,falso Biologico, sequestrati oltre dieci quintali di concentrato di pomodoro PDF Stampa E-mail
Giovedì 10 Agosto 2017 10:45  |  Scritto da Redazione
Il Nucleo Antifrodi Carabinieri di Salerno, nell’ambito dei controlli di specialità finalizzati al contrasto delle frodi agroalimentari, svolti nella Provincia medesima, sequestrava oltre 10 quintali di doppio concentrato di pomodoro, fraudolentemente dichiarati provenienti da agricoltura biologica, in contrasto con la vigente normativa di settore. Veniva denunciata 1 persona per frode in commercio, aggravata per l’uso di denominazioni protette (artt. 515 e 517 bis c.p.).
Tale risultato testimonia ancora una volta l’indefessa attività anticrimine dell’Arma dei Carabinieri in ambito agroalimentare; basti pensare che nel solo settore conserviero, la quantità di pomodori in scatola sequestrati dall’inizio dell’anno in corso ammonta a circa 80 tonnellate. 

 


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