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Scoperta mozzarella di bufala venduta sfusa in Germania PDF Stampa E-mail
Venerdì 13 Ottobre 2017 15:38  |  Scritto da Redazione
Il Consorzio: controlli aumentati, così garantiamo i consumatori
Un formaggio a pasta filata venduto sfuso ed etichettato come mozzarella di bufala campana nel reparto gastronomia di due catene della Grande distribuzione in Germania. L’irregolarità è stata scoperta nel corso di uno dei monitoraggi all’estero effettuati dal Consorzio di Tutela della Mozzarella di bufala campana Dop. Immediatamente è scattata la segnalazione da parte del Consorzio all’Ispettorato centrale qualità e repressione frodi del ministero delle Politiche agricole (Icqrf), che ha avviato la procedura “ex officio” prevista dall’Ue, con la responsabilità diretta di ogni Stato membro. Saranno le autorità preposte a definire le ipotesi di illeciti e le conseguenti azioni giudiziarie.
 
“Il mercato tedesco è strategico per l’export della mozzarella di bufala campana Dop, come abbiamo potuto confermare partecipando alla fiera Anuga di Colonia, che si è conclusa proprio ieri con un bilancio molto positivo in termini di promozione della bufala Dop. Per questo manteniamo alta la vigilanza sui canali e sulle modalità di vendita del prodotto”, commenta il direttore del Consorzio di Tutela, Pier Maria Saccani, e aggiunge: “Quest’ultimo caso testimonia che esistono diverse problematiche all’estero, sulle quali la nostra attenzione è massima”.
 
L’operazione è avvenuta proprio a ridosso di Anuga e rientra nel “patto di collaborazione” per il monitoraggio congiunto in Europa firmato dal Consorzio di Tutela della mozzarella di bufala campana Dop con i Consorzi di Tutela del Grana Padano Dop, Aceto Balsamico di Modena Igp, Parmigiano Reggiano DOP, Prosciutto di Parma Dop e Prosecco Doc. Un lavoro che nel biennio 2016/2017 contempla oltre 990 visite nei punti vendita di nove Paesi europei (Austria, Belgio, Francia, Germania, Lussemburgo, Olanda, Regno Unito, Spagna e Svizzera).
 
Oltre a questa intesa, sono stati stipulati accordi con i Consorzi di tutela del Prosecco Doc e del Provolone Valpadana Dop per collaborare nelle azioni di vigilanza nazionale. L’obiettivo è raddoppiare il numero dei controlli effettuati sulla mozzarella di bufala campana dal Consorzio. Nel 2016 sono stati 1289, ma nei primi otto mesi del 2017 il bilancio è già di 2066 controlli, con un aumento del 60%. Entro fine anno si punta a raggiungere i 2500 accertamenti.
 
“La vigilanza è un settore chiave della nostra attività e l’aumento del numero di verifiche è frutto di una chiara volontà di offrire sempre più garanzie ai consumatori su un prodotto che ha proprio nella qualità il suo punto di forza”, sottolinea il presidente del Consorzio di Tutela della mozzarella di bufala campana Dop, Domenico Raimondo. “Questi numeri – conclude – si riferiscono solo all’attività effettuata da noi, a cui vanno aggiunte le fondamentali azioni degli altri organismi di controllo. In un anno il prodotto subisce oltre 10mila verifiche, offrendo una totale garanzia del pieno rispetto delle regole”.

 
NAS Salerno: raffica di controlli a hotel, ristoranti, trattorie, bar e gelaterie della costiera amalfitana PDF Stampa E-mail
Venerdì 13 Ottobre 2017 15:33  |  Scritto da Redazione
I Carabinieri del NAS di Salerno, nell’ambito della vigilanza al settore della ristorazione collettiva, hanno avviato un nutrito piano di controlli, sviluppato su tre giorni in cui i militari hanno ispezionato 31 esercizi commerciali tra ristoranti, trattorie, gelaterie, pasticcerie e hotel della costiera amalfitana. Gli interventi hanno riguardato la verifica del rispetto da parte dei titolari e gestori delle strutture, delle norme sulla tracciabilità degli alimenti, sull’etichettatura dei prodotti nonché dei requisiti igienico-sanitari, strutturali ed organizzativi necessari a garantire condizioni di sicurezza e qualità nella somministrazione di cibi e bevande in una zona a forte vocazione turistica anche in questo periodo dell’anno.
 
Al termine degli accertamenti i militari hanno sottoposto a sequestro amministrativo 3 tonnellate di prodotti ittici, carnei, lattiero-caseari e gelati poiché non accompagnati da documentazione volta a garantirne la provenienza, di 300 kg di alimenti in scatola e sottovuoto con etichettatura non conforme alla normativa vigente, per un valore complessivo di circa 65 mila euro, e alla chiusura di tre depositi e di un laboratorio/cucina a causa delle gravi criticità igienico-sanitarie, organizzative e strutturali rilevate. Ai titolari di sette attività sono state impartite puntuali prescrizioni per l’adeguamento a norma.     

 
Chiusi due depositi ed elevate sanzioni amministrative per 16 mila euro PDF Stampa E-mail
Giovedì 12 Ottobre 2017 14:20  |  Scritto da Redazione
Continua senza sosta l’attività di controllo dei Carabinieri del Nas nel settore alimentare con ispezioni a depositi ed esercizi di vendita al dettaglio di prodotti ittici, carnei e di pasticceria.
Carabinieri del NAS di Bologna, nel corso di attività ispettiva presso un bar/pasticceria della provincia emiliana, hanno accertato l’omessa predisposizione ed applicazione delle procedure di autocontrollo, volte a prevenire le possibili contaminazioni degli alimenti (H.A.C.C.P. hazard analysis and critical control points). Il Dipartimento di Sanità Pubblica dell’U.S.L. di Bologna, a seguito della segnalazione inerente le carenze riscontrate, ha emesso provvedimento di sospensione immediata dell’attività e comminata la violazione amministrativa per un ammontare di 2 mila euro, dettando altresì specifiche prescrizioni di adeguamento agli standard igienico sanitari.
Il controllo dei Carabinieri del NAS di Genova ha riguardato, invece, un esercizio di vendita al dettaglio di prodotti carnei ed ittici di Savona. L’ispezione si è conclusa con la denuncia all’Autorità Giudiziaria di una cittadina extracomunitaria, legale rappresentante dell’impresa, e con il conseguente sequestro di 41 chili di carni bovine, suine, ovine e ittiche sottoposti a procedura di congelamento irregolare, in promiscuità tra loro, privi di involucri esterni, a diretto contatto con il giaccio e scaduti di validità. Nella circostanza sono state contestate sanzioni amministrative per un importo di 8 mila euro.
Più a sud i Carabinieri del NAS di Napoli hanno individuato un panificio/gastronomia della provincia campana con annesso deposito adibito a stoccaggio alimenti privo di autorizzazione amministrativa e dei requisiti minimi igienico-sanitari e strutturali previsti dalla normativa vigente. Per tali irregolarità i militari hanno provveduto alla chiusura della struttura e sanzionato il titolare per 3 mila euro.   
Anche nella Capitale i militari del locale Nucleo hanno scoperto un deposito all’ingrosso di alimenti etnici in pessime condizioni igienico-sanitarie che riforniva i negozi di tutta Italia. Gli investigatori del NAS di Roma in collaborazione con i colleghi del Gruppo Tutela del Lavoro e dell’Arma territoriale, hanno disposto la sospensione immediata dell’attività per la presenza di roditori e volatili che avevano nidificato all’interno della struttura nonché il fermo sanitario di 20 mila chili di alimenti di origine asiatica. E’stata ordinata altresì la chiusura dei locali adiacenti al deposito per le pessime condizioni igieniche, adibiti illecitamente a dormitorio e vano cucina al servizio degli operai dipendenti dell’azienda addetti al carico/scarico della merce. Il titolare responsabile è stato sanzionato per 3 mila euro.  

 
Carabinieri NAS: sequestrati depositi alimentari abusivi PDF Stampa E-mail
Mercoledì 11 Ottobre 2017 06:20  |  Scritto da Redazione
Un imprenditore della provincia di Frosinone ha deciso di utilizzare i locali di una ex discoteca come depositi di alimenti, ma l’iniziativa è stata bloccata grazie all’intervento dei Carabinieri del NAS di Latina, che hanno effettuato un’ispezione igienico-sanitaria presso la struttura risultata abusiva.
Il legislatore comunitario ed italiano ha previsto una serie di misure precauzionali idonee a garantire la sicurezza delle derrate alimentari stoccate nei depositi in attesa della distribuzione sul mercato e, in tale cornice normativa, i Carabinieri hanno proceduto al sequestro del citato deposito che, oltre ad essere privo dell’autorizzazione sanitaria,  presentava gravi carenze igienico – strutturali.
Constatata l’assenza dei requisiti per la sicurezza alimentare, i militari dell’Arma, unitamente al personale dell’ASL di Frosinone, hanno quindi dovuto disporre la distruzione di 50 kg di prodotti da forno e porre i sigilli alla struttura, sospendendo l’attività di vendita in attesa dell’adeguamento della struttura alle condizioni di legge.
 
Analoga violazione è stata commessa da un commerciante della provincia di Napoli. In questo caso però non è stata la pista da ballo ad essere ridestinata, ma un anonimo edificio che serviva da deposito di stoccaggio alimenti con annessa cella frigo. All’interno dei locali, sprovvisti di autorizzazione, erano conservati circa 50 kg di prodotti carnei (prosciutto, carne avicola, spiedini, salsicce, ecc.), vegetali e lattiero caseari privi di qualsivoglia informazione utile a determinarne l’origine o la provenienza. I Carabinieri del NAS di Napoli hanno quindi proceduto al sequestro del deposito e degli alimenti in esso contenuti, per un valore totale di oltre 20.000 euro. Le violazioni riscontrate costeranno al commerciante 5.500 euro.  

 
Chiusi esercizi commerciali etnici. PDF Stampa E-mail
Martedì 10 Ottobre 2017 16:04  |  Scritto da Redazione
Disposta la chiusura di 3 ristoranti e di un centro per acconciature. Elevate sanzioni amministrative per un totale di 12 mila euro
immagine di un carabiniere che osserva un prodotto
I Carabinieri del Nas, proseguendo nella strategia operativa volta alla vigilanza del settore commerciale etnico, hanno effettuato controlli a ristoranti, negozi di vendita al dettaglio e centri estetici/parrucchieri nelle Province di Milano, Varese, Perugia, Firenze e Modena.
 
In particolare, i Carabinieri del NAS di Firenze, nel corso di attività ispettiva presso un ristorante della provincia, gestito da cittadino extracomunitario, hanno accertato gravissime carenze igienico-sanitarie quali sporco diffuso, depositi di incrostazioni di unto e grassi a riprova del fatto che evidentemente da tempo non venivano praticate le operazioni di detersione e sanificazione pur previste nel piano di autocontrollo (HACCP). I militari rinvenivano, inoltre, insetti, anche all’interno di alimenti, blatte ed escrementi di roditori in tutti gli ambienti del ristorante compresa la cucina e addirittura un topo morto in una trappola per roditori.  A seguito dell’intervento di personale dell’Azienda ASL “Toscana Centro”, veniva disposta l’immediata chiusura dell’esercizio commerciale e comminate sanzioni amministrative per un valore di 3 mila euro.
 
I Carabinieri del NAS di Milano hanno anch’essi effettuato un’ispezione igienico-sanitaria presso un ristorante etnico dell’hinterland milanese, conclusasi con la sospensione dell’attività  a causa di accertate carenze igienico-strutturali dei locali. Per le violazioni amministrative contestate i militari applicavano al titolare una sanzione pari a mille euro. Nella provincia di Varese i Carabinieri del medesimo Nucleo hanno denunciato all’Autorità Giudiziaria un cittadino extracomunitario,  titolare di una pizzeria, per aver attivato il laboratorio di lavorazione dell’impasto per la preparazione dei prodotti da forno in locali interrati non idonei e in assenza della prevista deroga rilasciata dall’Autorità Sanitaria. Le irregolarità amministrative sono state sanzionate per un importo di 2 mila euro.
 
I Carabinieri del NAS di Perugia hanno controllato un centro estetico e per acconciature, condotto da cittadina extracomunitaria, riscontrando che le apparecchiature utilizzate per l’erogazione delle prestazioni presentavano gravi carenze igienico-sanitarie. I militari accertavano, inoltre, che il titolare dell’esercizio commerciale poneva in vendita prodotti cosmetici pur non avendo mai presentato dichiarazione di inizio attività al Comune di competenza e per tali irregolarità elevavano sanzioni amministrative per un importo di 6 mila euro.   
 
I Carabinieri del NAS di Modena hanno proceduto, presso un bazar etnico, al sequestro amministrativo di oltre 250 articoli (costumi in plastica, adesivi tatoo rimovibili, adesivi decorativi per unghie, unghie finte, ecc.) poiché le etichette non riportavano le indicazioni d’uso e le avvertenze in lingua italiana come invece previsto dalla normativa vigente.

 
Carabinieri Nas Perugia, intossicati dal tonno grigliato. PDF Stampa E-mail
Martedì 10 Ottobre 2017 16:02  |  Scritto da Redazione
 Denunciati i titolari del ristorante
I Carabinieri del NAS di Perugia, nell’ambito dell’attività di controllo scaturita da segnalazioni di cittadini ed enti esterni, hanno denunciato i proprietari di un ristorante all’Autorità Giudiziaria per somministrazione di sostanze alimentari nocive.
 
La denuncia dei militari è giunta a conclusione di mirate indagini sulla sospetta intossicazione alimentare di due clienti di un ristorante della provincia del capoluogo umbro, i quali dopo aver mangiato tonno grigliato sono finiti al pronto soccorso con stati di malessere diffuso. I successivi controlli dei militari accertavano che il tonno servito ai due ignari avventori era scaduto di validità e, sottoposto ad analisi di laboratorio, presentava la molecola istamina in concentrazione superiore ai limiti consentiti, tale da poter determinare l’intossicazione.

 


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