Frodi alimentari

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130 mila bottiglie di acqua “Egeria” sequestrate devolute alla caritas PDF Stampa E-mail
Martedì 20 Marzo 2018 20:49  |  Scritto da Redazione
Il Nas di Roma, a seguito del sequestro di 130 mila bottiglie di acqua effervescente naturale a marchio "Egeria", perché confezionate con etichette non conformi sotto il profilo amministrativo, ottenuta l’autorizzazione da parte delle Autorità competenti, ha promosso un incontro tra la società "Fonte Egeria” ed alcuni rappresentanti della locale Caritas per favorire la distribuzione in beneficienza delle bottiglie di acqua sequestrate (54.000 bottiglie da 1,5 lt  e 75.600 bottiglie da 0,5 lt) a strutture dedite alla somministrazione di pasti alle persone in difficoltà economica. L’accordo e la donazione sono stati formalizzati in occasione di un breve incontro avvenuto alla presenza dei rappresentati della società, di Dirigenti della Caritas di Roma e del Comandante e alcuni militari del Nas capitolino.

 
persone denunciate per frode in commercio PDF Stampa E-mail
Martedì 20 Marzo 2018 20:46  |  Scritto da Redazione
I militari del NAS di Parma, con gli agenti vigilatori del consorzio “formaggio parmigiano reggiano”, hanno effettuato delle ispezioni igienico sanitarie presso due unità produttive facenti capo alla medesima società agricola e site nelle province di Mantova e Reggio Emilia. Durante degli accertamenti, gli operatori hanno constatato che presso lo stabilimento mantovano erano utilizzate delle fasce marchianti che risultavano essere state assegnate allo stabilimento della provincia di Reggio Emilia.
 
Le fasce marchianti, conferite dal consorzio del parmigiano reggiano, sono utilizzate per imprimere sulla superficie di ogni singola forma di formaggio la dicitura a puntini "parmigiano-reggiano", nonché la matricola del caseificio produttore, l'annata e il mese di produzione. Dette “fasce”, pertanto, sono uno strumento essenziale per la corretta identificazione dell’alimento e per la completa ricostruzione della sua tracciabilità. Gli accertamenti eseguiti dai Carabinieri, quindi hanno permesso di appurare che a partire dal 1 gennaio 2018, tutte e sei le forme di parmigiano prodotte giornalmente dallo stabilimento mantovano riportavano fraudolentemente un identificativo numerico errato, in quanto relativo all’unità produttiva emiliana.
 
Un’ispezione più approfondita da parte degli operatori, inoltre ha permesso di verificare che la produzione complessiva della società agricola negli anni 2017 e 2018 era superiore rispetto alle quote assegnate dal consorzio. Dette forme, infatti pur recando la marchiatura che le identificano come “parmigiano reggiano”, sono risultate mancanti delle prescritte placche di caseina che vengono per l’appunto distribuite dal consorzio in numero determinato in base alle quote assegnate. L’assenza delle suddette placche, normalmente inserite sulla superficie piatta della forma al momento della produzione, comporta ai fini legali, l’impossibilità di fregiarsi della denominazione di “Parmigiano Reggiano”.
 
Per le violazioni sopra descritte il legale rappresentante del consorzio agricolo e il casaro della latteria mantovana sono stati denunciati all’Autorità Giudiziaria. Nell’ambito degli accertamenti, i Carabinieri hanno sequestrato oltre 18.000 forme di formaggio, per un valore commerciale di circa 10 milioni di euro.
 
L’intervento del NAS unitamente al consorzio, in questo caso come negli altri, oltre a tutelare la salute pubblica, ha l’obiettivo di salvaguardare la genuinità di determinati alimenti famosi in tutto il mondo e assurti a sinonimo dell’eccellenza italiana.

 
Carabinieri NAS: denunciate quattro persone, bloccata la commercializzazione di 15 tonnellate di molluschi bivalvi PDF Stampa E-mail
Venerdì 16 Marzo 2018 07:30  |  Scritto da Redazione
 Il NAS di Cagliari, a conclusione dell’indagine denominata "fipronil sequel", inerente alla contaminazione e commercializzazione di uova da consumo con disinfestante "fipronil", hanno segnalato quattro persone all’Autorità Giudiziaria. Gli indagati, rispettivamente un agente di commercio di prodotti agricoli, il titolare di un’agenzia postale privata e i due proprietari di altrettante aziende agricole site nella provincia di Cagliari, sono accusati di sostituzione di persona, adulterazione di alimenti, frode in commercio e vendita di sostanze non genuine come genuine. L’indagine dei Carabinieri è riuscita ad accertare che l’agente di commercio, con la compiacenza del titolare dell’agenzia postale, era solito acquistare il disinfettante proibito effettuando delle ricariche su una carta prepagata  e attribuendo l’operazione a persone ignare ed estranee alla vicenda. Il prodotto vietato, successivamente, veniva utilizzato dai due allevatori per ottimizzare la produzione dei propri allevamenti non valutando il rischio per la salute dei consumatori.
 
Il NAS di Catania, in collaborazione con il personale medico e tecnico del Dipartimento Veterinario dell’ASP Messina, ha effettuato un’ispezione igienico-sanitaria presso un centro di depurazione e imballaggio mitili della Sicilia orientale. A seguito dell’accertamento è stata bloccata la commercializzazione di 15 tonnellate di molluschi bivalvi (ostriche, vongole, cozze ecc.), in quanto rinvenute in un bacino naturale di acque “non classificate” per la conservazione e la depurazione, e pertanto giudicati non idonei al consumo umano. Nel contesto del medesimo controllo, inoltre, sono state elevate violazioni amministrative per mancata attuazione del piano di autocontrollo HACCP, e la mancata autorizzazione per la vendita al dettaglio di prodotti ittici surgelati preconfezionati. Il valore della merce sequestrata ammonta a 100.000 euro.

 
Richiamo per la Farina di grano tenero "00" W260 Pastificio Lucio Garofalo S.P.A. PDF Stampa E-mail
Venerdì 16 Marzo 2018 07:27  |  Scritto da Redazione
Marchio: Pastificio Lucio Garofalo S.P.A.
 
Denominazione: Farina di grano tenero "00" W260
 
Motivo della segnalazione: Richiamo per rischio presenza di allergeni
 
Data pubblicazione: 15 marzo 2018

 
Sequestri e controlli in tutta Italia PDF Stampa E-mail
Mercoledì 14 Marzo 2018 09:19  |  Scritto da Redazione
Il NAS di Latina ha denunciato due persone per frode processuale in concorso. Gli indagati sono accusati di aver redatto una perizia falsa e di averla presentata in Tribunale al fine di ottenere il dissequestro di un frantoio. Gli accertamenti dei Carabinieri hanno appurato che, al contrario di quanto dichiarato nel documento ufficiale, il proprietario dell’immobile non aveva mai effettuato dei lavori di adeguamento la cui esecuzione gli era stata intimata dall’Autorità Sanitaria.
 
Sempre il NAS di Latina, a conclusione di un controllo eseguito presso un prosciuttificio unitamente al personale dell’ARPA Lazio, ha denunciato una persona per scarico abusivo di reflui industriali. Personale dell’ASL di Latina, inoltre, intervenuto su richiesta dei militari, ha sospeso la commercializzazione di 1029 prosciutti affumicati in mancanza di indicazione nelle procedure di autocontrollo.  Il valore del provvedimento ammonta a 50.000 Euro.
 
I Carabinieri del NAS di Napoli, unitamente al personale dell’A.S.L. NA/3 sud, hanno proceduto alla chiusura amministrativa di uno stabilimento di Ercolano (NA) dedicato alla produzione, confezionamento, stoccaggio e deposito di prodotti dolciari. Il provvedimento è scattato al termine di un controllo durante il quale è emerso che l’intera attività versava in pessime condizioni igienico – sanitarie. Nel corso del medesimo controllo i Carabinieri hanno anche elevato sanzioni amministrative per un totale di 4.000 euro.
 
I militari del NAS di Perugia, a conclusione di un’ispezione effettuata presso un agriturismo umbro, hanno denunciato una persona per detenzione di alimenti in cattivo stato di conservazione. Nel corso del controllo, condotto con il supporto del personale del servizio veterinario ASL Umbria 2 Terni, i Carabinieri hanno rinvenuto all’interno della struttura tre congelatori contenenti 400 kg di prodotti alimentari (carne, pesce, pasta fresca, pane etc.), congelati in maniera approssimativa (a contatto diretto con il ghiaccio), privi di etichettatura e indicazioni utili a fini della tracciabilità.

 
Perugia, sequestrate 14 tonnellate di mangime per cani irregolare PDF Stampa E-mail
Mercoledì 14 Marzo 2018 09:17  |  Scritto da Redazione
I Carabinieri del Nas di Perugia, in collaborazione con personale dell’Azienda sanitaria locale, hanno condotto un’ispezione igienico-sanitaria presso una ditta di confezionamento e vendita mangimi per animali di Gubbio, procedendo al campionamento di un mangime per cani. L’esito della analisi di laboratorio ha evidenziato nel mangime presenza di proteine di origine animale non dichiarate in etichetta e, pertanto, i militari hanno sottoposto a sequestro amministrativo sanitario quasi 14.000 kg di mangime per cani, per un valore circa €. 50.000.  Contestualmente è stato disposto il ritiro dal mercato di 10.200 Kg di mangime già venduto ad una ditta di Pavia. Al titolare dello stabilimento sono state contestate sanzioni amministrative per €. 2.000,00.

 


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