Frodi alimentari

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Primo piano
NAS, controlli a tappeti in tutta Italia PDF Stampa E-mail
Mercoledì 06 Dicembre 2017 13:53  |  Scritto da Redazione
Il Nas di Pescara, nell’ambito di una specifica attività di contrasto disposta dal Comando Carabinieri per la Tutela della Salute nel settore “funghi e tartufi”, ha effettuato un controllo presso uno stabilimento per la lavorazione di tartufi sito nella provincia di L’Aquila. Nel corso dell’ispezione è emerso che il proprietario dell’azienda aveva attivato un deposito di alimenti senza fornire la prevista comunicazione all’Autorità Sanitaria. I Carabinieri, considerate anche le carenti condizioni igienico sanitarie in cui versava l’edificio, hanno proceduto alla sua chiusura immediata.
 
Il NAS di Catania, invece, ha effettuato un controllo nel settore caseario. A finire sotto la lente di ingrandimento è stato un venditore ambulante della provincia etnea. Durante l’ispezione, eseguita con l’ausilio della locale Azienda Sanitaria Provinciale, è stato individuato un laboratorio abusivo per il confezionamento di prodotti lattiero – caseari, al cui interno sono stati rinvenuti e posti sotto sequestro 3.800 kg di formaggi in cattivo stato di conservazione, privi di rintracciabilità, invasi da insetti e escrementi di roditori. Il controllo, esteso anche alle aree limitrofe al laboratorio, ha portato all’individuazione di una stalla abusiva e di un’altra struttura, ove era presente una cella frigorifera fatiscente contenente altri 500 kg di formaggi in fase di stagionatura.  Per le gravi violazioni riscontrate il commerciante è stato segnalato all’Autorità Giudiziaria, mentre la merce in suo possesso, dal valore di circa 50.000 euro, è stata posta sotto sequestro. 
 
Il NAS di Catanzaro, a seguito di un controllo eseguito con il supporto dell’Arma territoriale, ha denunciato una persona per scarico di acque reflue industriali non autorizzato e assunzione irregolare di lavoratori stranieri privi del permesso di soggiorno. Nel corso di un’ispezione presso un frantoio della provincia di Catanzaro, infatti, i militari hanno accertato che il trentunenne proprietario versava gli scarti di lavorazione nella rete fognaria comunale e impiegava 4 stranieri irregolari nelle attività dello stabilimento. Durante la medesima attività di controllo, inoltre, sono emerse delle carenze igieniche tali da rendere necessario un provvedimento di chiusura immediata del frantoio. 
 
Il NAS di Parma, a seguito di un controllo eseguito unitamente ai colleghi del Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro di Reggio Emilia, ha segnalato alle autorità amministrative il proprietario di un deposito alimentari del reggino. Nel corso delle attività ispettive, infatti, i militari non solo hanno scoperto che l’intera attività era stata avviata senza alcuna autorizzazione sanitaria, ma hanno  altresì rinvenuto 32.000 kg di prodotti alimentari (carni, conserve, bevande, farinacei), detenuti in precarie condizioni igienico sanitarie ed in parte scaduti di validità. La struttura e gli alimenti, posti sotto sequestro, hanno un valore di circa 1.800.000 euro. Infine, nel corso del medesimo controllo, i Carabinieri del N.I.L. hanno accertato che l’imprenditore utilizzava per lavorare nella sua azienda 2 lavoratori in nero.

 
NAS, controlli nel comparto dolciario PDF Stampa E-mail
Mercoledì 29 Novembre 2017 21:55  |  Scritto da Redazione
Con l’approssimarsi delle festività natalizie le famiglie italiane, tradizionalmente, aumentano il consumo di prodotti dolciari. Al fine di tutelare la salute pubblica e di diminuire la possibilità di frodi i Carabinieri del NAS, in questo periodo, sono particolarmente attivi nella vigilanza di questo specifico settore alimentare.
 
Nei giorni scorsi i militari del NAS di Napoli, al termine di un’ispezione presso una pasticceria/gelateria sita nell’hinterland partenopeo, hanno posto sotto sequestro un deposito per lo stoccaggio di alimenti in quanto attivato senza l’autorizzazione delle autorità competente e carente dal punto di vista igienico sanitario. Il valore della struttura e degli alimenti custoditi al suo interno, è di circa 10.000 euro. Il proprietario dell’esercizio commerciale, inoltre, dovrà oblare una violazione amministrativa di 5.500 euro.
 
I Carabinieri del NAS di Torino hanno denunciato all’Autorità Giudiziaria due persone per frode in commercio e contraffazione di prodotti DOP. Le indagini dei militari torinesi sono partite da un controllo presso una gelateria sita nella provincia del Verbano – Cusio - Ossola, nel corso della quale veniva notato che il proprietario offriva in vendita un  gelato gusto “Pistacchio Sicilia (Bronte D.O.P.)”. Successivi riscontri documentali appuravano che il gelato in argomento era stato acquistato presso un ditta della provincia di Biella e che la stessa, per la preparazione dell’alimento, aveva utilizzato dei pistacchi forniti da un’azienda che, sebbene della provincia di Catania, non apparteneva al Consorzio di Tutela del pistacchio verde di Bronte DOP.
 
La denominazione di origine protetta (DOP), è un marchio di tutela giuridica della denominazione che viene attribuito a quegli alimenti che hanno particolari caratteristiche qualitative, derivanti dal territorio di provenienza e dal metodo con cui sono stati prodotti e gode di un rigoroso quadro sanzionatorio in caso di violazione della normativa che lo disciplina.

 
TAR del Lazio non sospende decreto grano/pasta. Dal 17 Febbraio scatta obbligo indicazione origine PDF Stampa E-mail
Mercoledì 22 Novembre 2017 19:38  |  Scritto da Redazione
Il Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali comunica che il Tar del Lazio, con l'ordinanza n. 6194/2017, ha respinto la richiesta di sospendere il decreto interministeriale che introduce l'obbligo di indicazione d'origine del grano nella pasta. Il Tribunale ha ritenuto "prevalente l'interesse pubblico volto a tutelare l'informazione dei consumatori, considerato anche l'esito delle recenti consultazioni pubbliche circa l'importanza attribuita dai consumatori italiani alla conoscenza del Paese d'origine e/o del luogo di provenienza dell'alimento e dell'ingrediente primario". Il provvedimento firmato dai Ministri Maurizio Martina e Carlo Calenda entrerà in vigore come previsto il 17 febbraio 2018.
 
"La decisione del Tar del Lazio - ha commentato il Ministro Martina - conferma il diritto dei consumatori alla massima trasparenza delle informazioni in etichetta. Il nostro lavoro a tutela delle produzioni italiane va avanti, per valorizzare l'origine delle materie prime e rafforzare le filiere agroalimentari. Crediamo che questo provvedimento debba essere esteso a tutta l'Unione europea, perché si tratta di una scelta di equità, competitività e giustizia".
 
COSA PREVEDE IL DECRETO
 
Il decreto grano/pasta in particolare prevede che le confezioni di pasta secca prodotte in Italia dovranno avere obbligatoriamente indicate in etichetta le seguenti diciture:
a) Paese di coltivazione del grano: nome del Paese nel quale il grano viene coltivato;
b) Paese di molitura: nome del paese in cui il grano è stato macinato.
Se queste fasi avvengono nel territorio di più Paesi possono essere utilizzate, a seconda della provenienza, le seguenti diciture: Paesi UE, Paesi NON UE, Paesi UE E NON UE.
Se il grano duro è coltivato almeno per il 50% in un solo Paese, come ad esempio l'Italia, si potrà usare la dicitura: "Italia e altri Paesi UE e/o non UE".
 
ORIGINE VISIBILE IN ETICHETTA
L'indicazione sull'origine dovrà essere apposta in etichetta in un punto evidente e nello stesso campo visivo in modo da essere facilmente riconoscibili, chiaramente leggibili ed indelebili.
 
OLTRE L'85% DEGLI ITALIANI CHIEDE TRASPARENZA NELL'INDICAZIONE D'ORIGINE DI GRANO E PASTA
Oltre l'85% degli italiani considera importante conoscere l'origine delle materie prime per questioni legate al rispetto degli standard di sicurezza alimentare, in particolare per la pasta. Sono questi i dati emersi dalla consultazione pubblica online sulla trasparenza delle informazioni in etichetta dei prodotti agroalimentari, svolta sul sito del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, a cui hanno partecipato oltre 26mila cittadini.
 
 
 
 

 
Sequestrate oltre 1600 bottiglie di falso “Chianti DOCG 2015” PDF Stampa E-mail
Mercoledì 08 Novembre 2017 21:36  |  Scritto da Redazione
I Carabinieri del NAS sono costantemente impegnati nell’attività di contrasto alle frodi alimentari ai danni di ignari consumatori.
 
In tale contesto i Carabinieri del NAS di Roma, nel corso di controlli sulla campagna di vinificazione 2017, in collaborazione con personale del locale l’Ispettorato Controllo Qualità e Repressione Frodi del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, hanno condotto un’ispezione presso una ditta di commercio al dettaglio di vino, procedendo al campionamento di alcune bottiglie di vino dichiarato in etichetta "DOCG CHIANTI 2015". Le successive risultanze analitiche hanno permesso ai militari di accertare che il prodotto commercializzato come vino a denominazione di origine controllata e garantita, non aveva in realtà le specifiche caratteristiche del disciplinare di produzione e, pertanto, hanno sottoposto a sequestro penale oltre 1.600 bottiglie di falso CHIANTI, per una valore di circa 15 mila euro.
 
A Torino, i Carabinieri del locale NAS hanno denunciato un ristoratore per frode in commercio, perché offriva nel menù alimenti di alta qualità e specifica provenienza quali “porchetta di Ariccia”, “speck Alto Adige IGP”, “trippa di Monacalieri”, “nduja di Spilinga”, “coppa piacentina DOP” ecc. che, tuttavia, non erano presenti nella cucina e nella dispensa all’atto dell’ispezione né risultavano nelle richieste ai fornitori, accertando che, in loro sostituzione, per la preparazione dei piatti offerti ai propri clienti, venivano utilizzati alimenti ordinari, di alcuna provenienza specifica e protetta.
 
Il NAS di Cosenza, nel corso di un controllo presso un’azienda agricola del cosentino, ha accertato che l’annesso laboratorio di imbottigliamento di olio versava in gravi condizioni igienico-sanitarie e risultava attivato in assenza di preventiva comunicazione all’Autorità Sanitaria. Per tali ragioni, il personale dell’Azienda Sanitaria Provinciale intervenuto su richiesta dei militari operanti, ha disposto la chiusura del laboratorio.
 
I Carabinieri del NAS di Latina, infine, a conclusione di un’ispezione presso un frantoio della provincia, hanno sottoposto a sequestro amministrativo circa 100 confezioni di conserve vegetali (olive in salamoia, peperoncini sott’olio e olio extra vergine di oliva) esposte in vendita presso l’annesso negozio con etichettatura irregolare perché priva della denominazione di vendita, delle informazioni sul produttore e sulla tabella nutrizionale nonché di documentazione atta ad attestarne la tracciabilità.

 
NAS, controlli a tutela della salute in tutto il territorio nazionale PDF Stampa E-mail
Venerdì 27 Ottobre 2017 16:32  |  Scritto da Redazione
Fine settimana impegnativo per il Comando Carabinieri per la Tutela della Salute, i cui NAS, nell’ambito di un’ampia strategia di contrasto a condotte pericolose per la salute, sono stati impegnati in controlli su tutto il territorio nazionale.
 
I militari del NAS di Roma hanno segnalato un ristoratore della capitale per la detenzione di alimenti privi di tracciabilità, carenze igieniche, mancata applicazione del piano di autocontrollo e omessa affissione dei cartelli per il divieto di fumo. Le violazioni hanno comportato il sequestro di 65 kg di alimenti e sanzioni per 8.000 Euro.
 
Il titolare di una azienda alimentare dei colli albani, invece, è stato segnalato, sempre dai Carabinieri del NAS di Roma, per aver messo in piedi una vera e propria impresa per il confezionamento di funghi, risultata completamente abusiva. Sono stati sequestrati 282 kg di alimenti vari per un valore stimato di 3.000 euro.
 
I Carabinieri del NAS di Aosta hanno accertato che il proprietario di un ristorante, situato a pochi chilometri dal confine con la Francia, ometteva di rispettare il manuale di autocontrollo, conservando per la vendita 40 kg di alimenti (carne e pesce) privi di rintracciabilità e scaduti di validità. 
 
Il NAS di Firenze, nell’ambito del settore vinicolo, ha individuato un’enoteca che commercializzava vino di note marche senza possedere la documentazione attestante la provenienza (sequestrate 65 bottiglie di vino toscano pregiato). Ad Empoli (FI) invece, una donna aveva aperto una rivendita all’ingrosso di bevande senza richiedere la prevista autorizzazione. Severe le sanzioni applicate dagli operatori: venivano, infatti sequestrate oltre 4.000 bottiglie di vino ed elevate sanzioni amministrative per un valore di 6.500 euro.
 
La mancanza di tracciabilità, le carenze igieniche e il mancato rispetto delle procedure di autocontrollo, hanno determinato i sequestri operati nei propri territori di competenza dai NAS di Livorno, Parma, e Bologna, i quali, al fine di tutelare la salute dei consumatori, hanno sottratto dal commercio 200 kg di alimenti vari (valore stimato in 3.500 euro) e comminato quasi 20.000 euro di sanzioni.
 
In alcuni casi, gli accertamenti effettuati dai Carabinieri hanno evidenziato violazioni più gravi, punite da sanzioni penali. Il NAS di Trento ha segnalato alla locale Procura della Repubblica due titolari di una ditta specializzata nella rivendita di semi destinati al consumo alimentare. Gli accertamenti, scaturiti dalla segnalazione di un cittadino che aveva rinvenuto un roditore all’interno di una confezione, hanno appurato che lo stabilimento di produzione versava in pessime condizioni igieniche, testimoniate dalla presenza di numerosi residui fecali.
 
Ulteriori situazioni illecite sono state riscontrate dalla commissione di frodi alimentari.
 
I Carabinieri del NAS di Livorno, infatti, hanno segnalato alla competente Autorità Giudiziaria il rappresentante legale di un supermercato in provincia di Pisa, accusato di aver messo in vendita una cernia dichiarandola di qualità superiore. Analoghe violazioni sono state accertate dai militari del NAS di Napoli, i quali hanno denunciato i proprietari di due panifici per aver tentato di commercializzare prodotti da forno con marchio diverso dall’effettivo produttore. In questo caso, i Carabinieri, oltre che segnalare i due malfattori all’A.G., hanno anche proceduto al sequestro di merce e materiale per un valore di 7.500 euro.
 
Infine, sempre gli operatori del NAS di Napoli, in collaborazione con i colleghi della Compagnia Carabinieri di Napoli Poggioreale, hanno denunciato la proprietaria di un bar per aver messo in vendita prodotti in cattivo stato di conservazione, sequestrando amministrativamente l’intero esercizio commerciale.

 
Etichetta pomodoro: firmati i decreti per avvio obbligo di origine per conserve, sughi e derivati PDF Stampa E-mail
Domenica 22 Ottobre 2017 19:09  |  Scritto da Redazione
Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali rende noto che i Ministri Maurizio Martina e Carlo Calenda hanno firmato il decreto interministeriale per introdurre l'obbligo di indicazione dell'origine dei derivati del pomodoro. Il provvedimento introduce la sperimentazione per due anni del sistema di etichettatura, nel solco della norma già in vigore per i prodotti lattiero caseari, per la pasta e per il riso. Il decreto si applica ai derivati come conserve e concentrato di pomodoro, oltre che a sughi e salse che siano composti almeno per il 50% da derivati del pomodoro.
"Rafforziamo il lavoro fatto in tema di etichettatura in questi mesi - ha dichiarato il Ministro Maurizio Martina - Come ho ribadito anche oggi al Commissario europeo Andriukaitis crediamo che questa scelta vada estesa a livello europeo, garantendo la piena attuazione del regolamento europeo 1169 del 2011. Il tema della trasparenza delle informazioni al consumatore è un punto cruciale per il modello di sistema produttivo che vogliamo sostenere. L'Italia ha deciso di non attendere e fare in modo che i cittadini possano conoscere con chiarezza l'origine delle materie prime degli alimenti che consumano. Soprattutto in una filiera strategica come quella del pomodoro l'etichetta aiuterà a rafforzare i rapporti tra chi produce e chi trasforma".
 

 


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