Frodi alimentari

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Primo piano
Protocollo d'intesa fra l'arma dei Carabinieri e l'Icqrf PDF Stampa E-mail
Domenica 23 Luglio 2017 20:46  |  Scritto da Redazione
Siglato protocollo d’intesa fra l'Arma dei Carabinieri e Icqrf, finalizzato a sviluppare proficui rapporti di collaborazione tra le due organizzazioni con lo scopo di rafforzare, nell’interesse della collettività, l’impegno nella tutela del consumatore nel settore alimentare.
 
A sottoscrivere l’importante accordo il Comandante Generale Tullio Del Sette e il Capo del Dipartimento dell’ICQRF dott. Stefano Vaccari.

 
Pasta e riso decreti per avvio obbligo di origine in etichetta PDF Stampa E-mail
Venerdì 21 Luglio 2017 21:09  |  Scritto da Redazione
Uno scoglio fondamentale della etichettatura è stato superato. Pasta e riso con indicazione di provenienza
 
Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali rende noto che i Ministri Maurizio Martina e Carlo Calenda hanno firmato oggi i due decreti interministeriali per introdurre l'obbligo di indicazione dell'origine del riso e del grano per la pasta in etichetta. 

I provvedimenti introducono la sperimentazione per due anni del sistema di etichettatura, nel solco della norma già in vigore per i prodotti lattiero caseari. 

"È un passo storico - ha dichiarato il Ministro Maurizio Martina - che abbiamo deciso di compiere in attesa della piena attuazione del regolamento europeo 1169 del 2011. Puntiamo così a dare massima trasparenza delle informazioni al consumatore, tutelare i produttori e rafforzare i rapporti di due filiere fondamentali per l'agroalimentare Made in Italy. Con questa decisione l'Italia si pone all'avanguardia in Europa sul fronte dell'etichettatura, come chiave di competitività per tutto il sistema italiano. Chiediamo con ancora più forza oggi all'Unione europea di fare scelte coraggiose, di dare ai cittadini e alle aziende risposte concrete. Tanto più davanti alla conclusione di accordi commerciali internazionali che rappresentano un'opportunità da cogliere e che dovranno essere accompagnati da scelte sempre più forti per la trasparenza e la massima informazione in grado di unire al meglio protezione e promozione delle nostre esperienze agroalimentari".

"L'aumento dell'8% delle esportazioni nei primi di cinque mesi del 2017 - ha commentato il Ministro Carlo Calenda - dimostra quanto l'Italia guadagna dall'internazionalizzazione.

Per portare più pmi a internazionalizzarsi dobbiamo concludere accordi commerciali come quello con il Canada  che rimuovono gli ostacoli e le barriere tariffarie. Ma allo stesso tempo dobbiamo tutelare i consumatori e i lavoratori con regole chiare e trasparenza sui prodotti commercializzati. I decreti che abbiamo firmato oggi rispondono proprio a quest'ultima esigenza: garantiscono una scelta consapevole ai consumatori tramite l'obbligo di trasparenza nelle etichette. Puntiamo sulla forza del Made in Italy e sulla qualità delle filiere per poter competere con ancora maggior forza sui mercati globali. Quello di oggi è un grande passo che pone l'Italia all'avanguardia in Europa e rafforza la fiducia nei confronti del sistema produttivo".

LE NOVITÀ DEI DECRETI

GRANO/PASTA

Il decreto grano/pasta in particolare prevede che le confezioni di pasta secca prodotte in Italia dovranno avere obbligatoriamente indicate in etichetta le seguenti diciture:
a) Paese di coltivazione del grano: nome del Paese nel quale il grano viene coltivato;
b) Paese di molitura: nome del paese in cui il grano è stato macinato.
Se queste fasi avvengono nel territorio di più Paesi possono essere utilizzate, a seconda della provenienza, le seguenti diciture: Paesi UE, Paesi NON UE, Paesi UE E NON UE.

Se il grano duro è coltivato almeno per il 50% in un solo Paese, come ad esempio l'Italia, si potrà usare la dicitura: "Italia e altri Paesi UE e/o non UE".

RISO

Il provvedimento prevede che sull'etichetta del riso devono essere indicati:
a) "Paese di coltivazione del riso";
b) "Paese di lavorazione";
c) "Paese di confezionamento".

Anche per il riso, se queste fasi avvengono nel territorio di più Paesi possono essere utilizzate, a seconda della provenienza, le seguenti diciture: Paesi UE, Paesi NON UE, Paesi UE E NON UE.

ORIGINE VISIBILE IN ETICHETTA

Le indicazioni sull'origine dovranno essere apposte in etichetta in un punto evidente e nello stesso campo visivo in modo da essere facilmente riconoscibili, chiaramente leggibili ed indelebili.

I provvedimenti prevedono una fase di 180 giorni per l'adeguamento delle aziende a nuovo sistema e lo smaltimento delle etichette e confezioni già prodotte.

DECRETI IN VIGORE FINO A PIENA ATTUAZIONE REGOLAMENTO UE 1169

I decreti decadranno in caso di piena attuazione dell'articolo 26, paragrafo 3, del regolamento (UE) n. 1169/2011 che prevede i casi in cui debba essere indicato il paese d'origine o il luogo di provenienza dell'ingrediente primario utilizzato nella preparazione degli alimenti, subordinandone l'applicazione all'adozione di atti di esecuzione da parte della Commissione, che ad oggi non sono stati ancora emanati.

OLTRE L'85% DEGLI ITALIANI CHIEDE TRASPARENZA NELL'INDICAZIONE D'ORIGINE DI GRANO E PASTA

Oltre l'80% degli italiani considera importante conoscere l'origine delle materie prime per questioni legate al rispetto degli standard di sicurezza alimentare, in particolare per la pasta e il riso. Sono questi i dati emersi dalla consultazione pubblica online sulla trasparenza delle informazioni in etichetta dei prodotti agroalimentari, svolta sul sito del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, a cui hanno partecipato oltre 26mila cittadini.

 
Rapporto frodi Agroalimentare: l'e-commerce il nuovo ostacolo PDF Stampa E-mail
Venerdì 14 Luglio 2017 20:13  |  Scritto da Redazione
E-commerce e web 2.0 sono le nuove frontiere delle attività delittuose legate alla sofisticazione, all’adulterazione e alla contraffazione. La vendita dei prodotti in modalità E-commerce in Italia si aggira intorno ai 30 miliardi di euro con una crescita stimata del +25%, nello specifico il food con il 15%. Un mercato su cui hanno scommesso e stanno scommettendo le grandi piattaforme di e-commerce, con ingenti capitali e importanti iniziative commerciali.
 
È  quanto emerso dalla presentazione dell’annuale rapporto sulle frodi agroalimentari redatto da FareAmbiente – Movimento ecologista europeo tenutasi oggi 13 luglio 2017 presso la sala Colletti della camera dei deputati.
 
Altro problema evidenziato è quello dei cosiddetti “influencer”, persone mediaticamente note che prestano la loro immagine sul web per fare pubblicità occulta a svariati prodotti di cui non sanno praticamente nulla, nel caso dei generi alimentari la questione assume altra piega dal  momento che entra in gioco la salute degli acquirenti.
 
L’Agicom ultimamente ha messo sotto osservazione l’attività di semplici “influenzer” poiché è stato chiesto dalle associazioni di consumatori che  fosse esplicitamente descritta “la legittimità di questa sorta di product placement camuffato sui social network”.
 
Per quello che riguarda le attività di frode classica invece sono stati presi in considerazione le operazioni dei carabinieri dei Nas e del Nac, della guardia di finanza e dell’ICQRF.
 
I Nac  nel 2016 hanno controllato 1105 aziende, sequestrato 803.093 kg di merce 232  segnalazioni all’autorità giudiziaria, e accertato 138 violazioni penali.
 
I NAS invece si son concentrati più sul settore Pane/Pasta, alcolici, ristorazione e allevamenti. Rilevate circa 15mila irregolarità e sequestrate 65mila tonnellate di prodotti.  Nei settore alimentare ed agroalimentare si contano  34mila controlli da cui sono emerse oltre 15mila irregolarità, che hanno portato a eseguire   18 arresti, 12mila le segnalazioni alle autorità competenti (amministrative e giudiziarie).
 
Il  69% delle contestazioni riguardano  carenze igienico sanitarie, il 28% sulla conservazione degli alimenti etc. Il settore più a rischio è risultato essere la ristorazione,  (13139), farine pane e pasta (1622).
 
Nel 2016, l’ICQRF ( Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari
 
 Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari)
 
ha svolto 48310 controlli ispettivi e analitici (38756 i controlli ispettivi, 9554 i campioni analizzati in laboratorio). Ha controllato 53427 prodotti e verificato 25190 operatori.
 
I controlli hanno riguardato tutta la filiera agroalimentare: l’87% ha riguardato i prodotti alimentari e il 13% i mezzi tecnici per l’agricoltura (mangimi, fertilizzanti, sementi, prodotti fitosanitari).
 
L’attività investigativa ha portato a 311 notizie di reato, 471 sequestri per un valore economico di oltre 13 milioni di euro.
 
Anche nel 2016 l’ICQRF ha riservato particolare attenzione all’attività di controllo sulla produzione trasformazione e commercializzazione di prodotti agroalimentari nella cosiddetta “Terra dei Fuochi”, effettuando 562 controlli che hanno riguardato 846 prodotti, di cui il 51% relativi ai settori ortofrutticolo, conserviero e lattiero-caseario.
 
Sul web, in particolare, ICQRF ha rafforzato nel 2016 la cooperazione con Alibaba ed Ebay ed ha ottenuto risultati di rilievo anche su Amazon: gli interventi 2016 a tutela delle produzioni italiane sui tre web market places sono stati 383, con il 98% di successi.
 
Nel 2016 la guardia di finanza ha sequestrato 335720 litri e 215172 chilogrammi di prodotti. Quelli  maggiormente sottoposti a sequestro sono state le bevande analcoliche ed alcoliche (177712 litri) e vini e spumanti 155406 litri. Anche l’olio è stato oggetto di sequestro (25684 olio di oliva e 25999 olio di semi).
 
 
 
L’indicatore alimentare messo a punto da FareAmbiente infine, (per indicatore si intende la sommatoria di alcuni parametri tipo  lo stile di vita alimentare com consumo, acquisto, attività fisica, lo stile di consumi etc.),  consente di comprendere come, il ricorso allo stile di vita alimentare mediterraneo sia quello più efficace in termini sia di salute  personale che di quella del pianeta.
 
L’indicatore  consente di verificare come fra alimentazione da fast food/ fuori casa, alimentazione mediterranea e alimentazione vegetariana/vegana, quella che risulta più ecofriendly è quella legata alla dieta mediterranea.
 
Hanno partecipato al convegno il presidente Vincenzo Pepe, presidente nazionale di FareAmbiente- Movimento ecologista europeo Colomba Mongiello, vicepresidente commissione parlamentare di inchiesta sui fenomeni della contraffazione della pirateria in campo commerciale e del commercio abusivo Paolo Russo, membro commissione agricoltura della camera dei deputati, Antonino Caltagirone, responsabile formazione FareAmbiente Francesco Della Corte, vicepresidente nazionale di FareAmbiente e Ufficio Studi e Ricerche di FareAmbiente, generale Giampiero Costantini, comando unità per la tutela forestale, ambientale e agroalimentare (C.U.T.F.A.A.) colonnello Luigi Cortellessa, comandante carabinieri Politiche Agricole e Alimentari Oreste Gerini, direttore generale della direzione generale della prevenzione e del contrasto alle frodi agroalimentari (PREF) del ministero delle politiche Agricole, Alimentari e Forestali. Ha moderato Anna Zollo, redattrice del rapporto.

 
Latte di soia da oggi cambia nome. il latte solo quello di origine animale PDF Stampa E-mail
Mercoledì 14 Giugno 2017 21:57  |  Scritto da Redazione
Il regolamento comunitario n. 1234/2007 afferma che con il termine “latte” si  deve far riferimento  solo al “prodotto dalla secrezione mammaria normale, ottenuto mediante una o più mungiture, senza alcuna aggiunta o sottrazione”.
E' da  questa questa norma che la Corte di Giustizia  ha deliberato che il latte non prodotto interamemte con materie di origine animale non potrà usare più in termine.
Il latte di soia dovrà essere indicato come prodotto a base di...
 
La Corte di Giustizia ha stabilito  che il regolamento Ue riserva le denominazioni come “crema di latte o panna”, “chantilly” , “burro”, “formaggio”
 e “yogurt” unicamente a prodotti lattiero-caseari, vale a dire i prodotti derivati dal latte e quindi di origine animale, e che l’aggiunta di indicazioni descrittive o esplicative che indicano l’origine vegetale del prodotto in questione,
 come quelle utilizzate dalla TofuTown, non influisce su tale divieto.
Questa  decisione è stata presa aseguito della cuasa fra la  TofuTown 8 impresa tedesca) , che produce e distribuisce alimenti come ‘burro di tofu’
 la ‘Veggie-Cheese’, e un’associazione tedesca che si batte contro la concorrenza sleale.
Da sottolineare che erano anno che le associazioni di imprenditori di prodotti lattieri caseari erano anni che si battevano su questa posizione
Oggi il mercato di latte "per vegani" si aggira intorno ai  198 milioni di euro, con un incremento del 7,4% nell’ultimo anno”
 
http://www.rai.it/dl/grr/edizioni/ContentItem-e7077beb-95e7-4566-9e2f-d462afce055d.html

 
Made in Italy: 2018 anno dedicato al cibo italiano PDF Stampa E-mail
Domenica 04 Giugno 2017 18:19  |  Scritto da Redazione
Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali e il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo rendono noto che il 2018 sarà l'anno dedicato al cibo italiano. Ad annunciarlo questa mattina i Ministri Maurizio Martina e Dario Franceschini.
 
Un patrimonio, quello del Made in Italy agroalimentare, che coniuga saper fare, bellezze artistiche e paesaggistiche, rappresentando uno del migliori biglietti da visita del nostro Paese nel mondo. Il cibo, insieme all'arte, racconta la storia delle nostre terre e delle comunità che le abitano. Un valore immenso che il Governo italiano continua a promuovere e tutelare con iniziative in campo nazionale e internazionale.    
 
"Grazie ad Expo Milano - afferma il Ministro Maurizio Martina - abbiamo rafforzato la promozione della cultura del cibo, inteso come strumento di democrazia e di uguaglianza, come chiave per la tutela della biodiversità e lo sviluppo sostenibile del nostro Pianeta. Dedicare il 2018 al cibo italiano, quindi, è una scelta tutt'altro che banale. Significa porre ancora una volta l'accento su parole chiave come qualità, eccellenza e sicurezza che rendono unici i nostri prodotti. Significa valorizzare il lavoro di migliaia di agricoltori, allevatori pescatori, artigiani e produttori alimentari. Il mondo ha fame d'Italia. Ce lo dimostrano i dati dell'export in continua crescita, che ha superato i 38 miliardi di euro, e i risultati positivi della prima edizione della 'Settimana della cucina italiana nel mondo' promossa in collaborazione con il Ministero degli Esteri e le Ambasciate di più di cento Paesi che hanno risposto con entusiasmo all'iniziativa. Perché, quando raccontiamo il cibo, raccontiamo anche la storia di chi lo ha realizzato, del territorio dal quale provengono le materie prime. Anche in questo consiste il saper fare italiano. La nostra forza, il nostro orgoglio."
 
"Come il 2016 è stato l'anno nazionale dei cammini e quest'anno è l'anno nazionale dei borghi, il 2018 sarà l'anno del cibo italiano. - sottolinea il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini - Sarà un modo per valorizzare e mettere a sistema le tante e straordinarie eccellenze italiane e fare un grande investimento per l'immagine del nostro Paese nel mondo. L'Italia deve promuoversi all'estero in maniera integrata e intelligente: valorizzare e promuovere l'intreccio tra cibo arte e paesaggio è sicuramente uno strumento molto utile per questo obiettivo."   
 

 
NAS Bologna, controlli sulla filiera lattiero-casearia. Sospese tre attività PDF Stampa E-mail
Giovedì 18 Maggio 2017 19:28  |  Scritto da Redazione
Nel primo trimestre del 2017, i carabinieri del NAS di Bologna hanno intensificato l’attività di controllo e vigilanza presso la filiera produttiva del settore lattiero-caseario, nelle provincie di Bologna, Ferrara, Ravenna, Rimini e Forlì-Cesena,. Nel corso delle attività ispettive, che hanno interessato oltre 40 aziende operanti nel settore, sono stati perseguiti importanti risultati volti alla tutela del consumatore.
 
Nello specifico a seguito dei controlli che hanno interessato aziende operanti nella produzione e commercializzazione di latte, latticini, formaggi e derivati del latte destinati anche al settore dolciario, è stato possibile riscontrare numerose irregolarità, alcune anche gravi che hanno portato a:
 
tre sospensioni di attività del valore complessivo di 8.000.000 di euro  (1 in provincia di Ravenna; 1 in provincia di Forlì-Cesena; 1 in provincia di Rimini);
sequestro di circa 500 kg di materie prime, starter di attivazione di fermentazione, fermenti lattici ed altri additivi, aventi scadenza superata anche da molti anni, del valore di circa 50.000 €, destinati ad essere impiegati nella realizzazione di decine di tonnellate di mozzarelle, formaggi e yogurt;
dieci sanzioni amministrative elevate per un importo complessivo di 17.000 €;
sei aziende segnalate alle competenti A.U.S.L.
In particolare:
 
in tre caseifici della Romagna, si poteva ravvisare la consuetudine di stampare in etichetta dei formaggi freschi, sempre la massima durata di scadenza oscillante tra i 15 ed i 25 giorni, a prescindere dal fatto che le referenze venissero immesse in commercio appena prodotte o nell’ultimo giorno utile prima della loro reale scadenza;
presso uno stabilimento del Forlivese veniva utilizzato per la produzione di formaggi, un edificio, in fase di realizzazione per l’ampliamento dell’azienda, privo dei requisiti igienici e della prevista agibilità. Nel medesimo stabilimento si individuava e vincolava uno stock di yogurt alla frutta appena realizzato con confetture già scadute da tempo;
nel ravennate, i laboratori di produzione e stoccaggio dei latticini risultavano versare in condizioni igienico-sanitarie e strutturali critiche, con celle frigo vetuste e invase dai muffe, oltre a intonaci cadenti dai soffitti proprio sopra i formaggi freschi in attesa di confezionamento;
in un caseificio del bolognese, oltre a ravvisare pesanti criticità strutturali delle barriere che dovrebbero impedire l’accesso di insetti ed infestanti nello stabilimento, si ravvisava la consuetudine dei casari, a fumare e gettare i mozziconi di sigarette nei laboratori di produzione e nelle sale di stagionatura dei formaggi;
in un azienda del riminese, vigeva l’abitudine, in assenza di idonea procedura o metodica certificata e testata, di riabilitare e procrastinare metodicamente le scadenze dei propri prodotti e delle materie prime, dopo l’avvenuta superata scadenza imposta all’origine.
Analogo monitoraggio è stato effettuato anche nell’estate dello scorso anno, a seguito del quale presso aziende casearie del bolognese, veniva riscontrata la realizzazione di latticini freschi previo utilizzo di fermenti lattici già scaduti. In quella occasione vennero sottoposti a sequestro circa 11 tonnellate di formaggio fresco, oltre a circa 900 litri di latte già additivato con fermenti scaduti, per un valore complessivo superiore a 100.000 Euro.

 


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