Frodi alimentari

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Primo piano
NAS Bologna, controlli sulla filiera lattiero-casearia. Sospese tre attività PDF Stampa E-mail
Giovedì 18 Maggio 2017 19:28  |  Scritto da Redazione
Nel primo trimestre del 2017, i carabinieri del NAS di Bologna hanno intensificato l’attività di controllo e vigilanza presso la filiera produttiva del settore lattiero-caseario, nelle provincie di Bologna, Ferrara, Ravenna, Rimini e Forlì-Cesena,. Nel corso delle attività ispettive, che hanno interessato oltre 40 aziende operanti nel settore, sono stati perseguiti importanti risultati volti alla tutela del consumatore.
 
Nello specifico a seguito dei controlli che hanno interessato aziende operanti nella produzione e commercializzazione di latte, latticini, formaggi e derivati del latte destinati anche al settore dolciario, è stato possibile riscontrare numerose irregolarità, alcune anche gravi che hanno portato a:
 
tre sospensioni di attività del valore complessivo di 8.000.000 di euro  (1 in provincia di Ravenna; 1 in provincia di Forlì-Cesena; 1 in provincia di Rimini);
sequestro di circa 500 kg di materie prime, starter di attivazione di fermentazione, fermenti lattici ed altri additivi, aventi scadenza superata anche da molti anni, del valore di circa 50.000 €, destinati ad essere impiegati nella realizzazione di decine di tonnellate di mozzarelle, formaggi e yogurt;
dieci sanzioni amministrative elevate per un importo complessivo di 17.000 €;
sei aziende segnalate alle competenti A.U.S.L.
In particolare:
 
in tre caseifici della Romagna, si poteva ravvisare la consuetudine di stampare in etichetta dei formaggi freschi, sempre la massima durata di scadenza oscillante tra i 15 ed i 25 giorni, a prescindere dal fatto che le referenze venissero immesse in commercio appena prodotte o nell’ultimo giorno utile prima della loro reale scadenza;
presso uno stabilimento del Forlivese veniva utilizzato per la produzione di formaggi, un edificio, in fase di realizzazione per l’ampliamento dell’azienda, privo dei requisiti igienici e della prevista agibilità. Nel medesimo stabilimento si individuava e vincolava uno stock di yogurt alla frutta appena realizzato con confetture già scadute da tempo;
nel ravennate, i laboratori di produzione e stoccaggio dei latticini risultavano versare in condizioni igienico-sanitarie e strutturali critiche, con celle frigo vetuste e invase dai muffe, oltre a intonaci cadenti dai soffitti proprio sopra i formaggi freschi in attesa di confezionamento;
in un caseificio del bolognese, oltre a ravvisare pesanti criticità strutturali delle barriere che dovrebbero impedire l’accesso di insetti ed infestanti nello stabilimento, si ravvisava la consuetudine dei casari, a fumare e gettare i mozziconi di sigarette nei laboratori di produzione e nelle sale di stagionatura dei formaggi;
in un azienda del riminese, vigeva l’abitudine, in assenza di idonea procedura o metodica certificata e testata, di riabilitare e procrastinare metodicamente le scadenze dei propri prodotti e delle materie prime, dopo l’avvenuta superata scadenza imposta all’origine.
Analogo monitoraggio è stato effettuato anche nell’estate dello scorso anno, a seguito del quale presso aziende casearie del bolognese, veniva riscontrata la realizzazione di latticini freschi previo utilizzo di fermenti lattici già scaduti. In quella occasione vennero sottoposti a sequestro circa 11 tonnellate di formaggio fresco, oltre a circa 900 litri di latte già additivato con fermenti scaduti, per un valore complessivo superiore a 100.000 Euro.

 
DENUNCIATE 2 PERSONE E SEQUESTRATE OLTRE 36 TONNELLATE DI PRODOTTI EVOCANTI IL“BIOLOGICO” E LE D.O.P. PDF Stampa E-mail
Martedì 16 Maggio 2017 09:58  |  Scritto da Redazione
CONTRASTO ALLE FRODI AGROALIMENTARI EFFETTUATI DAL COMANDO CARABINIERI POLITICHE AGRICOLE E ALIMENTARI–NUCLEI ANTIFRODI CARABINIERI-  A TUTELA DEI COMPARTI DEL BIOLOGICO E DEI MARCHI DI TUTELA.
 
I Nuclei Antifrodi Carabinieri, a seguito di accertamenti svolti sul territorio nazionale, sequestravano  31 tonnellate di concentrato, polpa e pelati di pomodoro  e 9.806 vasetti di conserva di pomodoro fraudolentemente dichiarati come D.O.P. e provenienti da agricoltura biologica, per un valore commerciale pari a  130.000 euro. Venivano denunciate 2 persone per frode in commercio, aggravata per l’uso di denominazioni protette (artt.515 e 517 bis c.p.).
Nell’ambito dei controlli preordinati finalizzati al contrasto delle frodi alimentari venivano sottoposti a sequestro anche  66 kg di alimenti congelati vari (carne, pesce e dolci), per cattivo stato di conservazione, e 50 kg di formaggio fresco a pasta filata evocante indebitamente la “Mozzarella di Bufala Campana”. 
Nel corso di tali azioni di tutela del comparto agroalimentare, sia a favore degli operatori che dei consumatori, venivano elevate sanzioni per 6.000 euro. 
 
 
 

 
Opson VI sequestrate diecimila tonnellate di cibo e oltre 26 milioni di litri di bevande contraffatti, PDF Stampa E-mail
Mercoledì 26 Aprile 2017 18:13  |  Scritto da Redazione
Operation OPSON VI, the joint Europol-INTERPOL operation targeting counterfeit and substandard food and drink, as well as the organised crime networks behind this illicit trade, has resulted in the seizure of 9 800 tonnes, over 26.4 million litres, and 13 million units/items worth an estimated EUR 230 million of potentially harmful food and beverages ranging from every day products such as alcohol, mineral water, seasoning cubes, seafood and olive oil, to luxury goods such as caviar.
 
This year, 61 countries (21 EU Member States) took part in operation OPSON VI, which was carried out for the sixth time in a row and saw an increase in participating countries (57 countries in 2016). Each participating country implemented a national operational phase between 1 December 2016 to 31 March 2017, involving police, customs, national food regulatory bodies and partners from the private sector. More than 50 000 checks were carried out at shops, markets, airports, seaports and industrial estates.
 
"OPSON VI confirmed the threat that food fraud represents, as it affects all types of products and all regions of the world. In addition we saw some new trends such as counterfeit mineral water. Once again the good cooperation on a European and global level was paramount to disrupt the criminal gangs behind the illicit trade in counterfeit and unregulated food and drink," said Chris Vansteenkiste, head of Europol's Intellectual Property Crime Coordinated Coalition - IPC3.
 
“This operation has once again shown that criminals will fake any type of food and drink with no thought to the human cost as long as they make a profit. Whilst thousands of counterfeit goods have been taken out of circulation, we continue to encourage the public to remain vigilant about the products they buy,” said Françoise Dorcier, Coordinator of INTERPOL’s Illicit Goods and Global Health Programme.
 
The annual operation coordinated by Europol and INTERPOL is supported by customs, police and national food regulatory bodies in addition to partners from the private sector. Since its first edition in 2011, the number of countries taking part in OPSON has grown every year.


L'operazione Opson VI realizzata da Europol e Interpol ha portao al sequestro di circa  diecimila tonnellate di cibo e oltre 26 milioni di litri di bevande contraffatti,i sequestri sono avvenuti
 in negozi, mercati, aeroporti, porti e zone industriali, per un valore di 230 milioni di euro.
In Italia l'operazione ha permesso di smantellare  un’organizzazione criminale che produceva e distribuiva vino di bassa qualità cui era stato aggiunto alcol puro, in Toscana, facendolo passare per un prodotto di indicazione geografica protetta.
 
 

 
SEQUESTRATE OLTRE 358.000 UOVA DESTINATE ALLA COMMERCIALIZZAZIONE PDF Stampa E-mail
Venerdì 21 Aprile 2017 10:45  |  Scritto da Redazione
NEL CORSO DEI CONTROLLI STRAORDINARI, DISPOSTI DAL COMANDO CARABINIERI POLITICHE AGRICOLE E ALIMENTARI A TUTELA DEL CONSUMATORE, INQUADRATI IN UN’AMPIA STRATEGIA DI VERIFICHE A GARANZIA DEL SETTORE AVICOLO IN ORDINE ALLE NORME ED AI REQUISITI GENERALI DELLA LEGISLAZIONE ALIMENTARE, IL NUCLEO ANTIFRODE CARABINIERI DI PARMA PROCEDEVA AL SEQUESTRO DI PRODOTTI ALIMENTARI.
 
Il Nucleo Antifrode di Parma, a seguito di azione di monitoraggio presso aziende avicole ubicate nella propria giurisdizione territoriale,  procedeva al sequestro di 358. 440 uova riscontrando violazioni in tema di rintracciabilità ed etichettatura. La mancanza sugli alimenti degli elementi utili atti ad individuare la provenienza dei prodotti produce un potenziale rischio per il consumatore. 
L’attività  nel comparto avicolo, a tutela del settore e dei cittadini, da dicembre u.s. ad oggi ha portato al sequestro di 858.422 uova.
 

 
Latte: origine obbligatoria in etichetta dal 19 april PDF Stampa E-mail
Martedì 18 Aprile 2017 20:43  |  Scritto da Redazione
  Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali comunica che dal 19 aprile 2017 è obbligatoria in etichetta l'indicazione dell'origine della materia prima dei prodotti lattiero caseari in Italia come ad esempio il latte UHT, il burro, lo yogurt, la mozzarella, i formaggi e i latticini.
 
L'obbligo si applica al latte vaccino, ovicaprino, bufalino e di altra origine animale.
 
"Questo è un traguardo storico per il nostro Paese - afferma il Ministro Maurizio Martina - che ci consente di creare un nuovo rapporto tra produttori e consumatori. Siamo da sempre in prima linea nella costruzione di politiche di massima informazione e trasparenza nei confronti di chi acquista prodotti agroalimentari e questa scelta lo dimostra. Una sperimentazione che ora auspichiamo possa trasformarsi in uno standard europeo. I cittadini, infatti, devono essere informati per poter scegliere consapevolmente cosa mettere a tavola. Questo vuol dire tutelare il Made in Italy, il lavoro dei nostri allevatori e fa crescere una vera e propria cultura del cibo. La nostra battaglia in Europa quindi non finisce qui. Andiamo avanti collaborando ancora con la Commissione per rafforzare sempre più gli strumenti a disposizione e affermare così un modello distintivo di qualità ed eccellenza." 
 
 
 
 
 
 
 
COSA CAMBIA DAL 19 APRILE 2017
 
L'origine del latte e dei derivati dovrà essere indicata in etichetta in modo chiaro, visibile e facilmente leggibile.
 
Le diciture utilizzate saranno le seguenti:
 
a) "PAESE DI MUNGITURA: nome del Paese nel quale è stato munto il latte";
b) "PAESE DI CONDIZIONAMENTO O TRASFORMAZIONE: nome del Paese in cui il prodotto è stato condizionato o trasformato il latte".
 
Qualora il latte o il latte utilizzato come ingrediente nei prodotti lattiero-caseari sia stato munto, confezionato e trasformato nello stesso Paese, si può utilizzare una sola dicitura, ad esempio: "ORIGINE DEL LATTE: ITALIA". 
 
Se le fasi di confezionamento e trasformazione avvengono nel territorio di più Paesi, diversi dall'Italia, possono essere utilizzate, a seconda della provenienza, le seguenti diciture: 
 
- latte di Paesi UE: se la mungitura avviene in uno o più Paesi europei;
- latte condizionato o trasformato in Paesi UE: se queste fasi avvengono in uno o più Paesi europei.
 
Se le operazioni avvengono al di fuori dell'Unione europea, verrà usata la dicitura "Paesi non UE". 
 
Sono esclusi solo i prodotti Dop e Igp che hanno già disciplinari relativi anche all'origine e il latte fresco già tracciato.

 
Sequestrate uova di Pasqua con sorprese "insicure" PDF Stampa E-mail
Mercoledì 12 Aprile 2017 20:32  |  Scritto da Redazione
La Guardia di Finanza di Torino ha sequestrato nei giorni scorsi un centinaio di uova pasquali che al loro interno contenevano sorprese sprovviste delle necessarie informazioni circa la provenienza, i dati dell’importatore e quindi non garantivano l’assenza di materiale o sostanze pericolose, il tutto con evidenti rischi per la sicurezza degli ignari compratori.
Le uova, vendute ad un pezzo che oscillava dai cinque ai sette euro, sono state sequestrate presso un discount del pinerolese gestito da un cittadino italiano, dove i finanzieri della Compagnia di Pinerolo hanno appurato come le uova, non solo contenevano sorprese non adatte ai bambini di età inferiore ai tre anni, ma non riportavano sulla confezione esterna le dovute avvertenze circa la pericolosità dei gadget.
L’assenza delle informazioni, che ricordiamo sono dettate dal codice del consumo che tutela gli interessi e la salute dei consumatori, espone gli acquirenti finali al rischio di danni alla salute, pertanto sono tuttora in corso gli opportuni accertamenti per verificare se i materiali utilizzati per la fabbricazione delle sorprese non siano pericolosi a causa delle sostanze nocive eventualmente in esse contenute che, al contatto con la pelle dei bambini, potrebbero scatenare allergie anche gravi.
L’operazione rientra nelle attività svolte dalla Guardia di Finanza a tutela dell’economia legale e finalizzate a preservare il mercato dalla diffusione di prodotti non conformi rispetto agli standard di sicurezza imposti dalla normativa nazionale e dell’Unione Europea.
 

 


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