Frodi alimentari

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Primo piano
Space 10, Ikea crea Growroom l'orto fai da te PDF Stampa E-mail
Sabato 04 Marzo 2017 19:51  |  Scritto da Redazione
Per chi vuole farsi l'orto in casa l'IKEA ha pensato ed ideato grazie Space 10   Growroom.
Si tratta di una  stanza della coltivazione, o meglio un giardino sferico componibile in cui coltivare piante, verdure ed erbe aromatiche.
 
Ha una forma sferica  che si proietta verso l'alto. Un connubio fra design e voglia di salute
https://medium.com/space10-the-farm/space10-open-sources-the-growroom-aa7ca6621715#.xkn4kv7i2

 
SEQUESTRATI 2.270 KG. DI PRODOTTI DESTINATI AI CONSUMATORI PDF Stampa E-mail
Martedì 28 Febbraio 2017 18:53  |  Scritto da Redazione
TERRITORIO NAZIONALE ,  28 FEBBRAIO 2017
CONTROLLI SU ETICHETTATURA, RINTRACCIABILITA’, PRODOTTI DI QUALITA’ (DOP E IGP) E NORMATIVA IN MATERIA DI ALIMENTI EFFETTUATI DAL COMANDO CARABINIERI POLITICHE AGRICOLE E ALIMENTARI –NUCLEI ANTIFRODE CARABINIERI- A TUTELA DEL CONSUMATORE E DEGLI OPERATORI DI SETTORE.
 
I Nuclei Antifrode Carabinieri, a seguito di accertamenti svolti sul territorio nazionale, sequestravano  2.270 kg di prodotti alimentari destinati alla vendita e alla distribuzione nell’ambito di vari settori (lattiero-caseario, ortofrutticolo, dolciario e conserviero).  Venivano riscontrate difformità e violazioni alle normative in materia di alimenti, etichettatura, tracciabilità e marchi di tutela, tali da fornire incomplete e mendaci informazioni che avrebbero potuto trarre in inganno il consumatore (in un caso sono state riscontrate violazioni all’art. 515 del c.p., frode in commercio). Tali prodotti, in quanto carenti di elementi che ne individuassero la provenienza, potevano rilevarsi, addirittura, potenzialmente pericolosi per la salute pubblica e privata. 
Nel corso di tali azioni di tutela del comparto agroalimentare, sia a favore degli operatori che dei consumatori, venivano elevate sanzioni per 18.000 euro. 
 
 
 

 
Operazione Icqrf: scoperte imprese che producevano falsi prosciutti Dop PDF Stampa E-mail
Martedì 21 Febbraio 2017 20:32  |  Scritto da Redazione
Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali rende noto che dall'alba di oggi l'Ispettorato Centrale Repressione Frodi (ICQRF), su delega della Procura della Repubblica di Torino, sta effettuando decine di perquisizioni in Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna e Veneto all'interno di imprese attive nel settore suinicolo e nella fornitura di materiale genetico agli allevamenti. 
 
L'operazione mira a tutelare le produzioni a denominazione di origine protetta Prosciutto di Parma e Prosciutto di San Daniele DOP. 
 
Indagati oltre 30 titolari di imprese, accusati di associazione per delinquere finalizzata alla frode in commercio aggravata, che avrebbero utilizzato suini non ammessi dal disciplinare di produzione, vale a dire senza le caratteristiche di qualità e tipicità richieste per produrre prosciutti DOP.
 
"Il Ministero - afferma il Ministro Maurizio Martina - conferma la massima attenzione nella tutela delle produzioni italiane di qualità e della sicurezza dei consumatori che, in tutto il mondo, chiedono il vero Made in Italy agroalimentare. Questo vuol dire anche salvaguardare il lavoro delle aziende oneste che ogni giorno, con passione e professionalità, contribuiscono a garantire l'eccellenza del comparto.

 
Assicurazione ricavi grano PDF Stampa E-mail
Sabato 18 Febbraio 2017 13:32  |  Scritto da Redazione
Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali rende noto che è stata presentata questa mattina a Roma dal Ministro Maurizio Martina, e per Ismea dal Presidente Enrico Corali e dal Direttore generale Raffaele Borriello, la prima assicurazione sui ricavi per il settore cerealicolo. Si tratta di uno strumento sperimentale e innovativo per la gestione del rischio per i produttori di grano duro e tenero. 
 
COME FUNZIONA
Un produttore agricolo di grano oggi può sottoscrivere la polizza ricavo, pagando un premio alle assicurazioni che viene coperto per il 65% dall'agevolazione del Ministero. Nel caso il ricavo scenda del 20% rispetto alla media triennale del ricavo per ettaro, l'agricoltore riceverà dalla compagnia assicurativa un indennizzo per la perdita di reddito. 
Per avviare la sperimentazione è prevista anche la riassicurazione di Ismea, in modo da offrire alle compagnie assicurative una forma di protezione da eventuali perdite in questa prima fase di lancio delle polizze.
Questa polizza è aggiuntiva rispetto alle garanzie tradizionali contro le avversità come gelo, siccità alluvione o eccesso di neve, grandine o sbalzi termici. 
 
ESEMPIO
Facendo un esempio concreto rispetto ai prezzi registrati quest'anno, per un'azienda foggiana di 10 ettari il risarcimento per perdita ricavo sarebbe stato pari a 3.720 euro, ottenuto dalla differenza tra la media triennale dei ricavi di 11.295 euro e l'introito effettivo del 2016 pari a 7.575 euro. 
 
LE ALTRE AZIONI PER LA FILIERA GRANO PASTA
-    Contratti di filiera nel piano cerealicolo nazionale. Investiti 10 milioni di euro su contratti che valorizzano il lavoro degli agricoltori e consentono ai produttori di pasta di approvvigionarsi sempre di più di grano italiano di qualità. L'obiettivo della misura è aumentare le superfici coltivate coinvolte passando da 80.000 a 100.000 ettari. 
-    Etichetta d'origine per la filiera grano pasta. Inviato a Bruxelles lo schema di decreto per introdurre in maniera chiara e leggibile l'origine del grano e della semola sulle confezioni di pasta italiane. Sono in corso gli approfondimenti tecnici con la Commissione Ue. 
 
I NUMERI DEL COMPARTO CEREALICOLO ITALIANO
La filiera grano pasta italiana rappresenta uno dei settori più importanti per il Made in Italy agroalimentare, con numeri importanti.
- produzione di grano duro italiano: circa 4 milioni di tonnellate
- produzione di pasta: 3,4 milioni di tonnellate, che rendono l'Italia il principale produttore mondiale
- valore della produzione: oltre 4,6 miliardi di euro
- valore dell'export: 2 miliardi di euro
 
 
"Saremo i primi in Europa - ha dichiarato il Ministro Maurizio Martina - a sperimentare un'assicurazione sui ricavi per i produttori di grano. Si tratta di uno strumento concreto di tutela del reddito per gli agricoltori e risponde in maniera più efficace all'esigenza di proteggere le aziende rispetto al passato. In particolare in una produzione come quella cerealicola, esposta a fluttuazioni di mercato e all'influenza di variabili internazionali, diventa fondamentale che le imprese possano programmare meglio la produzione e avere un meccanismo di protezione in caso di crollo del prezzo. Lo abbiamo visto quest'anno quando le quotazioni sono scese fino a 18 centesimi al chilo. Un prezzo che non consente nemmeno di recuperare i costi di produzione. Con l'assicurazione ci sarebbe stato un indennizzo immediato rispetto a queste perdite. È uno strumento sperimentale nel quale vogliamo investire e per questo abbiamo stanziato 10 milioni di euro che serviranno ad agevolare la sottoscrizione da parte dei nostri agricoltori. Allo stesso tempo andiamo avanti per rafforzare i rapporti nella filiera grano pasta, attraverso il sostegno ai contratti di filiera inseriti nel Piano cerealicolo nazionale e puntando alla massima informazione dei consumatori con l'origine della materia prima in etichetta".

 
San Valentino 2017, gli italiani sempre più internauti PDF Stampa E-mail
Martedì 14 Febbraio 2017 11:11  |  Scritto da Redazione
Anche a San Valentino si conferma  il trend “Gli italiani sempre più  social e più internauti” questo è quanto afferma Anna Zollo direttore editoriale  della testata giornalistica www.frodialiemntari.it.  Si aggira, infatti,   intorno ai  20 miliardi il mercato degli acquisti online, che nel 2016  ha ottenuto  exploit del 18%.  Diverso è il tipo di strumento usato, non solo pc, ma da circa 5 anni a questa parte è cambiato il modo di acquistare, sempre più smartphone e tablet, con carta prepagata abbinata direttamente.
Cambia strumento ma resta fermo il regalo, ancora oggi per  San Valentino, i dati evidenziano una predisposizione ad acquistare viaggi cene e tecnologia.  Restii, invece, gli italiani  ad acquistare i regali definiti tradizionali e forse più materiali quali cioccolatini, gioielli e fiori. Cala anche il budget, in media si spende 100 euro. 
 I dati ricavati dall’indagine  sull’analisi dei consumi condotta da frodialimentari.it, per il San Valentino, mostra come gli italiani  per gli acquisti si rivolgono sempre maggiormente ai siti “referenziati” o meglio di cui si fidano ( amazon, ebay, alibaba, booking etc) evitando quelli improvvisati.
L ’89%  del campione ha scelto uno dei siti di e-commerce referenziati per acquistare un regalo e festeggiare, l’9% sui siti che trovano online ( cercando il prodotto in rete) e solo il 2% sui social network.
I dati evidenziano come  cadeaux d’amore si preferisca  il viaggio /vacanza ( 29%) seguito da cene (18%)  e tecnologia (16%). Gli italiani quindi sempre romantici, mostrano infatti la voglia di condividere un’esperienza da ricordare negli anni e  poi da “raccontare” ai figli.
Meno  propensi all’acquisto di regali tradizionali quali i cioccolatini e i fiori.
 
È interessante constatare come il periodo in cui si evidenzia un incremento degli acquisti online ( oltre che per i viaggi che mostrano un  incremento nelle festività natalizie ed estive)  è san valentino ( con un minimo incremento anche alla festa della mamma) in cui si  spende anche il 6% in più online.
In media si spende circa 100 euro per fare un regalo  di san valentino
Facendo un Identikit dell’acquirente medio si ottiene che  
Per i viaggi / vacanza e cena  l’internauta è una donna di età che varia fra i 20 e i 45 anni
per gioielli borse, invece, è  uomo di estrazione medio alta di età fra i 25 -65
per la tecnologia non è emersa una grossa differenza fra donne e uomini ( età varia fra i 18 ai 55)
  I grandi colossi dell’e-commerce (Amazon a tripadvisor) hanno anche attivato interessanti forme di controllo a tutela del consumatore .
 

 
Operazione Aristeo, sotto accusa 3 imprese PDF Stampa E-mail
Venerdì 10 Febbraio 2017 18:33  |  Scritto da Redazione
In data odierna, nell'ambito dell'operazione "ARISTEO" condotta dalle Fiamme Gialle casertane, coordinate e dirette da questo ufficio giudiziario, oltre 40 militari appartenenti alla Compagnia della Guardia di Finanza di Marcianise hanno dato esecuzione a dieci provvedimenti cautelari, emessi dal G.I.P. del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere - su richiesta di questa Procura della Repubblica
- nei confronti di amministratori e soci di tre noti caseifici operanti nelle province di Caserta e Napoli e dei titolari di un allevamento bovino e bufalino della provincia di Caserta.
Le indagini, condotte dalla Guardia di Finanza con l'ausilio dell'Azienda Sanitaria Locale, hanno infatti consentito di disvelare un vero e proprio sistema criminoso finalizzato all'adulterazione di prodotti lattiero-caseari e alla contraffazione della denominazione di origine delle mozzarelle di bufala campana attraverso l'uso nel ciclo produttivo di un additivo non autorizzato, nonché il mancato rispetto dei vigenti protocolli sanitari a tutela dei consumatori e delle indicazioni tecniche del disciplinare del consorzio di tutela del marchio D.O.P. della mozzarella di bufala campana.
Dagli approfondimenti investigativi, è infatti emerso che i soggetti coinvolti:
- commercializzavano mozzarella di bufala con marchio "D.O.P." contraffatto, in quanto prodotta con l'aggiunta di latte vaccino (peraltro spesso inacidito a causa del lungo tempo trascorso tra il momento della mungitura e la lavorazione finale);
- adulteravano sistematicamente il latte usato per la produzione, con l'intento di mascherare il processo di invecchiamento ed acidificazione, aggiungendo alla materia prima dell'idrossido di sodio (ed. soda caustica) - prodotto potenzialmente dannoso per la salute pubblica;
- ponevano dolosamente in commercio prodotti caseari realizzati con il latte così adulterato;
- in talune occasioni avevano acquistato ed immesso nel processo di produzione dei latticini, anche latte proveniente da allevamenti non indenni da TBC (tubercolosi) senza l'avvenuta adozione delle cautele imposte dal protocollo sanitario normativamente previsto.
In particolare, le condotte fraudolenti accertate possono ricondursi essenzialmente a tre fattispecie:
1) Adulterazione del latte crudo con additivo vietato (idrossido di sodio, ossia soda caustica).
per abbassare il livello di acidità del latte dovuto alle scarse condizioni igieniche e/o al tempo trascorso dalla mungitura alla lavorazione (latte vecchio) che comporta la fermentazione del latte con aumento della carica batterica e conseguente crollo del PH.
Con riguardo a questa condotta, è stato accertato che gli amministratori di fatto della CASEARIA SORRENTINO srl di S.Maria La Carità (NA) (CROCE Vincenzo e CROCE Antonio) nella primavera/estate del 2015 erano soliti adulterare il latte che compravano - tra gli altri dalla BRESCIALAT spa di Brescia - con soda caustica per poi rivenderlo, così adulterato, al caseificio BELLOPEDE & COLINO srl di Marcianise (gestito da BELLOPEDE Salvatore e BELLOPEDE Luca) e al CASEIFICIO SAN MAURIZIO srl di Frattaminore (NA) (gestito da FALCONIERO Gennaro), che, pur consapevoli dell'adulterazione, utilizzavano tale latte negli ordinari processi produttivi.
In pratica, il latte più vecchio veniva così adulterato e poi miscelato con altro prima della rivendita.
Tale prassi, come attestato dal consulente tecnico, è assolutamente vietata dal Regolamento (CE) n.1333/2008. In particolare l'idrossido di sodio fa parte degli additivi non autorizzati per essere utilizzati nel latte crudo e/o pastorizzato ai sensi dell'alt. 2 della Direttiva Comunitaria 95/2/CE. Infatti l'aggiunta di tale additivo quale agente neutralizzante porta ad aumentare la carica batterica già in essere e maschera la presenza di microrganismi patogeni, potenzialmente pericolosi per la salute umana, sebbene il PH del latte, indicativo della carica batterica del prodotto, sia così fraudolentemente ricondotto a valori legali.
Peraltro, neanche un successivo trattamento termico, per quanto intenso, potrà poi azzerare del tutto la popolazione microbica, rimanendo quindi la pericolosità del prodotto anche dopo l'eventuale pastorizzazione. Il latte acido sottoposto alla pratica vietata della neutralizzazione è dunque un prodotto a rischio che non può essere commercializzato.
Se poi, come nel caso in esame, viene utilizzata soda caustica per uso non alimentare, si aggiunge il rischio chimico della presenza di metalli pesanti.
2) Commercializzazione ed impiego nei processi di lavorazione della mozzarella di bufala dì latte bufalino crudo proveniente da allevamenti non indenni da tubercolosi bovina, senza la preventiva adozione delle procedure previste dal vigente protocollo sanitario, in violazione del regolamento Ce n. 583/20014 e dell'art.9 del DM 592/95.
E' stato accertato che nel mese di giugno 2015 (dal 12 al 21 del mese), gli allevatori di latte vaccino e bufalino di San Polito Sannitico (CE) CRISPINO Marcellino, CRISPINO Cannine, CRISPINO Cecilia e ALTIERI Anna, titolari di altrettante ditte individuali, vendevano latte crudo proveniente dai loro allevamenti risultati non indenni da tubercolosi bovina.
Infatti, a seguito di controllo dell'ASL Casetta effettuato presso l'allevamento il 9 giugno 2015, il 12 giugno dello stesso mese veniva formalmente comunicata la positività alla TBC di alcuni capi di bestiame.
Ciò nonostante, dal 12 al 21 giugno, gli allevatori, tramite l'intermediario CIERVO Antony Jean, vendevano al caseificio BELLOPEDE & COLINO srl, con la piena consapevolezza di questi ultimi, il latte crudo senza alcuna delle precauzioni imposte dal protocollo sanitario che per legge doveva essere adottato a tutela della salute pubblica.
Nello specifico, il D.M. 592/95 prevede una serie di procedura da attivare in questi casi, tra le quali l'esclusione assoluta dal consumo umano del latte proveniente da animali positivi e l'obbligo di pastorizzazione del latte proveniente da animali negativi, appartenenti ad allevamenti positivi. Sono previste poi tutta una serie di misure di sicurezza da adottarsi all'interno degli allevamenti positivi, tra cui la raccolta del latte in contenitori separati, identificati con appositi contrassegni sotto il controllo e previa autorizzazione del Servizio Sanitario.
Nel caso in esame, si è invece persa ogni tracciabilità del latte contaminato e nessuna delle precauzioni imposte dalla legge è stata attuata, tanto che nei documenti di vendita nulla è scritto per identificare la provenienza del latte né è riportata alcuna avvertenza circa l'obbligo di pastorizzazione.
Dalle indagini tecniche è emerso poi, chiaramente, che tutti i soggetti coinvolti nelle operazioni commerciali erano a conoscenza del fatto che l'allevamento non fosse più indenne da TBC.
E' emerso che il caseificio BELLOPEDE & COLINO srl di Marcianise, socio storico del consorzio a tutela del marchio D.O.P. della mozzarella di bufala campana ed uno dei maggiori produttori nazionali, produceva la mozzarella che vendeva con la certificazione di origine protetta utilizzando anche latte vaccino in violazione all'art.3 del disciplinare di produzione approvato dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, che prevede che la mozzarella di bufala campana certificata sia prodotta esclusivamente con latte di bufala intero fresco proveniente da allevamenti presenti sul territorio di riferimento.
Dai sopralluoghi effettuati e dall'analisi della documentazione amministrativo contabile è emersa la sistematica alterazione dei documenti di trasporto del latte utilizzato per la produzione, rendendo così incerta la tracciabilità del prodotto. Sono stati poi effettuati prelevamenti ed analisi di campioni di prodotto in vendita presso l'azienda stessa e nei punti vendita dei clienti del caseifìcio siti in Avelline e Airola.
Sulla base delle solide evidenze indiziarie, definite nell'ordinanza ora eseguita come un "quadro allarmante" caratterizzato da "spregiudicata e sistematica violazione delle normative di settore, poste a tutela della salute pubblica ", il G.I.P. del Tribunale di S. Maria Capua Vetere ha disposto:
gli arresti domiciliari nei confronti dei cinque amministratori dei caseifici coinvolti;
la misura del divieto temporaneo di esercitare l'attività imprenditoriale per la durata di mesi sei nei confronti di quattro membri di una famiglia di allevatori e di un intermediario commerciale di latte bufalino,
ritenuti a vario titolo co-responsabili dei reati di adulterazione di sostanze alimentari, commercio di sostanze adulterate, frode nell'esercizio del commercio, commercio di sostanze alimentari nocive, vendita di sostanze alimentari non genuine come genuine, vendita di prodotti agroalimentari con segni mendaci per la contraffazione della denominazione di origine.
Oltre ai provvedimenti personali, al fine di impedire ogni possibile reiterazione delle condotte fraudolente, è stato, altresì, eseguito il sequestro preventivo delle quote societarie e dell'intero patrimonio aziendale:
- del CASEIFICIO BELLOPEDE & COLINO S.r.l. di Marcianise (CE), storico produttore, distributore e commerciante di mozzarella di bufala campana, nonché socio del consorzio per la tutela del marchio d.o.p.; del CASEIFICIO SAN MAURIZIO S.r.l. (ora in fallimento) con sede legale in Frattaminore (NA) e sede amministrativa in Orta di Atella (CE), anch'esso produttore lattiero-caseario;
- della CASEARIA SORRENTINO S.r.l. di Santa Maria La Carità (NA), fornitore di latte dei caseifìci di cui sopra, per un valore complessivo dei beni cautelati stimabile in oltre 10 milioni di euro.
Le aziende sequestrate sono state quindi consegnate per la loro futura gestione ad un amministratore giudiziario, che potrà continuare l'attività commerciale nel pieno rispetto della normativa di settore, tutelando nel contempo i numerosi lavoratori ivi impiegati.
A maggior garanzia dei consumatori, poi, le operazioni di consegna dei complessi aziendali sono state precedute da rigorosi controlli sugli impianti, sulle materie prime e sui prodotti giacenti operati da parte di ispettori qualificati dell'Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali e della locale Azienda Sanitaria.

 


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