Frodi alimentari

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Rubrica
Explora il Museo del Bambino apre l'Officina della Cucina PDF Stampa E-mail
Martedì 17 Luglio 2012 09:32  |  Scritto da Redazione

 Roma a misura di Bambino grazie al museo dei Bambini, sito fra piazzale flaminio e piazza della Marina.

EXPLORA IL MUSEO DEI BAMBINI DI ROMA è il primo Children’s Museum privato non profit, una struttura permanente dedicata ai bambini (0/12 anni), alle scuole e alle famiglie, interamente progettato con forze italiane. Rappresenta un’importante occasione di conoscenza, gioco, interazione e socializzazione in un ambiente allegro e ricco di stimoli, progettato secondo i più attuali principi della psicologia che attribuiscono all’apprendimento 'sul campo' un ruolo fondamentale nel processo di sviluppo cognitivo.

Explora è in rete con oltre 300 Children’s Museum di tutto il mondo ed è collegato all’ACM, Association of Children Museums (ex AYM), ed a Hands On! International, l’associazione europea corrispondente, network di tutte le realtà museali europee rivolte all’infanzia.

 

Ultima iniziativa fra le tante degne di nota è la Officina della cucina, infatti grazie soprattutto all’allestimento di una nuova area è stata realizzata    una cucina a misura di bambino dove poter partecipare al laboratorio permanente dedicato all'educazione alimentare e realizzato grazie al contributo del Gruppo Colussi e alla supervisione scientifica dell’Inran (Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione).

Come per  gli altri laboratori l’offerta anche temporale è molto elastica e risponde alle esigenze dei bambini delle scuole e delle famiglie

Nello specifico l’'Officina della cucina  apre il sabato, la domenica e i festivi ai turni delle 10.45 e delle 15.45.

Un altro elemento è la gestione dei tempi e degli spazi e l’attenzione che viene dedicato ai partecipanti, infatti l’Officina in cucina, è a numero chiuso e con prenotazione telefonica obbligatoria, è un'attività di circa 50 minuti per tutti i bambini dai 5 ai 12 anni che vogliono impastare, stendere ed infornare biscotti o il gelato nel periodo estivo.

Ai genitori è  consentito supervisionare le attività , senza essere invadenti, infatti è stata predisposta una area dove attraverso la grande vetrata essi possono guardare le attività svolte.

Explora ha anche un parco giochi dove finite le attività i ragazzi possono trattenersi oppure visionare le mostre che vengono realizzate

Biglietti:
- per il laboratorio per bambini 7,00 € 
- costo del biglietto di ingresso ad Explora per i bambini nei turni delle 12.00 e delle 17.00 (se abbinato al laboratorio di cucina) 6,00 €

Officina in cucina è anche un laboratorio rivolto alle scuole e un'animazione per le feste di compleanno ad Explora.

per info http://mdbr.it/


 
Decalogo alimentazione ed estate PDF Stampa E-mail
Sabato 07 Luglio 2012 11:02  |  Scritto da Redazione

L'alimentazione durant eil caldo estivo riveste un ruolo importante,

per questo è stato relaizzato un piccolo opuscolo con dei consigli su cosa e come comportarsi in caso di forte caldo 

Le parole di Patel ci forniscono spunti di riflessione

 

 

 

 “Per cambiare noi stessi dobbiamo cambiare il mondo.

Per cambiare il nostro mondo dobbiamo cambiare noi stessi.
Entrambe le cose sono necessarie. Entrambe sono difficili. Alcune linee guida,
partendo dal livello individuale:
1. Trasformare i nostri gusti
2. Mangiare locale e stagionale
3. Mangiare agroecologico
4. Sostenere le imprese locali”
Raj Patel “I padroni del cibo” (2008 – Feltrinelli)
 
 
 

 
La Lampara di Vieste una eccellenza dell'Italia mediterranea PDF Stampa E-mail
Domenica 01 Luglio 2012 21:42  |  Scritto da Redazione

 Cominciamo oggi, una nuova sezione. Andremo a rendere pubblici e valorizzare quelle realtà che rendono così particolare e speciale il Nostro Paese.L'Italia è la patria della dieta Mediterranea, della corretta alimentazione, dove un ruolo principale è svolto dal pesce azzurro.

La Lampara di De Benedictis Michele è una di queste realtà, dove la tradizione si lega alla innovazione. La lampada è ubicata in Via Mafrolla,11 in Vieste. Numerose sono le attività che essa svolge prima fra queste la produzione, trasformazione,confezionamento e vendita di pesce azzurro.

L’attività esercita pure la vendita e manipolazione al dettaglio di prodotti alimentari come formaggi,salumi,verdure,aromi,olioconfezionato,vino,liquori,pasta,taralli,biscotti (dolci e salati) ecc.

Il pesce azzurro proviene principalmente da fornitori privati ed il tutto è comprovato da documenti che accompagnano gli animali sin dalla nascita. La lavorazione e conservazione del pesce  avviene secondo i sistemi dettati dall’esperienza e secondo le norme della legge sull’HACCP (HAZARD ANALYSIS and CRITICAL POINT).Tutto il pesce venduto da questo esercizio è comunque geneticamente ed organoletticamente sicuro. Il locale è climatizzato.E' impossibile decidere di visitare il Gargano senza fermarsi a visitare il primo negozio tipico di Vieste.


 
La fase di ricevimento delle materie prime e di prodotti nei centri di produzione pasti destinati alla ristorazione collettiva . PDF Stampa E-mail
Sabato 05 Maggio 2012 21:58  |  Scritto da Redazione

  Ritengo che all'interno dei centri di produzione pasti destinati alla ristorazione collettiva , la fase di ricevimento dei prodotti  possa assurgere al rango di vero e proprio punto critico di controllo , in particolare   per gli alimenti deperibili suscettibili di rapido deterioramento .


Ne discende , che in questa fase   la temperatura di ricevimento  deve essere sottoposta a monitoraggio. Supportato da idonea documentazione che ne rendiconti l'effettiva attuazione .

 Quanto sopra, nonostante il processo per molti prodotti preveda la successiva fase di cottura .Processo questo in grado di garantire un efficace controllo per l'azione del calore . 

Le motivazioni le quali suggeriscono di annoverare in questo settore  la fase dei ricezione delle materie prime e dei prodotti  tra i punti critici di controllo  all'interno delle procedure HACCP  , elaborate a norma dell'articolo 5 del Reg (CE) 852/04  sono essenzialmente le seguenti .

La prevalenza dei pericoli a a carattere microbiologico  nella genesi delle tossinfezioni alimentari .

Il Settore della Ristorazione collettiva  e uno di quelli in cui maggiormente si verificano  episodi tossinfettivi .
Una delle cause più frequenti delle tossinfezioni alimentari , risiede proprio in errori  da cui deriva un mancato  rispetto della catena del freddo 

Il corretto stoccaggio in regime di refrigerazione o a temperatura negativa risulta fondamentale nel controllo della moltiplicazione microbiologica 

La semplicità ed attendibilità della procedura di verifica della temperatura 

Il fatto che in grande prevalenza le i prodotti ricevuti sono altamente deperibili .

Da ultimo la considerazione affatto secondaria che con un  equivalente trattamento termico la riduzione della carica microbica  è intimamente connessa  al grado di iniziale contaminazione e anche ad eventuali episodi di moltiplicazione .(Correlati ad eventuali carenze nel rispetto della catena del freddo) . 

Inoltre vanno presi in esame  anche fattori come l'utenza finale ; sovente appartenente a categorie di utenze sensibili  e anche il fatto  che alcune tipologie di alimenti  pervengono al consumo senza essere sottoposti ad alcun trattamento termico . 

Tecnico della Prevenzione  Dr Fabio Ratti 

 
Additivi alimentari ad azione colorante PDF Stampa E-mail
Sabato 28 Aprile 2012 21:39  |  Scritto da Redazione

 In linea di massima questa categoria di additivi non svolge alcuna funzione tecnologica , la quale contraddistingue invece  le altre categorie di sostanze additivanti usate  in campo alimentare .

Si può quindi affermare che i coloranti rappresentano una sorta di belletto degli alimenti,  ai quali vengono aggiunti per incrementarne la vendita  grazie all'attrattiva che il colore potenzialmente 
esercita sui i riflessi più o meno condizionati degli acquirenti .
Da quanto sopra esposto ne discende che il loro impiego non è certamente indispensabile . La loro funzione quindi può definirsi  come  funzione decorativa  in quanto come accennato non esplicano una funzione a carattere tecnologico nella sostanza alimentare . 
In passato  la normativa nazionale conferiva a queste sostanze una loro collocazione autonoma in ambito giuridico , mantenendoli distinti dagli altri additivi . ( Decreto Ministeriale  22 Dicembre 1967  eventuali violazioni articolo 5 lettera F Legge 283/62) .
Con l'entrata in vigore del D.M. 209/96  sono stati accorpati con le altre categorie di additivi nella nozione di "Additivi alimentari" .  Spesso gli acquirenti complice una scarsa educazione alimentare sono portati a collegare alcuni alimenti a colori ben definiti (ad esempio il burro deve essere giallo , lo sciroppo di menta verde ,il tuorlo giallo arancione ) .
 I coloranti si distinguono essenzialmente in due categorie  naturali (Sia di origine organica che inorganica)  e di sintesi . Questa ultima categoria , generalmente è contraddistinta da una tonalità più brillante e la colorazione risulta avere maggiore stabilità nel tempo .
Vi sono casi in cui un colorante può essere ottenuto per sintesi da un colorante naturale . Ad esempio la cantaxsantina 161  g .

Colorante questo non ammesso negli alimenti ma estremamente diffuso  nei mangimi per salmoni , trote e galline ovaiole al fine di conferire un colore roseo ai pesci  un vivace giallo ai tuorli . (Questo colorante deriva dalla astaxsantina naturale).

Uno studio della commissione Europea del 2003 ne ha ridotto l'uso in quanto sospetto  di accumulo nella retina con possibili danni alla vista . 

E attualmente in corso (Termine dello studio nel 2015) una rivalutazione da parte dell'EFSA di un gran numero di sostanze coloranti .  Rivalutazione che nel 2007 ha portato alla eliminazione dalla lista positiva del colorante "Red 2 G E.128 ,.

Un altra sostanza colorante balzata di recente agli onori delle cronache e il caramello.

 Questa denominazione indica diverse sostanze brune destinate alla colorazione . In particolare  l'attenzione è stata rivolta al :" E.150 a ,c e d per la formazione di un composto indesiderabile denominato :4-Metilimidazolo 4-Mel).  Attualmente  l'impiego del colorante caramello e oggetto di discussioni in ambito scientifico per la sua potenziale tossicità .

Un altro gruppo di coloranti assai discussi sono i cosiddetti coloranti azoici o azocoloranti. Uno studio  britannico del 2007 (Southampton colours) ne aveva evidenziato una correlazione (Stante la loro presenza in bibite e merendine) con un aumento della sindrome da iperattività nei bambini nella fascia di età  compresa tra i tre e i nove anni . 

Le sostanze coloranti  in miscela con altro additivo ad azione conservante (E 221 benzoato sodico) sospette di indurre  peggioramento della sindrome da iperattività sono le seguenti : 
E110 giallo tramonto , E 104 giallo chinolina , E 124 Ponceau  4R , E 122 Azorubina ,E 129 Rosso Allura , E.102 Tartrazina . 

L'allegato al Reg (CE) 1333/2008 ha sancito l'obbligo per gli alimenti contenti le suddette sostanze della avvertenza da riportare  etichetta della seguente indicazione :"  Può influire negativamente sull'attività ed attenzione dei bambini " .

Per completezza , si da atto che uno studio effettuato dall'EFSA  ha successivamente messo in dubbio la validità dello studio del 2007 in quanto mancherebbero evidenze ineluttabili sull'effetto che i coloranti in questione avrebbero sull'attività e il grado di attenzione dei bambini . 

Un recentissimo Reg (CE) ha comunque ridotto la percentuale del dosaggio di questa categoria di coloranti all'interno degli alimenti in cui possono essere impiegati .

Tecnico Della Prevenzione 
 
Dr Fabio Ratti

 
Allegato II Capitolo VIII del Reg (CE) 852/04 e Articolo 42 del DPR 327/80 . PDF Stampa E-mail
Domenica 15 Aprile 2012 21:52  |  Scritto da Redazione

 L'allegato II Capitolo VIII del Reg (CE) 852/04 e Articolo 42 del DPR 327/80 trattano entrambi  il delicato aspetto del comportamento igienico del personale  sia all'interno dei laboratori di produzione propriamente detti  di sostanze alimentari che del persona addetto  

 alle operazioni di preparazione , manipolazione e confezionamento all'interno degli esercizi di vendita (da intendersi con annesso piccolo laboratorio) .

La più recente normativa comunitaria si limita a dettare principi di massima senza entrare in dettagli come la preesistente normativa nazionale . Tuttavia  l' apparente mancanza di indicazioni specifiche riguarda unicamente  gli allegati al Reg (CE) 852/04 . Regolamento questo che come  e noto ha il suo campo di applicazione limitatamente alle produzioni alimentari non contemplate dall'altro  Regolamento (  Reg (CE) 853/04 disciplinante Prodotti di origine animale non trasformati)  e nella vendita al dettaglio 

Regolamento 853/04  ,  e composto da  allegati molto più dettagliati .

  La correlazione tutt'altro che infrequente  tra  il non corretto comportamento igienico degli addetti al settore alimentare e la contaminazione degli alimenti ,ha indotto giustamente il legislatore (sia nazionale che comunitario) a conferire particolare attenzione a questa forma di contaminazione .

Già il sopraccitato articolo 42 del DPR 327/80 utilizzando l'espressione :"  Il personale preposto  alla produzione e vendita delle sostanze alimentari  deve eseguire il proprio compito in modo igienicamente corretto " , può fornirci un idea della argomentazione esposta in precedenza . 
Apparentemente detta indicazione ,potrebbe apparire improntata a genericità . In realtà esaminandola  con più attenzione ci si  accorge come la stessa ricomprenda ogni comportamento igienicamente improprio in ambito alimentare .
A Titolo meramente esemplificativo potrebbe configurarsi  nel caso di un addetto che maneggi denaro ripetutamente e poi si  dedichi ad operazioni a  contatto diretto con l' alimento , senza lavarsi adeguatamente le mani . (Le quali sono il principale veicolo di contaminazione) . 

Lo stesso articolo 42 prende in considerazione la cura igienica della persona ed in particolare modo quella delle mani .  . Per quanto concerne l'abbigliamento vengono previste tute o sopravesti nei laboratori di produzione propriamente detti ed idoneo copricapo atto a contenere la capigliatura .

Per gli esercizi di vendita (senza ulteriore specificazione) viene prevista l'adozione di un capo più ridotto " adeguata giacca o sopraveste "  fermo restando l'obbligo del copricapo . Questo ultimo  obbligo (in ambito della distribuzione) , a mio sommesso avviso è da intendersi obbligatorio unicamente per il personale che per cosi dire abbia un contatto fisico diretto con la sostanza alimentare .

Il Colore dell'abbigliamento deve essere chiaro ( Non e detto bianco) in modo che ponga in luce chiaramente eventuali insudiciamenti dello stesso .  In qual caso però  bisogna operare un distinguo tra il normale insudiciamento , causato dal contatto inevitabile e momentaneo con la sostanza alimentare ,  con  i casi in cui l'entità dello stesso  o una sua collocazione si rivelino  igienicamente inaccettabili .

Sulla base di quanto sopra espresso e  di tutta evidenza che il personale addetto alla produzione degli alimenti  svolge un ruolo molto importante ai fini della salvaguardia igienico-sanitaria degli stessi .

Una loro trascuratezza , può aprire la strada a  germi patogeni con contaminazione degli alimenti .  Naturalmente il rischio varia a seconda del punto della catena di produzione in cui l'addetto e collocato .Il rischio aumenterà nei casi in cui l'addetto sia impiegato in attività di manipolazioni di alimenti che non subiscano ulteriori trattamenti in grado di neutralizzare il rischio (Ad esempio cottura) . 

 Per quanto riguarda invece , un profilo più strettamente giuridico a mio modesto avviso l'articolo 42 del DPR 327/80 (Normativa questa non espressamente abrogata) , potrà essere presa a riferimento per aspetti peculiari non presi in considerazione dal Reg (CE) 852/04 in sede di Allegato II Capitolo VIII ;sempre se questi non entrino in conflitto con lo  stesso .

Da ultimo giova ricordare  che la compromissione igienica del prodotto , senza che accada necessariamente un episodio dannoso al consumatore può dare luogo a sanzioni .  

La nozione di "Insudiciamento" contemplata dall'articolo 5 lettera d della Legge 283/62  afferisce  a qualsiasi corpo estraneo alla nozione legale di sostanza alimentare . Ne discende  che la sua configurazione si avrà col rinvenimento di corpi estranei di varia natura (Capello di un addetto  , insetti o frammenti delle sue parti anatomiche o anche frammenti di un oggetto come cocci di vetro ,pezzi di corda  residui cartacei ) . 

Per completezza si da atto come il comportamento igienico del personale e i relativi accorgimenti precauzionali costituiscano una delle cosiddette GMP  di ogni procedura HACCP  elaborata a norma dell'articolo 5 del Reg (CE) 852/04 .


Tecnico della Prevenzione  Dr Fabio Ratti 

 


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