Frodi alimentari

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Rubrica
Gli agroasilo e agronido nuove proposte di educazione alla natura PDF Stampa E-mail
Martedì 23 Agosto 2011 22:10  |  Scritto da Redazione

il rapporto fra natuara e bambini è oggi sempre più stretto tanto che dagli anni 2000 sono stati creati gli agroasili o agronidi

 Il primo agrinido italiano nasce in Piemonte nel 2005.

 Nel 2006 un'agriturismo di Chivasso, provincia di Torino, propone un progetto più complesso in collaborazione della Coldiretti e inaugura un agriasilo all'interno della propria struttura. A differenza del nido, l'agriasilo amplia la partecipazione ai bambini da 0 a 6 anni e propone maggiore continuità didattica. Coinvolgendo l'imprenditoria femminile, il progetto può avvalersi dei Fondi europei per la Promozione della partecipazione femminile al mercato del lavoro.
iter per aprire un agriasilo 
Innazitutto  è indispensabile individuare una fattoria che sia già avviata e idonea ad ospitare dei bambini con età compresa tra i sei mesi e i sei anni. Il personale deve essere altamente qualificato con curricula pedagogico  Per l'organizzazione sugli  gli orari di lavoro e i requisiti degli educatori, si può far riferimento alle leggi regionali che regolano il funzionamento degli asili privati.   
 i temi che devono essere inseriti nelle attività e nel progetto per la realizzazione devono riguardare gli animali e la natura:quindi  cavalcare i pony, osservare i ritmi e i colori della natura, prendersi cura dei piccoli animali e nutrirli. L’allestimento dei locali richiede costi variabili, a seconda che questi debbano essere ristrutturati o meno (in alcuni casi, se bisogna procedere a ristrutturazione, servono circa 100 mila euro). Chi invece già possiede un agriturismo, può convertire l’attività con “soli” 10 mila euro. L’agriasilo è un servizio che può garantire un guadagno di 20 mila euro all’anno, ma ovviamente la cifra può oscillare a seconda del numero degli iscritti. 
Il metodo educativo negli agriasilo prevede l’avvicinamento dei bambini ad un ambiente agricolo, in forma innovativa e alternativa rispetto all’offerta educativa tipica, con i piccoli ospiti che interagiscono quotidianamente con l’elemento natura, sia esso visto dal lato della coltivazione, sia dal lato dell’allevamento con la presenza di animali anche certificati e addestrati di diversa specie ed età. L’altra componente portante del metodo è data dall’applicazione della pet therapy e l’attivazione dell’orto sensoriale e didattico per insegnare il senso del tempo e della pazienza per la capacità di ascolto.

 
Il cibo una via di relazione" di Maria Luisa Savorani, ed Fernandel 2011 PDF Stampa E-mail
Venerdì 24 Giugno 2011 11:24  |  Scritto da Redazione

 La curatrice nella prefazione scrive:

 
"Oggi al cibo vengono attribuiti molti più significati rispetto al passato; diverse discipline se ne sono occupate, dalla psicologia, alla  sociologia, ma il modo di accostarsi al cibo dipende  o di accostarsi al cibo dipende anche e soprattutto dalla  profondità con cui la persona lo vive e dei valori che ad esso attribuisce".
 
Il cibo, da elemento  cruciale per la sopravvivenza,  si è evoluto, di pari passo con la storia dell'umanità, sino a diventare un vero e proprio veicolo culturale: contempla in sé religiosità, tradizione, convivialità, identità, uso e costume. Nella tradizione alimentare si ritrovano le proprie radici culturali e storiche, spesso obnubilate da modelli alimentari  importati (fast food) ma assolutamente scorretti che possono portare ad obesità o malnutrizione o a disordini alimentari, soprattutto nei giovani.
Il libro è una piacevole lettura che suona come un invito a riappropriarsi dei valori simbolici del cibo riappropriandosi del cibo stesso. Il cibo è fattore di comunicazione ed il suo consumo deve diventare sempre più spesso un agire sociale dotato di senso, scevro da logiche utilitaristiche e sempre più carico di significati simbolici.
 
La Savorani cura tutti gli aspetti, non tralascia nulla in questo viaggio nella semantica del cibo e non manca di approfondire quelle situazioni esistenziali ed emozionali in cui il rapporto col cibo si carica di ulteriori significati: la gravidanza, la malattia, la maternità. 
 
E quindi il valore non è solo nutrizionale ma soprattutto emozionale, legato indissolubilmente al nostro corpo e alla nostra mente. Spesso lo diamo per scontato, ma dovremmo sempre più spesso soffermarci sul valore relazionale ed emotivo del cibo e della nostra cucina, imparando a legare i piatti ai ricordi, a sfuggire dagli stereotipi, a sfuggire dalla cultura del Mc Donald e del pranzo consumato in piedi che appiattiscono, in una sterile logica globalizzante, sapori, odori, colori e soprattutto di stati d'animo
recensione concessa da  www.Ecocoaching.it
 

 
Ultima cena a Tavola con i Boss- di Peppe Ruggiero- edEdizioni Ambiente 184 pagine – 14,oo euro PDF Stampa E-mail
Lunedì 20 Giugno 2011 18:01  |  Scritto da Redazione

 Ultimo di una seria  di libri indagine e  sintesi di importanti inchieste non solo giornalistiche ma anche di magistratura.  Nel libro al'autore evidenzia come le mafie vengano a mangiare con noi, sempre più spesso. Non è solo nelle case degli altri, non è solo in Campania, in Calabria o in Sicilia. Non prendiamoci in giro, la criminalità organizzata arriva sulle nostre tavole.

L'indagine/inchiesta anche se spazia in tutta Italia focalizza la sua attenzione in Campania. Nel testo si parla di come i panificatori napoletani usassero le casse dei defunti come combustibiile e di come la camorra, nel caso in cui non possa più gestire distrugga purdi non dare allo stato.

Libro crudo e tagliente

l'autore è Peppe Ruggiero, giornalista professionista, collabora con varie testate tra cui l’Unità, Terra, Narcomafie, Libera Informazione. Responsabile ufficio stampa di Libera e di Legambiente Campania, è tra i curatori del Rapporto Ecomafia di Legambiente. Nel 2007 ha realizzato con Andrea D’Ambrosio ed Esmeralda Calabria il documentario Biùtiful cauntri, vincitore del Nastro d’Argento 2008 come miglior documentario uscito in sala. Nel 2010 è stato consulente su criminalità e sicurezza alimentare per la trasmissione Mi Manda Rai Tre.

 


 
COSÌ CI UCCIDONO Storie, affari e segreti dell'Italia dei veleni Emiliano Fittipaldi Anno: 2010 - 280 pagg. - 18 euro Editore: Rizzoli - ISBN: 17034319 PDF Stampa E-mail
Lunedì 20 Giugno 2011 17:37  |  Scritto da Redazione

L'autore affornta come di solito le storie di  vita vissuta, di una società che sempre più sembra allo sbando.

Le tematiche di cui parla sono conosciute a molti, il libro può rientrare in quelli di denuncia. L'autore accompagna ogni singolo argomento trattato ( diossina, acqua rifuuti) con delle sentenze o indagini portate avanti dalle forze dell'ordine e dagli organi preposti alla tutela del cittadino.

Il libro parla degli intrecci fra mafia, politica impresa, interessante è la parte che parla degli illeciti nel settore aliemntare ed agroalimentare con dovizia di particolari e con fonti certe.

L'autore èEmiliano Fittipaldi, una delle firme più giovani e agguerrite del giornalismo italiano d’inchiesta, è stato giornalista dell'Espresso


 
La società dei rifiuti- Giorgio Nebbia- ed Edipuglia 1990 PDF Stampa E-mail
Sabato 11 Giugno 2011 14:18  |  Scritto da Redazione

 Le frodi sono una delle attività criminali più antiche dell'umanità; quando il denaro è diventato l'indicatore del valore delle merci e quando il possesso del denaro è diventato l'indicatore del valore delle persone, i commercianti disonesti hanno cercato di aumentare i propri guadagni vendendo a prezzo elevato merci meno pregiate. Delle frodi si trovano denunce nella Bibbia, nella “Storia naturale” di Plinio del I secolo dopo Cristo; ci sono pervenuti vari manuali per svelare le frodi commerciali e alimentari scritti nel mondo islamico e occidentale medievali; lo studio delle frodi e della loro storia e dei modi per svelarle occupa un importante capitolo della merceologia.

Il vero cammino trionfale delle frodi alimentari comincia con la rivoluzione industriale: il proletariato poteva essere sfruttato non solo in fabbrica, con bassi salari e condizioni disumane di lavoro, ma anche nella bottega. Agli inizi del 1800 le frodi alimentari erano così diffuse da indurre il chimico Fredrick Accum a scrivere un celebre libretto sull'adulterazione dei cibi, col sottotitolo: "La morte nella pentola", con riferimento alla intossicazione alimentare di Eliseo e dei suoi compagni, raccontata nella Bibbia nel quarto Libro dei Re. Il libro di Accum, pubblicato nel 1820 a Londra, fu il primo di una lunga serie di scritti di denuncia delle frodi alimentari in seguito ai quali il Parlamento inglese nominò, nel 1834, una prima commissione d'inchiesta; poiché le frodi continuavano, altre due commissioni d'inchiesta, nel 1855 e nel 1856 svelarono al pubblico quante porcherie arrivavano sulla tavola degli inglesi. L'indagine fu sostenuta da una vivace campagna di stampa; il settimanale satirico inglese Punch, durante i lavori della Commissione parlamentare, pubblicò il 4 agosto 1855 una celebre vignetta che mostra una bambina nel negozio di un droghiere. "Signore --- dice la bambina --- la mamma la prega di darmi un etto di tè della migliore qualità, per uccidere i topi, e mezzo etto di cioccolata per sterminare gli scarafaggi". Lo scandalo portò all'approvazione, nel 1860, della prima legge inglese contro le adulterazioni degli alimenti. 
Un quadro desolante del commercio all'ingrosso degli alimenti nella capitale francese fu esposto nel 1873 dal libro di Emile Zola, “Il ventre di Parigi” che spinse il governo francese ad istituire, nel 1877, un servizio di igiene pubblica la cui direzione fu affidata niente meno che a Louis Pasteur. 
Un movimento di contestazione si era intanto sviluppato anche negli Stati Uniti; nel 1898, durante la guerra di Cuba, l'America era stata scossa dallo scandalo delle scatolette di carne avariata distribuite al corpo di spedizione statunitense e ciò spinse il giornalista Upton Sinclair (1878-1968) a svolgere un’indagine sull’industria della macellazione e delle carni, che aveva la sua capitale in Chicago. Come risultato fu pubblicato, proprio cento anni fa, nel 1906, il libro “La giungla”, una grande inchiesta-romanzo sulle frodi e imbrogli e sulle condizioni disumane di lavoro e di sporcizia in cui tale industria operava. 
“La giungla” (una buona traduzione in italiano è stata pubblicata da Mondadori) è la storia di una giovane coppia di immigrati lituani, Jurgis e Ona, arrivati a cercare lavoro e condizioni decenti di vita a Chicago; il racconto è un’occasione per inserire  delle lunghe dettagliate descrizioni del ciclo di produzione della carne in scatola, della corruzione dei controllori che fanno finta di non vedere gli animali malati che vengono macellati insieme agli altri, dello sconforto dei lavoratori che si accorgono di essere stati assunti al posto di un lavoratore più debole o malato, cacciato via perché non rendeva abbastanza. Jurgis passa attraverso tutti i gironi dell’inferno della città della carne in scatola; acquista a rate un piccolo appartamento per vederselo portare via quando non può più pagare le rate; ha un incidente in fabbrica e quando viene riassunto viene destinato all’impianto dei fertilizzanti, il peggiore di tutti, in cui venivano trattati tutti i liquidi di scarto e i residui di ogni genere, venivano essiccate e segate le ossa, e uomini, donne e bambini erano costretti a respirare tutto il giorno una polverina che li avrebbe inevitabilmente uccisi. Il cammino di Jurgis precipita sempre; perde la moglie Ona, conosce l’ingiustizia dei tribunali e finisce in prigione; perde uno dopo l’altro i lavori sempre più miserabili, fino a che incontra persone --- agli inizi del Novecento nascono i primi partiti socialisti americani --- che lo spingono a leggere, a conoscere e a credere che anche i più miseri possono vedere riconosciuti i loro diritti. Dopo la pubblicazione di “La giungla” Sinclair continuò le sue battaglie denunciando le prepotenze dei monopoli dell’acciaio, del carbone (“King Coal”, 1917), del petrolio (“Oil !”, 1927), e pubblicò, nel 1928, “Boston” in difesa di Sacco e Vanzetti,

Il libro “La giungla” fu un grandissimo successo, ebbe l’effetto di sollevare l’opinione pubblica e spinse Teodoro Roosevelt, che era diventato presidente degli Stati Uniti nel 1901, con buone intenzioni riformatrici, ad emanare le prime leggi nel campo alimentare, quelle sulla qualità degli alimenti e sul controllo delle carni, settori fino allora abbandonati all'arbitrio di imprenditori spregiudicati. Dopo tali leggi fu anzi creato uno speciale laboratorio anti-frodi nel Dipartimento dell'Agricoltura e, più tardi, fu creata, nel Dipartimento della Sanità, la Food and Drug Administration. 
Le frodi non cessarono certo, né in America, né in tutti gli altri paesi in cui l’avidità di profitto non esita a danneggiare la salute e la tasca dei cittadini meno attenti; sempre negli Stati Uniti due giornalisti, Kallet e Schlink, pubblicarono nel 1933 un libro intitolato “100 milioni di porcellini d’India” (gli animali su cui si sperimentano i danni alla salute), per denunciare come gli americani fossero esposti ad alimenti contaminati e difettosi. Nel 1970 Ralph Nader pubblicò il libro “Il cibo che uccide”, tradotto nel 1974 da Bompiani, sulle omissioni di controlli da parte della FDA. 
Quello delle frodi alimentari è un capitolo poco esplorato della storia contemporanea; in Italia se ne parlò negli anni cinquanta del Novecento, dopo varie denunce giornalistiche sulle frodi nel campo dell’olio, delle paste alimentari, del pane, e anche in quella occasione furono emanate nuove leggi più attente alla difesa della salute e dei diritti dei consumatori e anzi da allora, cinquant’anni fa, nacque in Italia un movimento di difesa dei consumatori, proprio come era nato in America, dopo la pubblicazione del libro di Sinclair, cento anni fa. In tutti i casi citati il merito delle denunce e delle riforme è stato della stampa e di giornalisti coraggiosi.(www.gaiaitalia.it)

Questi sono alcune delle argomentazioni L'autore affronta nella parte finale del Testo L Società dei Rifiuti.

Giorgio Nebbia è professore di mercelologia 

 


 
Le frodi alimentari di Laura Biarella- Altalex eBook "Crimina" 2011 PDF Stampa E-mail
Sabato 11 Giugno 2011 14:10  |  Scritto da Redazione

 La collana Crimina di Altalex si è arricchita di un altro importante volume. Autore è Laura Biarella Avvocato del Foro di Perugia e giornalista pubblicista ed autrice di numerose monografie giuridiche di carattere sia civile che penale e collabora con riviste giuridiche. 

In questa sua ultima opera ha affrontato da un punto d vista normativo il fenomeno delle frodi alimentari.
Lo scopo del presente volume, pienamente raggiunto dalla chiarezza che contraddistingue l’Autrice, è quello di fare luce sulle principali fattispecie delittuose in materia di frodi alimentari, analizzando gli aspetti più salienti dell’istituto, al fine di rendere maggiormente edotto il lettore sui rischi connessi a tale pratica.

Indice del volume


 

Prefazione ... 3
Capitolo I - Riferimenti generali ... 4
Capitolo II - Le norme del codice penale in tema di reati alimentari ... 12
Rassegna giurisprudenziale ... 20
Bibliografia ... 25

itolo
Le frodi alimentari
Autore Laura Biarella
Collana Altalex eBook "Crimina"
Edizione 2011
Pagg. 25

Prezzo

€. 5,00

per acquistare il prodotto

http://www.altalex.com/index.php?idstr=137&idstr1=0&idnot1=14286&idp=760

 

 


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