Frodi alimentari

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Rubrica
OGM il no della California PDF Stampa E-mail
Lunedì 26 Novembre 2012 19:34  |  Scritto da Redazione

 Etichettatura da Ogm in califormia, ha vivacizzato un pò i consumatri californiani, che già dvevano decidere sul nuovo Presidente, ma che sono stati inoltre chiamati ad accettare o meno l'etichettatura dei prodotti con etichetta ogm. 

I prodotti che erano stati inseriti nella lista eranodi tutti i prodotti alimentari grezzi o preparati, sia di origine animale o vegetale e contenenti del materiale genetico modificato. Cosa diceva il referndum definito nella  Proposition 137   esso interdiceva ogni accostamento all’aggettivo “naturale” per tutti gli alimenti provenienti da animali nutriti o “punturati” con medicine o vaccini ottenuti con l’uso di OGM . 
In modo più sisntetico e semplice la prposta affermava chesi potevano dichiarare  “non naturali” i formaggi ottenuti con caglio OGM o addirittura i diabetici che usano insulina prodotta da OGM.

La proposta è stata rigettata con il 53,7% dei voti contro un 46,3%. In altri termini si è realizzato un brusco voltafaccia tra gli elettori, in quanto sondaggi di metà settembre davano 61% di favorevoli all’etichettatura e solo il 25% di contrari.
chi era favorevole:
I favorevoli all’etichettatura erano lelle associazioni dei consumatori e dei produttori di alimenti biologici, il partito democratico, i partiti verdi e organizzazioni anti-OGM. 
Numerose le aziende che hanno donato parte dei loro profitti allo scopo di contrastare la “Proposition 37”, tra queste  anche Nesltè, Coca Cola, Kellogg,
 

 
Dolcetto o scherzetto:il decalogo PDF Stampa E-mail
Domenica 28 Ottobre 2012 23:01  |  Scritto da Redazione

 Il 31 ottobre  dal calar del sole   anche nelle nostre strade potremo sentire e vedere  ragazzini gridare Dolcetto o Scherzetto?

Numerose le scorribande  di ragazzi vestiti da fantasmi, da streghe, da mostri, vampiri, in cui potremmo imbatterci. 
Ma come comportarsi? 
 
Qui di seguito vi proponiamo  dei piccoli consigli su come comportarsi.
 
Quando preparate i dolci da dare ai piccoli “mostri e streghette”
1. Acquistate prodotti salutari ( quelle che hanno meno conservanti e meno coloranti)
2. Se potete preparate i dolcetti e le caramelle fatte in casa
3. Comprare dolci e caramelle che abbiano indicato la data di scadenza e che abbiamo etichette leggibili
 
4. Evitate di acquistare dolci e caramelle  straniere preferite quelle italiane
5. Oltre ai dolci e caramelle procuratevi anche cose più salutari da regalare
6. Preferite prodotti confezionati in modo singolo
7. Cercate dei dolci tipici della vostra zona cosicché i ragazzi possano riscoprire i sapori della tradizione 
8. Comprate dolci e caramelle con marche conosciute ( per evitare brutte sorprese non risparmiate sulla qualità, al massimo sulla quantità)
9. Procuratevi anche della frutta ( secca o fresca) da regalare
10. Siate gentili e procuratevi anche tanti giochi divertenti da consegnare oltre ai dolci.
 

 
il ruolo dell'informazione nelle scelte PDF Stampa E-mail
Giovedì 04 Ottobre 2012 07:23  |  Scritto da Redazione

 L’informazione riesce in quanto vi è un doppio canale, chi emette il messaggio e chi lo riceve.

Sono mesi che ormai si accusano i mezzi di comunicazione di inviare messaggi distorti e di influenzare negativamente i comportamenti delle persone soprattutto le più fragili. 
Su questa affermazione nessuno può  distaccarsi. Quindi i cittadini ed i consumatori sono succubi ?
Io non credo, è finito il tempo in cui una persona non potesse formarsi una idea difforme, soprattutto anche all’ingresso ( anche in modo molto prorompete di internet nella vita delle persone) di internet e dei social network.
È pur vero che la mediaticità l’immagine oggi rivestono un ruolo leader nella vita delle persone soprattutto dei più giovani, che troppo spesso assumono comportamenti lesivi pur di conformarsi a quando vuole la massa.
Ma per contrastare questo fenomeno esistono quelle che vengono definite le agenzie primario della comunicazione : la famiglia e la scuola. A loro il compito di educare ad un corretto comportamento.
Leggendo alcuni quotidiani nei giorni scorsi vi è venuto da chiedere quanto la colpa è della informazione e quanta è nostra? I nostri retaggi culturali quanto influiscono?
Esempi di persone che si sono ribellate alle regole del mercato e dello show business ve ne sono  e negli ultimi giorni anche una pop sta del peso di cristina Aguillera si è ribellata.
Infatti è notizia che la nota cantante ha fatto outing sul suo problema con la bilancia e con  lo stress psicologico che la sua etichetta discografica l'ha sottoposta.
C’è da chiedersi ma quanto conta la professionalità e la bravura con qualche chilo di troppo?
Infatti la Aguillera è in sovrappeso di 7 Kg ed ha  contrattaccato a chi la accusava  ( media e tv) dichiarando «Sono una ragazza grassa, fatevene una ragione!»,  Ma non è stata bersagliata solo da magazine e tivù. La Aguilera ha affrontato un vero e proprio braccio di ferro con la sua casa discografica, preoccupata che il cambio di silhouette potesse mettere in pericolo il suo successo.
Altro esempio è stato quello Jennifer Livingston conduttrice del telegiornale del mattino in onda sul canadi le WKBT, emittente televisiva di La Crosse, Wisonsin che essendo stata accusata da un telespettatore ha deciso di controbbatere in diretta nall’email ricevuta    All'autore della missiva che le faceva notare le sue responsabilità di persona pubblica, la trentasettenne ha risposto di essere consapevole di essere sovrappeso, ma che questo non influiva sulla sua professionalità
La forma fisica la salute sono fondamentali nella vita delle persone la cosa fondamentale è anche non “finire “ nelle maglie o nelle "grinfie " di malattie quali la bulimia e l’anoressia. Quindi bengano persone famose che consapevoli delle loro problematiche di peso e della loro influenza, soprattutto sui giovani, le rendano pubbliche  dicendo ho qualche chilo di troppo è vero ma questo non incide sulla professionalità.
Quindi ragazze ragazzi invece in inseguire modelli sbagliati siate consapevoli di voi stessi, andate in palestra imparate a mangiare correttamente, e sano.  Ma soprattutto pensate con la vostra testa, e non fatevi sopraffare dalla cattiveria gratuita di chi vi vuole diversi.
 Az

 
Mozzarella Bufale dal punto di vista di Goethe e Ungaretti PDF Stampa E-mail
Martedì 04 Settembre 2012 23:29  |  Scritto da Redazione

 

Cosa mai penserebbero oggi Goethe e Ungaretti delle Bufale? E della Mozzarella che esse producono?

Durante i  loro viaggi   entrambi sono rimasti affascinati da queste strane e buffe  bestie 
La mattina dopo, per tempissimo, trottammo per vie impraticabili e qua e là paludose fino ai piedi di due belle montagne, attraversando canali e ruscelli e incontrando bufali dall’aspetto di ippopotami e dagli occhi selvaggi e iniettati di sangue”.    Wolfgang Goethe  
 
Inizialmente tali animali venivano (partire dal XIV secolo d.C. avviene una forte divvusione del bufalo in campania) allevati come animale da soma (per le loro caratteristiche di forza e per l'agevolezza con la quale si muovono nelle zone paludose, grazie alla conformazione dei loro zoccoli larghi e piatti) e solo successivamente i "bufalari"  cominciavano a trasformare il latte nelle "pagliere" o "bufalare", le strutture in cui le bufale venivano munte. Qui i casari trasformavano il latte in formaggio, ricotta, burro e mozzarella.
 Mai Goethe avrebbe immaginato che da quelle bestie nere e sporche si sarebbe creato un prodotto sublime come la Mozzarella, che per alcuni può essere definito cibo degli dei … 
Forse Ungaretti ne aveva comprese le potenzialità e passando per Velia guardando il paesaggio notando le bufale scrisse “che s'avvoltolano nel sudicio per non sentire le mosche, che vanno in giro con quella crosta, sulla quale cresce anche l'erba, portando le gazze che le prendono per alte zolle. Brave bestie del resto, e produttrici del latte che dà quelle squisite mozzarelle, un vanto - e perché no? - di questa regione”
Ma quando è nata la mozzarella ? 
Secondo alcuni l'origine della mozzarella potrebbe essere   legata all'introduzione dei bufali in Italia.
 Un primo documento su questo formaggio speciale risale al XII secolo in cui si parla della 'mozza' o 'provatura' che veniva offerta dai Monaci di San Lorenzo in Capua   Caserta- ai pellegrini in visita.La mozzarella era la versione meno raffinata della provola poiché non poteva essere conservata a lungo.  
 Nel 1570, in  un altro documento, un testo di cucina scritto da un cuoco della corte Papale, di nome Scappi, cita per la prima volta il termine mozzarella nell'elenco dei formaggi da lui serviti.
Le mozzarelle venivano commercializzate a Capua già nel Cinquecento ma una più ampia diffusione in Italia si ha a partire dal XVIII secolo.
 
Ma oggi quello che è stato un emblema della Campania  Felix ha subito un forte colpo a causa della scelleratezza di alcuni che per il facile guadagno hanno deciso di “contaminare “ questa squisitezza…
Si valuta che essa abbia un fatturato al consumo 500 di  milioni di euro
Da dire che  sono solo circa 450 unità quelle che si occupano di produrre mozzarella di  bufala.  La concentrazione, in tendenziale crescita,  varia a seconda dell’area di riferimento:  complessivamente le prime 4 aziende  raggiungono una quota a valore del 42,7% rispetto a una quota del 40,7% del 2010
Nell’anno 2007 la produzione di mozzarella è stata pari a 272.100 tonnellate, di cui 223.600 di mozzarella vaccina (pari all’82% della produzione totale di mozzarella) e 48.500 di mozzarella di bufala (pari al 18% della produzione totale di mozzarella) il trend attualmente è in forte crescita, circa 80% della mozzarella è prodotto dal consorzio mozzarella di bufala
Per quanto riguarda le esportazioni per la Francia vi è una quota   del 21,3%, pari a 1 milione 278 mila kg e un valore di 21 milioni e 300 mila euro di fatturato. Secondi gli Stati Uniti con il 19,7%, pari a 1 milione 182mila kg e un valore di 19 milioni 700mila euro. Seguono la Germania (16,9%, 1 milione e 14mila kg, 16 milioni 900mila euro di valore) e la Gran Bretagna (16,4%, 984mila kg pari a 16 milioni e 400mila euro). Questi 4 Paesi raccolgono il 70% del totale delle esportazioni, che ogni anno spostano dall’Italia circa 6 milioni di kg di mozzarella Bufala campana Dop per un valore di 100 milioni di euro.
È notizia degli scorsi giorni di una maxi inchiesta sulla truffa perpetrata da 28 aziende casearie finite sotto inchiesta.
Ci si deve chiedere quanto costerà questo alla nostra economia? Ne è valsa la pena?
Per qualche soldo facile hanno minato le basi di una delle più floride e belle realtà campane.

Anna Zollo

 
A Salsa e Pummarole: generazioni a confronto PDF Stampa E-mail
Domenica 02 Settembre 2012 20:27  |  Scritto da Redazione

 Fine Agosto inizio settembre è il periodo per le conserve, infatti finite le vacanze le " massaie" nuove e vecchie, soprattutto nel Mezzogiorno di Italia sono chiamate a fare "le Buatte de pummarole".

Mai come quest'anno la salsa di  pomodoro industriale è stata messa sotto inchiesta, sequestri, sanzioni, e via discorrendo...
Secondo molti in questo momento di crisi economica  sarebbe una buona idea preparare le bottiglie di salsa fatte in casa    non solo per motivi prettamente economici ma anche e soprattutto per rivivere l'esperienza  delle tradizioni che caratterizzano la gastronomia italiana
Quelle atmosfere che  fanno rimpiangere i tempi che furono quando le massaie si incontravano e fra una "Buatta" e l'altra commentavano i problemi della famiglia la società.
Nella scena del film di Luciano De Crescenze queste atmosfere vengono riprese tutte.
Non solo le "cummare " che con una precisione militare lavorano di sana lena , usano metodi tradizionali, seguendo una rituaità vecchia di secoli, e criticando metodi enfatizzando le procedure migliori ... ma anche la differenza generazionale dove le giovani generazioni vedono inutile tale lavoro, ritenendolo una perdita di tempo.....E' sintomatico la frase detta dalla figlia del protagonista " io non caisco perchè in questa casa n non dovete comprare i pomodori in scatola come fanno tutte le persone civili ".
Ed è meravigliosa ed esaustiva oltre che illuminante la risposta di Bellavista ( protagonista) che afferma " perchè sono pomodori che non mai conosciuto di persona".
In queste due battute un universo contrapposto... amore per le tradizioni contro la scarsa considerazione per le cose di un tempo e anche un senso di disperzzo e vergogna... il non volere seguire la massa come se fare l cose fatte in casa con prodotti tipici fosse una vergogna...
Pensieri da combattere e contrastare.... le tradizioni sono il" sale della  vita"
Cliccando sul link è possibile vedere il video un plauso a De Crescenzo ed a Ida Danieli sempre splenditi, con una interpretazione magistrale 

http://www.youtube.com/watch?v=I4w2ddBnZvA&feature=related

a cura di A
nna Zollo


 
Ricettario sulle conserve di stagione PDF Stampa E-mail
Venerdì 03 Agosto 2012 10:31  |  Scritto da Redazione

  

Questa piccola guida o ricettario vuole contribuire a riappropriarsi delle proprie tradizioni.

L’estate per le “massaie” ha sempre rappresentato il momento in cui conservare i prodotti dell’orto per la stagione invernale.
La stagione dove preparare confetture, marmellate, sottoaceti etc.
Alcune delle ricette seguono la preparazione tradizionale delle nonne altre invece si possono realizzare con l’ausilio di strumenti innovativi, in entrambi i casi il ruolo principe è rappresentato dagli  ortaggi e dalla frutta di stagione.
Alla fine di questo libretto è possibile anche trovare delle schede sintetiche su alcuni ortaggi ed alcuni suggerimenti per far avvicinare i più giovani alla frutta ed alla verdura.
Come oltre il loro coinvolgimento nella preparazione delle ricette, anche realizzando sul balcone, terrazzo o terreno un piccolo orto con cui divertirsi imparando la stagionalità dei prodotti.
per poterlo scaricare cliccare sul link 

 


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