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Italian sounding
Il piano straordinario Made in Italy, da 260 milioni PDF Stampa E-mail
Sabato 28 Febbraio 2015 15:24  |  Scritto da Redazione
Valorizzare l’immagine del Made in Italy nel mondo. Ampliare il numero delle imprese, in particolare le Pmi, che operano sul mercato globale. Espandere le quote italiane del commercio internazionale che hanno visto la bilancia commerciale chiudersi l’anno scorso con un avanzo record di 42,9 miliardi di euro (il miglior risultato in Europa dopo la Germania). Sostenere le iniziative di attrazione degli investimenti esteri in Italia.
Questi i principali obiettivi del Piano per la promozione straordinaria del Made in Italy e l’attrazione degli investimenti in Italia per il quale sono stati stanziati 260 milioni di euro e il cui decreto di attuazione è stato appena firmato dal Ministro dello Sviluppo economico Federica Guidi. 
Il piano è stato illustrato oggi -  nel corso della Cabina di Regia sull’Internazionalizzazione svoltasi al Mise e co-presieduta dal Ministro Guidi e dal Ministro degli Affari Esteri Paolo Gentiloni – dal Vice Ministro Carlo Calenda. Hanno partecipato il Ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Maurizio Lupi, il Ministro delle Politiche Agricole Maurizio Martina e il Sottosegretario del Ministero dei Beni e delle Attività culturali Francesca Baracciu. Alla riunione erano presenti anche i vertici di Ice, Cdp, Simest, Conferenza Regioni, Confindustria, Unioncamere, Rete Imprese Italia, Abi e Alleanza Cooperative.
GLI OBIETTIVI DEL PIANO
 
Incrementare il volume dell’export, espandendo la presenza internazionale, in particolare nei Paesi in cui il potenziale è maggiore. Si punta ad incrementare i flussi di export di beni e servizi di circa 50 miliardi di euro entro il triennio.
Aumentare il numero complessivo delle imprese esportatrici, trasformando le aziende potenzialmente esportatrici in esportatrici abituali. Negli ultimi anni il numero medio di imprese che operano con l’estero si è aggirato intorno alle 200.000: nell’ambito di tale numero, si ritiene che potrebbe crescere di circa 20.000 unità il numero delle imprese stabilmente esportatrici (tra le 70.000 circa che ne hanno le potenzialità).
Cogliere le opportunità legate alla crescita della domanda globale e all’incremento della classe media nei mercati emergenti, sempre più orientata verso modelli di consumo più vicini al modello di specializzazione produttiva dell’export italiano. Si stima una crescita della classe media mondiale di circa 800 milioni di persone nei prossimi 15 anni.
Accrescere la capacità di intercettare investimenti esteri; si punta ad ottenere 20 miliardi di dollari di flussi aggiuntivi
A. Iniziative di supporto alle PMI
Potenziamento grandi eventi fieristici nazionali, per valorizzarne sia la funzione di vetrina del Made in Italy, sia l’efficacia nella finalizzazione di business.
Piano di promozione in collaborazione con le principali catene distributive mondiali per sostenere l’ingresso dei prodotti italiani senza brand internazionale
Comunicazione
Strategia d’attacco per i mercati prioritari con una campagna intensiva di sensibilizzazione e di advertising tramite i media tradizionali e quelli più innovativi (social network e blog)
Segno distintivo unico dell’agroalimentare italiano e altri interventi in occasione di Expo 2015
Piano di valorizzazione delle produzioni di eccellenza
Attività promozionali ad ampio raggio, soprattutto in favore delle produzioni agricole ed agroalimentari, anche a tutela dei marchi e delle certificazioni di qualità ed origine.
Piano di comunicazione contro l’Italian Sounding in sinergia con i consorzi di tutela e le associazioni di produttori agroalimentari e vitivinicoli DOP ed IGP.
Roadshow per contribuire – in collaborazione con le associazioni imprenditoriali e le Camere di commercio - alla conoscenza degli strumenti a sostegno dell’internazionalizzazione, anche predisponendo specifici percorsi formativi per stimolare le capacità d’internazionalizzazione delle PMI, con particolare attenzione a quelle che, potenzialmente idonee, non hanno ancora affrontato la competizione internazionale.
Formazione e utilizzo di Temporary Export Manager per favorire l’acquisizione di competenze manageriali internazionali da parte delle PMI.
Supporto all’ e-commerce per favorire l’accesso alle piattaforme digitali e promuovere e-commerce quale nuovo canale di penetrazione commerciale.
B. Attrazione degli investimenti esteri ed assistenza agli investitori
Roadshow specificamente mirati alla presentazione delle opportunità Paese, all’assistenza tecnica all’operatore estero e al suo radicamento sul territorio.
Rafforzamento della struttura dedicata all’interno dell’ICE Agenzia con la creazione di: un sistema di Customer Relationship Management per gli investitori esteri; una piattaforma di condivisione delle informazioni sulle opportunità  di investimento in Italia; un Database degli investitori internazionali; formazione del personale.
Costituzione dei “desk” investimenti e organizzazione del primo Roadshow globale "Invest in Italy"  in raccordo con il MAECI, che tocchi le più importanti piazze finanziarie più importanti del mondo.
INTERVENTI SULLE STRUTTURE
 
È in corso una profonda riorganizzazione dell’ICE Agenzia - soprattutto per rafforzare l’orientamento all’utenza/PMI e il coordinamento dell’attività di attrazione degli investimenti – che ha già fatto registrare risultati in termini di maggiore efficienza e contenimento di costi.
Sul piano dei servizi finanziari, l’esigenza di poter disporre di una moderna ExImBank è avvertita da più parti ed è un tema attualmente all’esame del Parlamento.
AREE E PAESI FOCUS
 
Nel triennio 2015 – 2017 le attività saranno concentrate nei seguenti Paesi focus, verso cui  s’indirizzeranno prevalentemente le missioni istituzionali ed imprenditoriali:
USA e Canada, con interventi destinati alle aree provinciali più dinamiche, in cui finora le azioni promozionali sono state meno estese e meno incisive, in considerazione delle potenzialità di allargamento delle nostre quote di mercato; che saranno  Cina quale mercato con una crescita molto dinamica, Giappone paese con il quale l’Italia ha da molti anni solide relazioni economiche; i Paesi del Golfo in quanto economie che hanno subito minori contraccolpi della crisi economica mondiale; i Paesi dell’ Africa sub sahariana: Congo, Etiopia, Mozambico, Angola e dell’Asia centrale: Azerbaijan, Kazakistan per il loro valore strategico e per gli interessanti progetti infrastrutturali varati dai rispettivi Governi; Paesi dell’Alleanza del Pacifico: Messico, Colombia, Perù e Cile dove si svolgeranno le prossime missioni istituzionali; Cuba, per le recente apertura ai commerci internazionali; il sud est asiatico: Vietnam, Malesia e Indonesia, in vista della costante espansione dei loro mercati.
 
Nasce associazione "Italian Sounding" PDF Stampa E-mail
Mercoledì 25 Febbraio 2015 16:03  |  Scritto da Redazione
La Camera di Commercio Italo Tedesca, dalla Camera di Commercio italiana per la Germania, insieme a Confagricoltura, e alle Organizzazioni Conflavoratori, Promindustria, Ciao Italia, Agronomia Food GMBH, Associazione dei sommelier tedeschi DE.SA. hanno fondato
l' associazione “Italian Souning” per difendere il  Made in Italy in GERMANIA.
 
Sial, sequestro di falso Parmigiano Reggiano PDF Stampa E-mail
Martedì 21 Ottobre 2014 15:35  |  Scritto da Redazione
 Al Sial Salone Internazionale dell'Alimentazione a Parigi, il Consorzio parmigiano reggiano ha scoperto e fatto sequestrare dalle forze di polizia locali
  7 prodotti riportanti o evocanti il nome e il marchio  identificativo del parmigiano Italiano Dop.
 
 
 
Scoperta in Italia associazione a delinquere che commercializzava wine kit PDF Stampa E-mail
Venerdì 22 Agosto 2014 09:14  |  Scritto da Redazione
I Carabinieri del nucleo antifrodi di Parma e dalla Procura di Reggio Emilia con la collaborazione dell'Agenzia delle dogane hanno scoperto una centrale di imbottigliamento e commercializzazione di vino in Polvere Wine Kit.
E'stato quindi sdoganata il fatto che i wine kit fossero prodotti all'estero e non in Italia.
Per un   valore complessivo finora accertato della frode è di oltre 28 milioni di euro.
I vini avevano come etichetta riferimento   24 vini italiani Dop e Igp tra i più noti.
 
Fda, Food and Drug Administration mettono sotto attacco i prodotti caseari di eccellenza Italina PDF Stampa E-mail
Martedì 17 Giugno 2014 09:51  |  Scritto da Redazione
 
La Fda, Food and Drug Administration evidenziano la scarsa igienità del Parmigiano secondo le loro consideraziini i prodotti potrebbero essere contaminati da batteri trattenuti dalle porosità del materiale ( spesso legno ) che però sono necessari per garantire la qualità intrinseca del prodottome che lo rende unico
 
DA CIBUS LE INDICAZIONI PER AUMENTARE L’EXPORT ALIMENTARE PDF Stampa E-mail
Mercoledì 07 Maggio 2014 21:21  |  Scritto da Redazione
 La seconda giornata della fiera dedicata ai rapporti con la grande distribuzione estera – Il Vice Ministro dell’Agricoltura Andrea Olivero: Cibus prova generale di Expo 2015
 
 (Parma 6 maggio 2014) – L’export alimentare italiano può aumentare dagli attuali 26 miliardi a 70 miliardi di euro nello spazio di circa 10 anni ed il food made in Italy può uscire dalla catalogazione di nicchia per diventare un prodotto acquistato quotidianamente o quasi. E’ quanto emerge dalla seconda giornata di Cibus, che ha dato spazio al rapporto tra produttori alimentari e grande distribuzione, italiana ed estera.
 
Per esportare di più, le strategie sono diverse, come ha dichiarato Antonio Cellie, Ceo di Fiere di Parma, intervenendo al convegno sulla promozione del made in Italy organizzato da Gruppo Food e Fiere di Parma: “Noi di Cibus abbiamo pensato che la cosa migliore fosse portare le imprese italiane ad incontrare i buyer della distribuzione estera direttamente dentro i loro punti vendita. E di questo rapporto diretto hanno beneficiato sia le imprese sia Cibus”. Oltre alla grande apertura registratasi nei mercati europei ed americani è indubbio che la domanda di food made in Italy sia prepotente anche dall’Asia, e quindi dal Giappone, dove il prodotto italiano è già molto conosciuto, ma anche dalla Cina e da tutti i Paesi del Sud Est Asiatico. “Co-organizzeremo la grande fiera alimentare di Pechino in novembre – ha detto ancora Cellie – portando almeno 300 imprese italiane ad esporre, grazie alla partnership con Anuga/Fiera di Colonia e Federalimentare, replicando quindi la partecipazione di successo alla fiera alimentare di Bangkok lo scorso anno. E questo modello andremo a seguire ed ampliare nei prossimi mesi, cioè sostenere i nostri clienti all’interno delle fiere più consolidate nei mercati obiettivo non dispendendo risorse in costose start up o rischiose acquisizioni.”.
 
Nel corso del convegno citato è stata presentata una ricerca della Bain&Company sull’export italiano in cui è stato ricordato che la classifica dei Paesi che importano quote maggiori di cibo italiano vede nell’ordine: Germania, Usa, Francia, Regno Unito, con una crescita notevole di Cina, Russia e Brasile. “Va ricordato che l’Italia esporta un prodotto di qualità – ha sottolineato Andrea Petronio di Bain&Company – e quindi analisi e paragoni devono tener ben presente questo dato. Il consiglio alle imprese italiane è quello di individuare i mercati prioritari, evitando dispersioni, di studiare bene i comportamenti di consumo locali, e di individuare il modello distributivo più confacente, scegliendo tra un intervento nel nuovo mercato tramite distributori locali, oppure tramite partnership locali, oppure con un rapporto diretto ed autonomo”.
 
Un’altra opportunità per presentare e vendere il food italiano è dato dal web e dal commercio elettronico. Per esempio in Giappone opera “Shop Italia Mia” per acquistare i prodotti italiani, mentre l’applicazione “Be my eye” consente a qualsiasi consumatore di diventare un “occhio” per le aziende che vogliano verificare in Italia e all’estero il posizionamento sui punti vendita del proprio prodotto o le caratteristiche delle proprie categorie.
 
Al convegno sono intervenuti i manager commerciali di diverse catene estere, tra cui la Central Food Retail della Tailandia, la Hakuhodo del Giappone e Metro Canada, che hanno confermato la grande domanda del prodotto alimentare italiano.  
 
Presente oggi a Cibus Andrea Olivero Vice Ministro per le Politiche Agricole che ha detto nel corso di un incontro stampa che “i dati positivi che emergono nei primi due giorni di Cibus rappresentano un’ottima prova generale per Expo 2015”. Il Vice Ministro ha anche ribadito l’intenzione del Governo di lanciare un marchio “made in Italy” ed ha annunciato una piattaforma realizzata tra Ministero, Google e l’Associazione dei Consorzi di Tutela Aicig: poiché risulta che il food è la categoria maggiore delle ricerche alla voce “made in Italy”, è stato inserito un atlante-sul sito www.google.it/madeinitaly-in cui sono inseriti tutti i prodotti certificati.
 
Tra i tanti segnali positivi che provengono da Cibus c’è la partnership tra Slow Food ed una nota casa produttrice di parmigiano reggiano che porta sugli scaffali della grande distribuzione un abbinamento tra parmigiano e prodotti “presidi” di Slow Food, come le composte di agrumi, il miele ed altro ancora.
 
Grande interesse ha suscitato il convegno “Horizon” organizzato da Federalimentare da cui è emerso che l’Italia produce forse il cibo migliore del mondo, ma moltissime imprese non riescono a trasformare come potrebbero la qualità in competitività. La sfida è riuscire a innovare i processi produttivi per restare al passo con i cambiamenti nelle tecnologie, nelle normative, nelle preferenze dei consumatori. Allo stesso tempo, c’è un settore forte della ricerca pubblica che lavora nell’agroalimentare, ma fa fatica a collaborare con le imprese per affrontare le sfide del mercato.
 


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