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Italian sounding
Mozzarella Sorrento... un caso di Italian Sounding? PDF Stampa E-mail
Venerdì 10 Gennaio 2014 16:26  |  Scritto da Redazione
Un caso che sta facendo discutere è quello della Mozzarella Sorrento (della lactis sorrento, ora Galbani). Infatti, da alcuni giorni i giornali stanno riportando in modo molto eclatante il caso dell'acquisizione da parte della galbani della Sorrento Lactalis
Sorrento un marchio molto conosciuto negli USA, ma in tutta questa gioia non è che è passato in secondo piano il potenziale caso di italian sounding? Sorrento è anche una delle principlali aree turistiche italiane quindi sorrento come identificativo italiano o nominativo di una familgia itlao americana?
La Sorrento Lactalis è nata dalla  «Sorrento cheese company». Il titolare Louis Russo nel 1947 decise di aprire nelloo Stato di New York  la Sorrento cheese company. In quegli anni non esistevano le norme odierne per evitare un italian sounding. Quindi un caso aperto che farà discutere


 
Falso Pecorino Romano scoperto alla fiera di Colonia PDF Stampa E-mail
Venerdì 11 Ottobre 2013 17:00  |  Scritto da Redazione
E' stato scoperto durante  la fiera  Fiera internazionale “Anuga” di Colonia del  falso 'Pecorino Romano' prodotto da una ditta statunitense.
Nel caso di quanto sequestrato a Colonia il falso è evidente: poiché 'Made in Usa' non si può trattare di Pecorino Romano e, quindi, questo nome non può essere utilizzato nell'etichetta". Secondo l'assessore si tratta dunque di una truffa che danneggia non solo l'immagine del prodotto in questione e, quindi, del comparto lattiero-caseario sardo ma, più in generale, delle produzioni tipiche della Sardegna: 
 
Vino Mafiozo PDF Stampa E-mail
Giovedì 26 Settembre 2013 21:26  |  Scritto da Redazione
Prima ad Oslo ed ora in Italia è scoppiato il caso del vino Mafiozo. Sull'etichetta di questo vino "tarocco"   spiccano la foto di Lucky Luciano Zinfandel seguita da ‘Salento - Indicazione geografica protetta’
Questo caso ha fatto infuriare la Regione Puglia che chiede ora i danni 
 
Prosecco, prosek la guerra è aperta PDF Stampa E-mail
Venerdì 23 Agosto 2013 17:19  |  Scritto da Redazione
Ancora casi di omonomia, o itlaina soundig. La commissione europea è in questi giorni chiamata a decidere sulla  attribuzione del termine prosek per il vino croato, senza inficiare le attribuzioni del prosecco italiano. Infatti le norme sul vino impedirebbero l'utilizzo del temine prosek una volta che la croazia entra nella UE.
Non si tratta di vini uguali ma differenti per tipo ed uso delle uve oltre che preparazione
 
Gli estimatori della Nutella in rivolta per la Nugtella... PDF Stampa E-mail
Mercoledì 21 Agosto 2013 17:02  |  Scritto da Redazione
Che i marchi dei prodotti itlaini fossero i più contraffatti in Italia era risaputo, ma che sio utilizzassero marchi per " spacciare marijuana" è troppo. In  California la  società americana Organicares di San José ha creato la   Nugtella, crema alla nocciola con aggiunta di marijuana. La ditta ha tenuto a confermare che si tratta di un prodotto acquistabile solo sotto prescrizione medica. Anche se il la confezione della Nugtella è uguale, per dimensioni, grafica e colori, ancora nessun commento dalla Ferrero, di certo il web però si è scatenato. Troppi sono gli estimatori della Nutella Italiana, che seocndo alcuni, già crea dipendenza tanto che è buona.
 
Il falso made in Italy sui mercati esteri vale 60 miliardi di euro PDF Stampa E-mail
Lunedì 19 Agosto 2013 16:01  |  Scritto da Redazione
















La filiera agricola e agroalimentare italiana ha ancora enormi potenzialità da esprimere. Grazie alla grande qualità dei suoi prodotti, infatti, non ha nessuna paura della globalizzazione, ma ha bisogno di una politica moderna che sappia difenderla e promuoverla nei modi più adeguati.
 È la richiesta che arriva da tre operatori del settore agroalimentare ospiti del terzo incontro dell'edizione 2013 di "Economia sotto l'ombrellone", sabato 17 agosto, a Lignano Pineta: Claudio Bressanutti, direttore di Coldiretti Pordenone; Cristian Specogna contitolare delle tenute vitivinicole Specogna e Toblar; Marco Tam, presidente di Greenway agricola, che ha costruito e gestisce la centrale a biogas di Bertiolo (Ud).

Il prodotto agricolo e agroalimentare italiano, infatti, come spiegato dai tre relatori, è molto richiesto all'estero, ma soffre della concorrenza sleale di prodotti che imitano quelli italiani. Basti dire che il valore dei prodotti italian sounding o del dumping agroalimentare, venduti sui mercati esteri, ma non di origine italiana, è pari a 60 miliardi di euro annui, a fronte di un'esportazione complessiva di prodotti agroalimentari realmente italiani che ammonta a 20 miliardi annui. Si tratta di un enorme danno, non solo economico, ma anche di immagine, perché le produzioni agroalimentari italiane rispettano norme e discipline molto più stringenti di quelle seguite da chi all'estero le imita.

In allegato foto in bassa dei relatori dell'incontro (da sinistra Marco Cinello, consigliere comunale Lignano, Marco Tam, Cristian Specogna, Claudio Bressanutti e il moderatore Carlo Tomaso Parmegiani); per scaricare foto in alta cliccare sul seguente link:

http://www.eoipso.it/include/comunicati/getfile.cfm?file_ID=1230

Oltre alla politica di difesa, che deve partire in primis dalle norme sull'etichettatura di provenienza, e a quella di promozione dei prodotti italiani, che deve avere metodi e competenze adeguati, utili a creare identità territoriali riconosciute nel mondo e non disperdersi in mille rivoli -secondo i relatori-, serve anche un maggior controllo della filiera, che vada dal campo ai banchi dei supermercati. La quasi totale mancanza di catene di distribuzione in mani italiane e la crescente acquisizioni di aziende agroalimentari italiane da parte di grandi player stranieri sono, in questo senso, molto preoccupanti e fanno prevedere un futuro in cui l'Italia rischia di non avere più il controllo sul proprio settore agroalimentare.

Pur scontando questi problemi, l'agricoltura italiana vive una fase di lieve crescita (+0,1% nel primo trimestre 2013) e registra, accanto alla creazione di nuovi posti di lavoro, l'avvicinarsi di molti giovani al settore (+ 9% di occupati under 35). «Credo che il momento positivo dell'agricoltura sia legato da un lato al fatto che nel nostro settore la crisi era arrivata prima e quindi, probabilmente, abbiamo cominciato prima a uscirne -ha sostenuto Bressanutti-, dall'altro al fatto che i giovani stanno vivendo un cambiamento culturale e vedono nell'agricoltura un futuro possibile. L'arrivo dei giovani è un fatto positivo che il mondo agricolo deve saper cogliere utilizzando adeguatamente le nuove idee e le nuove energie che i giovani portano con sé».

 

Per Specogna, imprenditore di soli 26 anni, «l'avvicinamento dei giovani all'agricoltura nasce sia da un bisogno di concretezza avvertita dopo anni di economia basata principalmente sulla speculazione finanziaria, sia dalla difficoltà nel trovare lavoro in altri settori; da qui la disponibilità anche ai lavori stagionali che fino a pochi anni fa erano terreno di conquista per la manodopera straniera. Sono comunque convinto - ha aggiunto - che nonostante le difficoltà poste da una burocrazia opprimente e dalle lentezze del sistema Italia, i giovani in futuro potranno trovare grandi soddisfazioni nell'agricoltura e aiutare l'Italia a recuperare un paesaggio rurale dignitoso e che si stava perdendo».

«Le sole agroenergie negli ultimi anni hanno creato oltre 13mila posti di lavoro -ha chiarito Marco Tam- e sono convinto che nel settore agricolo italiano ci sia ancora molto spazio di crescita. Credo, inoltre, che la crisi stia facendo cambiare l'attenzione dei giovani all'agricoltura: oggi non lo considerano più un settore di «serie b» e si rendono conto che attraverso un'adeguata preparazione possono portare in questo settore nuove competenze e nuove energie». Il settore del biogas in Italia è attualmente composto da circa duecento impianti per circa 900 megawatt di energia prodotti.

Se è innegabile l'importanza crescente del settore delle agroenergie per l'agricoltura italiana, Bressanutti ha tenuto a sottolineare che, proprio in una prospettiva di crescita, servono normative adeguate che consentano lo sviluppo del settore, senza sottrarre terreni all'utilizzo tradizionale per la produzione di derrate alimentari. «In tal senso - ha affermato il direttore di Coldiretti Pordenone - bisogna considerare che dal 1990 al 2011 l'Italia ha perso cinque milioni di ettari destinati a coltivazioni, passando da 18 milioni a 13 milioni. Diventano, dunque, essenziali leggi che tutelino il suolo e piani energetici che regolino nella maniera adeguata la produzione di agroenergie" stimolando, in questo, campo l'uso maggiore degli scarti delle lavorazioni agricole e un uso minore di coltivazioni dedicate».

Non poteva mancare nel dibattito il versante agriturismo con le sue derivazioni, cicloturismo, ippoturismo e turismo eno-gastronomico. I tre ospiti si sono detti concordi sul fatto che lo sviluppo turistico rappresenti un'enorme opportunità per il mondo agricolo e per l'Italia in generale, vista anche la difesa dell'ambiente che tali attività comportano. Comune, però, anche il rilievo sulla necessità di una strategia più attenta e di una programmazione maggiore nel coltivare le varie forme di turismo legate alla riscoperta del territorio rurale. Il turismo enogastronomico, ad esempio, attira in tutta Italia circa 4,5 milioni di turisti per un indotto di circa 5 miliardi di euro; numeri importanti, ma che sono nettamente inferiori ai sei milioni di turisti attratti dalla sola Napa Valley (California). E per liberare queste potenzialità ancora inespresse sono più che mai necessari un coordinamento generale, in collegamento anche con le località turistiche tradizionali, e politiche adeguate.

 

Il quarto e ultimo appuntamento con "Economia sotto l'ombrellone" si svolgerà sabato 24 agosto alle 18.30 al PalaPineta Parco del Mare a Lignano Pineta (Ud) e avrà come tema gli investimenti. Ingresso libero.

Sabato 24 agosto
Dove investire nell'anno che verrà

Mario Bianchi Dissette - Specialista risparmio, investimenti e previdenza Cassa di Risparmio del Fvg
Mario Fumei - Consulente finanziario Banca Fineco
Michele Cortese - Responsabile Mercato dei Capitali Settore Pubblico - Société Générale Corporate & Investment Banking

 


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