Frodi alimentari

Martedì
20 febbraio 2018
  
Iscriviti alla newsletter per ricevere le notizie e gli aggiornamenti di frodialimentari direttamente nella tua casella email

  

Cerca   
Dimensione testo
  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size
Contraffazione
ANIMALI: ESEGUITE NUMEROSE PERQUISIZIONI E ISPEZIONI NELLE STALLE DEL SENESE PDF Stampa E-mail
Mercoledì 01 Giugno 2016 15:04  |  Scritto da Redazione
Eseguiti anche prelievi ematici e sequestrati farmaci sospetti, quattro gli indagati
COMANDO PROVINCIALE DI SIENA
 
Siena, 31 maggio 2015 – Il Nucleo Investigativo del Corpo Forestale dello Stato di Siena questa mattina ha dato esecuzione ad un decreto del Sostituto Procuratore della Repubblica Dott. Aldo Natalini finalizzato all’ispezione di due siti di detenzione cavalli della provincia di Siena ed alla perquisizione delle abitazioni facenti capo ai quattro soggetti indagati, tra cui un veterinario residente fuori provincia e tre fantini.   Le delegate attività di polizia giudiziaria, condotte a partire dalle ore 05:30 di questa mattina, hanno visto impegnate 25 unità di personale del Corpo Forestale dello Stato, coadiuvati da due medici veterinari del Direzione Generale per la Promozione della Qualità Agroalimentare e dell’Ippica, Anagrafe Equina e benessere animale del cavallo sportivo, del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali (già UNIRE): organismo preposto, tra l’altro, alla gestione del libro genealogico dei cavalli sportivi e delegato agli accertamenti sull’identità degli equidi. Le perquisizioni hanno avuto ad oggetto la ricerca di farmaci dopanti o comunque di sostanze vietate. Contestualmente sono stati effettuati anche prelievi ematici su tutti i cavalli presenti nei luoghi ispezionati finalizzati all’accertamento della loro identità ed all’effettuazione di analisi antidoping. Complessivamente sono stati oggetto di analisi 61 cavalli da corsa, sia Anglo Arabi che Purosangue, anche estranei all’Albo dei cavalli da Palio.   Sono stati rinvenuti e sequestrati alcuni farmaci sospetti, sui quali sono già stati avviati accertamenti che saranno curati dai laboratori delegati dalla Procura di Siena.   Sulla base di fonti investigative, sono stati anche eseguiti saggi sui terreni ispezionati al fine di rinvenire eventuali seppellimenti illegali di cavalli, senza comunque trovare riscontro.   L’operazione odierna è stata disposta nell’ambito dell’indagine già aperta dalla Procura della Repubblica di Siena nell’estate scorsa per falsificazione dei passaporti identificativi, a seguito dell’accertato scambio di cavalli Anglo-Arabi con Purosangue (categoria non ammessa al Palio di Siena). Nel luglio 2015 tre cavalli furono sottoposti a sequestro probatorio.   Nelle ultime settimane uno dei cavalli sequestrati è deceduto in fase di allenamento in sito diverso dal luogo della custodia giudiziale, donde la contestazione anche del reato di violazione di sigilli e frode processuale.   Le altre ipotesi di reato sono falso ideologico per soppressione, falso in atto pubblico in danno della Commissione veterinaria del Palio di Siena (Palio 2014 e Palio 2015), maltrattamento ed uccisione di animali, commercio ed impiego di farmaci non consentiti.
 
FEDERALIMENTARE E CIBUS LANCIANO OGGI IL PRIMO OSSERVATORIO SULL'ITALIAN SOUNDING PDF Stampa E-mail
Sabato 14 Maggio 2016 13:50  |  Scritto da Redazione
L'industria alimentare italiana in prima fila per il contrasto del fenomeno. Bruxelles si svegli ed irrigidisca le norme
 
(Parma, 12 maggio 2016) - È stato lanciato oggi in chiusura di Cibus il primo Osservatorio Internazionale sull’Italian Sounding Alimentare. L’Osservatorio, nato dall’impegno di Federalimentare e Fiere di Parma, è il primo atto concreto a testimonianza del potenziamento del Salone internazionale dell’alimentazione, previsto anche nel rinnovo del contratto fra Federalimentare e Fiere di Parma per il decennio 2016-2026, che vedrà sempre più Cibus come piattaforma per la promozione e la salvaguardia del Made in Italy nel mondo.
 
L’Italian Sounding è una fra le più subdole forme di comunicazione ingannevole per il consumatore, è un fenomeno non facilmente contrastabile e si riferisce all’attribuzione ad un prodotto di un'origine italiana che in realtà non ha. Una falsa evocazione di italianità mediante bandiere, foto, nomi posti su prodotti in realtà non fabbricati in Italia. Un giro d’affari, e quindi un relativo danno per il vero Made in Italy, che in passato è stato stimato sui 60 miliardi di euro, un valore che però oggi appare decisamente inappropriato.
 
“Se pensiamo che solo in America il fenomeno vale circa 23 miliardi (7 prodotti su 8 sono venduti come italiani ma non lo sono) - dice Luigi Scordamaglia, Presidente di Federalimentare e coordinatore dell’Osservatorio – ecco che il valore complessivo e quindi il danno economico per l’industria alimentare italiana è ben più alto”.
 
L’Osservatorio sull’Italian Sounding studierà questo fenomeno ben identificabile ma non adeguatamente approfondito, avvalendosi della consulenza scientifica di un advisor di livello in ambito studi/osservatori, e a dati di fonti accreditate. Analizzerà le modalità e le tipologie del fenomeno, ma soprattutto monitorerà i mercati geografici e i canali, dove e attraverso cui l’Italian Sounding  prolifera. L’obiettivo finale di questo innovativo percorso di tutela dei nostri prodotti, che sarà sviluppato anche attraverso tutte le possibili sinergie con Ice e con le autorità competenti, sarà quello di favorire interventi repressivi e legali mirati per fermare il dilagare del finto prodotto italiano. Un primo rapporto dell'Osservatorio verrà presentato in occasione di Cibus Connect 2017.
 
“Questa è una battaglia di tutto il sistema Italia e di tutta la filiera agroalimentare e l'industria alimentare del nostro Paese vuole essere in prima fila a combatterla” continua Scordamaglia.
 
L’industria alimentare italiana auspica da tempo che Bruxelles intervenga contro il fenomeno. In tal senso è positivo che Parlamento europeo abbia approvato una risoluzione finalizzata a fermare l'inganno dei prodotti alimentari stranieri spacciati per Made in Italy auspicando l'indicazione obbligatoria del Paese d'origine o del luogo di provenienza per alcuni prodotti alimentari. E’ questa la strada, dichiara Scordamaglia, una norma comunitaria valida per tutti a cui non possono sfuggire i furbetti degli altri paesi mentre una norma nazionale solo italiana non raggiungerebbe lo scopo anzi sarebbe controproducente.
 
GdF sequestri di cibo mal conservato PDF Stampa E-mail
Giovedì 05 Maggio 2016 09:09  |  Scritto da Redazione
La guardia di Finanza dell'Aquila ha posto sotto sequestro   900 kg di prodotti alimentati detenuti
in cattivo stato di conservazione. 
 
Mucca pazza: scoperto un caso sospetto di BSE in una mucca in Francia PDF Stampa E-mail
Martedì 22 Marzo 2016 23:19  |  Scritto da Redazione
Torna l’incubo della “mucca pazza” in Europa o è solo un caso isolato? Perché la BSE dopo un lungo tempo dall’ultima segnalazione è stata scoperta in una mucca, in particolare, in un animale da macello nelle Ardenne. Tuttavia, le autorità sanitarie avrebbero già chiarito che non ci dovrebbe essere alcun rischio per i consumatori. Si tratta della prima volta dal 2004 che un caso di BSE (encefalopatia spongiforme bovina) non veniva registrato ufficialmente in un bovino in Francia. L’animale proveniente dal circondario delle Ardenne non presentava segni di malattia clinica, come ha comunicato il Ministero dell'Agricoltura oggi martedì 22 marzo. Il quadrupede sarebbe morto a metà di marzo nell'azienda agricola ed il 17 marzo ha subito un test rapido. Dal momento che questo era stato positivo, le autorità hanno immediatamente effettuato le verifiche opportune. La conferma della o non presenza della BSE dovrebbe avvenire negli otto-dieci giorni. Un campione è stato inviato in Gran Bretagna dove sarà analizzato dal laboratorio di riferimento in Europa su questa malattia. In attesa, come misura preventiva, all'allevatore è stata notificata un'ordinanza prefettizia con cui si comunica che la mandia composta da 400 animali è stata posta "sotto sorveglianza" vietando la circolazione degli animali in questione di fuori dell'azienda. La BSE (in inglese Bovine Spongiform Encephalopathy), o encefalopatia spongiforme bovina è una malattia neurologica cronica, degenerativa e irreversibile che colpisce i bovini causata da un prione, una proteina patogena conosciuta anche come "agente infettivo non convenzionale".Il morbo è diventato noto all'opinione pubblica come morbo della mucca pazza (in inglese MCD, mad cow disease). La BSE fa parte di un gruppo di malattie denominate encefalopatie spongiformi trasmissibili (TSE) che colpiscono diverse specie animali, compreso l'uomo. L'infezione da animale ad animale è ritenuta improbabile. Per motivi precauzionali la BSE atipica è stata trattata come se fosse la versione classica e prese appropriate misure in applicazione della normativa dell'UE che prescrive queste procedure precauzionali. In generale, nel contesto della protezione dei consumatori nella macellazione di bovini vengono rimossi materiali a rischio come il cervello e il midollo spinale che vengono distrutti professionalmente. Negli ultimi otto anni a  tutti gli animali macellati inoltre vengono eseguiti i test rapidi per la BSE. L'epidemia è stato rilevata per la prima volta in Gran Bretagna nel 1986. Causa principale della trasmissione della BSE classica è, secondo lo stato attuale delle conoscenze, l'alimentazione di carne contaminata ed ossa. In Francia, l'infezione potrebbe essere dovuto al sostituto del latte secondo il Ministero. Siccome ci muoviamo in una dimensione europea quando si tratta di alimentazione ed in particolare del commercio di carni, rileva Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, è necessario che le autorità europee monitorino attentamente in casi del genere l’evolversi della situazione, mentre alle autorità sanitarie italiane spetta il difficile compito di verificare puntualmente che lo stock di carne da cui proviene il bovino contagiato non venga commercializzato anche nel Nostro Paese, ciò anche a tutela e protezione dei consumatori e per non destare facili allarmismi.
 
Whisky killer: 22 mort PDF Stampa E-mail
Martedì 22 Marzo 2016 23:18  |  Scritto da Redazione
Whisky killer: 22 morti e diverse persone intossicate in Pakistan per alcol adulterato. Il liquore è un prodotto di contrabbando chiamato “Moonshine”.
 
Oltre 22 persone sono morte ed altre 20 sono state intossicate e ricoverate in ospedale nel sud del Pakistan dopo aver consumato un superalcolico adulterato. Tra le vittime ci sono anche alcune donne. E' successo ieri sera nella Karimabad Coloni a Tando Muhammad Khan, nei pressi della città di Hyderabad. Il liquore come il whisky, chiamato 'moonshine', è un prodotto locale di contrabbando abbastanza popolare nell'area. La polizia sta indagando su alcune distillerie clandestine che avrebbero avuto la copertura delle autorità locali. Due persone sono state arrestate. Nel frattempo i familiari delle vittime sono scesi in strada e per protesta hanno bloccato una strada principale. Accusano la polizia di 'complicità' con le organizzazioni criminali che producono il whisky killer. Per Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, questi fatti c’inducono ad invitare tutti i nostri connazionali che si trovano in quell'area del Paese a prestare molta attenzione a cosa viene versato nel bicchiere.
 
pezzi di vetro nella birra "CORONA EXTRA". PDF Stampa E-mail
Giovedì 10 Marzo 2016 22:46  |  Scritto da Redazione
USA: pezzi di vetro nella birra "CORONA EXTRA". Alcuni lotti del prodotto sono stati ritirati negli Stati Uniti
 
 Amanti della birra attenzione. La popolare birra, Corona Extra, sta per essere richiamata perché sono stati trovati pezzi di vetro. I lotti interessati sono il  numero " A116A074 e A256C148 ", distribuita negli Stati Uniti dalla Constellation Brands Division Birra che ha proceduto ad un richiamo volontario. "Questa procedura riguarda un numero limitato di bottiglie di birra potenzialmente interessate e rappresentando meno di un decimo della bottiglie di birra Corona 12 once trasparenti extra immesse sul mercato", ha dichiarato la società in un comunicato stampa. Si raccomanda alle persone che detengono prodotti appartenenti al lotto sopra descritto di non consumare e distruggerli, o di chiederne il rimborso. L'allerta in questione, sottolinea Giovanni D’Agata presidente dello “Sportello dei Diritti" risulta pubblicata sul siti istituzionali del governo che si occupano di allerte alimentari. La nostra associazione, quindi, dato anche il risalto che ha avuto questa notizia al di là dell'oceano, ritiene utile informare anche i nostri connazionali che si trovano all'estero e che non potrebbero essere messi a conoscenza in virtù della circostanza che l'allerta è indicata in lingua inglese. Il fatto è grave e merita un approfondimento. È chiaro che nell'episodio si può ravvisare un vero e proprio pericolo per la salute pubblica perchè non è certo il numero degli episodi o dei soggetti coinvolti. Per questo occorre che le autorità indaghino per evitare che altri consumatori, magari più disattenti, possano procurarsi seri danni fisici anche perchè non si è a conoscenza se questi lotti della birra sono distribuiti anche in Italia.
 
 
 
 
 
  
 


<< Inizio < Prec. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 Succ. > Fine >>

Banner

Pubblicità

Pubblicità

Banner