Frodi alimentari

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Contraffazione
Contraffazione prosciutto Parma e San Daniele, 7 imprenditori sui 29 agli arresti domiciliari PDF Stampa E-mail
Domenica 30 Luglio 2017 16:59  |  Scritto da Redazione
Novità in merito al caso dei prosciutti  Dop Parma e San Daniele
Ai 29 imputati è stato contestato il  reato di contraffazione di indicazioni geografiche
 o denominazioni di origine dei prodotti alimentari, frode nell'esercizio del commercio,
 truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche   una contravvenzione per violazione del testo unico sull’ambiente. 
Sono ben 7 gli imprenditori agli arresti domiciliari. Il caso è stato scoperto nel 2016 grazie all' Icqrf, si contestano l'utilizzo di verri danesi oltre al mancato rispetto del disciplinare di produzione
 
Nas sequestrate 9000 tonnellate di proteine animali trasformate PDF Stampa E-mail
Martedì 16 Maggio 2017 16:09  |  Scritto da Redazione
Carabinieri del NAS e Dogana intercettano finti mangimi per animali: presso il porto della Spezia sequestrati container contenenti oltre 9.000 tonnellate di proteine animali trasformate, illecitamente dichiarate quali mangimi composti o concimi organici ed inviate verso l’estero
 
Riso: pronto decreto per origine obbligatoria in etichetta PDF Stampa E-mail
Giovedì 13 Aprile 2017 20:01  |  Scritto da Redazione
Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali rende noto che si è svolta oggi a Roma la riunione del tavolo di filiera del riso, alla presenza del Ministro Maurizio Martina. Alla riunione erano presenti l'assessore all'agricoltura della regione Piemonte Giorgio Ferrero, l'assessore all'agricoltura della regione Veneto Giuseppe Pan, le principali organizzazioni agricole, i rappresentanti dell'industria e l'Ente nazionale risi. L'incontro ha avuto al centro l'analisi dell'andamento di mercato del settore e la crisi dei prezzi, fortemente influenzata dalle importazioni a dazio zero di riso nell'Unione europea dai Paesi PMA. Il Ministro Martina ha proposto un primo piano di interventi articolato in 5 azioni a tutela del reddito dei produttori agricoli di riso e per la valorizzazione delle produzioni italiane e europee. 
 
"Vogliamo introdurre - ha dichiarato il Ministro Martina - l'obbligo di indicazione dell'origine del riso in etichetta. Lo chiediamo a livello europeo e, in accordo con il Ministro Calenda, siamo pronti a sperimentare questo strumento in Italia. Oltre l'80% dei cittadini che hanno partecipato alla nostra consultazione pubblica ci chiede informazioni chiare sulla provenienza di questo prodotto. Per rispondere alla crisi del riso che sta mettendo in difficoltà migliaia di agricoltori in tanti nostri territori chiediamo alla Commissione Ue di fermare le importazioni a dazio zero che hanno creato uno squilibrio di mercato evidente, peraltro senza generare effetti positivi per i piccoli produttori dei paesi asiatici dai quali importiamo. Chiediamo l'attivazione urgente della clausola di salvaguardia. Allo stesso tempo siamo pronti ad estendere anche al settore risicolo la sperimentazione dell'assicurazione agevolata salva ricavi, come fatto per il grano. Può essere uno strumento concreto di protezione del reddito a fronte di forte oscillazioni dei prezzi delle materie prime. Per sostenere il settore investiremo 2 milioni di euro sulla promozione delle qualità del riso". 
 
In particolare gli strumenti messi in campo dal Ministero sono i seguenti.
 
1     ETICHETTATURA D'ORIGINE OBBLIGATORIA PER IL RISO - PRONTO DECRETO
Grazie all'accordo tra il Ministro Martina e il Ministro dello sviluppo economico Carlo Calenda è pronto uno schema di decreto per la sperimentazione dell'obbligo di indicazione dell'origine in etichetta per il riso. Il provvedimento prevede che sull'etichetta del riso devono essere indicati il Paese di coltivazione del riso e quello di trasformazione. Le indicazioni sull'origine dovranno essere apposte in etichetta in un punto evidente e nello stesso campo visivo in modo da essere facilmente riconoscibili, chiaramente leggibili ed indelebili.
 
2     RINNOVO RICHIESTA ATTIVAZIONE DELLA CLAUSOLA DI SALVAGUARDIA 
Alla luce dell'andamento dei prezzi del riso e dell'aumento delle importazioni a dazio zero dai Paesi PMA il Mipaaf è pronto ad integrare il dossier già aperto con la Commissione per rinnovare la richiesta di attivazione della clausola di salvaguardia prevista dal regolamento UE n. 978/2012. Dal monitoraggio del comparto, infatti, si evidenziano almeno due nuovi elementi oggettivi, che determinano ulteriori effetti negativi, aggravando la situazione di difficoltà. Nello specifico, si tratta del costante trend negativo registrato sulle principali piazze nazionale ed anche europee delle quotazioni del risone. Inoltre, c'è un oggettivo incremento degli stock, sia a livello UE (546.000 ton. +24% dal 2014/15) sia a livello nazionale (260.111 ton. +45% dal 2015/16): variabili queste ultime che determinano un'azione sinergica negativa, deprimendo ulteriormente il mercato. Questi dati verranno integrati in tempi rapidi al dossier per il rinnovo della richiesta di attivazione della clausola.
 
3    LETTERA AL COMMISSARIO UE HOGAN E AI MINISTRI DEI PAESI PRODUTTORI
Per sostenere l'attivazione della clausola di salvaguardia e per contribuire alla riforma del regolamento 978/2012 il Ministro Maurizio Martina ha disposto l'invio di comunicazioni al Commissario Ue Phil Hogan e ai Paesi Produttori.
Nella lettera al Commissario il Ministro evidenzia, come già fatto in occasione della riunione bilaterale con lo stesso Hogan a Verona, la necessità di attivare la clausola e di dare risposte concrete ai risicoltori europei e italiani in particolare. In particolare si sottolinea la necessità di una revisione del regolamento 978/2012 in modo da prevedere meccanismi più forti di tutela dei redditi dei produttori. Nelle more si chiede l'attivazione di contingenti quantitativi alle importazioni di riso a dazio zero dai PMA.
Il Ministro, per costruire un asse politico forte a sostegno della richiesta dell'attivazione della clausola, ha inviato una richiesta formale di sostegno a tutti i Paesi produttori: Portogallo, Spagna, Francia, Grecia, Romania, Bulgaria. Nella comunicazione si fa riferimento alle richieste del "Primo forum del riso europeo", tenutosi a Milano il 20 febbraio 2017, dove tutti i rappresentanti dei Paesi hanno sostenuto l'iniziativa dell'Italia a difesa del settore e si sono impegnati, con uno sforzo comune, a rafforzare l'azione propositiva degli operatori della filiera dell'Unione.
 
4     SPERIMENTAZIONE POLIZZA RICAVI PER IL SETTORE RISICOLO
Il Ministero si impegna ad estendere la sperimentazione della polizza ricavi, avviata per il settore del grano, anche alla filiera risicola. Attraverso questo strumento, un produttore agricolo di riso potrà sottoscrivere la polizza ricavo, pagando un premio alle assicurazioni che viene coperto per il 65% dall'agevolazione del Ministero. Nel caso il ricavo scenda del 20% rispetto alla media triennale del ricavo per ettaro, l'agricoltore riceverà dalla compagnia assicurativa un indennizzo per la perdita di reddito.
 
5     PROMOZIONE - STANZIAMENTO DI 2 MILIONI DI EURO PER IL SETTORE DEL RISO
Per sostenere e promuovere la filiera risicola il Mipaaf si impegna allo stanziamento di 2 milioni di euro per campagne di comunicazione dedicate da sviluppare in coordinamento con l'Ente risi. L'obiettivo è quello di contribuire ad una maggiore conoscenza delle caratteristiche del prodotto e a un rilancio dei consumi di riso, valorizzando il lavoro dei produttori agricoli.
 
 
Operazione „Amarcord“ PDF Stampa E-mail
Mercoledì 22 Marzo 2017 21:28  |  Scritto da Redazione
Gli uomini della capitaneria di porto della Liguria durante l'operazione Amarcord hanno
sequestro di prodotti ittici per circa 700 chilogrammi e a 110mila euro di sanzioni inflitte per situazioni non a norma.“ 
 
Sono stati impegnati circa ottanta uomini e donne nei controlli a mare e a terra nelle acque e lungo le coste della nostra regione,i controlli sono avvenuti
 presso punti vendita del territorio regionale, nonché ristoranti ed esercizi commerciali della grande distribuzione di Liguria, Piemonte e Lombardia.“
 
 
Agroalimentare:un quintale di carne e pesce scaduto e proveniente dalla Cina. PDF Stampa E-mail
Martedì 28 Febbraio 2017 20:51  |  Scritto da Redazione
Oltre un quintale di carne e pesce conservati in malo modo in un negozio cinese. Nessuna tracciabilità del prodotto. Scadenze, quando presenti, abbondantemente superate. Questo lo scenario sconvolgente che si è parato agli occhi dei Carabinieri della Stazione di Casamassima e del Nucleo Antisofisticazione e Sanità di Bari. Una situazione che è stata ritenuta subito dai militari molto pericolosa per la salute pubblica. Di qui il sequestro di tutta la merce e dei frigoriferi per un valore di 50 mila euro. L’operazione è avvenuta nell’ambito dei controlli disposti dal Comando Provinciale di Bari e dal Comando Carabinieri per la Tutela della Salute, per accertare il rispetto della normativa vigente in materia di igiene e salute pubblica e hanno riguardato un negozio di alimentari, di 300 metri quadri, dove sono stati trovati, appunto, oltre 100 chili di prodotti ittici e di carne non idonei al consumo e privi di qualsiasi forma di tracciabilità ai fini della sicurezza alimentare. Nello specifico, i Carabinieri hanno riscontrato che nell’esercizio commerciale, gestito da una cittadina cinese, erano posti in vendita alimentari in cattivo stato di conservazione, ovvero privi dei requisiti di sicurezza imposti dalla normativa nazionale ed europea per la commercializzazione al pubblico. Numerose le infrazione accertate sui prodotti esposti, in particolare prodotti ittici freschi e surgelati, nonché carne, tutto confezionato in contenitori improvvisati. Gli alimenti erano destinati alla vendita, all’ingrosso ed al dettaglio, ma risultavano scaduti e mal conservati. Dal quadro emerso, ravvisandosi una situazione di reale pericolo per l’incolumità pubblica, i militari hanno proceduto al sequestro di tutta la merce, nonché dei macchinari destinati alla loro conservazione. Il tutto per un valore di oltre 50 mila euro. La cittadina cinese titolare dell’attività è stata denunciata e le sono state elevate sanzioni per 3 mila euro.
 
Contraffazione I controlli sulle mozzarelle di bufala funzionano PDF Stampa E-mail
Mercoledì 15 Febbraio 2017 18:58  |  Scritto da Redazione
Operazione mozzarelle contraffatte, il plauso del Consorzio di Tutela: “I controlli funzionano, noi parte lesa: proposta espulsione del socio”
 
La mozzarella di bufala campana D.O.P. è di nuovo al centro di una triste storia dicontraffazione che ha portato all’arresto di cinque persone, tra allevatori e produttori, e alla chiusura di tre caseifici, sparsi tra Napoli e il casertano. Il latte utilizzato (in alcuni casi vaccino, nonostante il discliplinare non consenta altro latte al di fuori di quello bufalino) è risultato contaminato da soda caustica, un composto chimico usato probabilmente per coprire tracce acide dovute all’invecchiamento del latte stesso.
 
Ma non è tutto: il latte proveniva addirittura da animali affetti da tubercolosi. Il prodotto, potenzialmente dannoso per i consumatori, veniva poi commercializzato in Italia e all’estero. In manette sono finiti Vincenzo e Antonio Croce della Casearia Sorrentino; Gennaro Falconiero, amministratore del Caseificio San Maurizio di Frattaminore e Salvatore e Luca Bellopede dell’azienda casearia Bellopede & Golino di Marcianise, quest’ultima, tra l’altro, ex socia del consorzio di tutela.
 
“L’operazione della Guardia di finanza di Caserta è la conferma della massima attenzione e vigilanza che c’è nel comparto della Mozzarella di Bufala Campana DOP. 
 
Alla Procura, alle forze dell’ordine e all’Asl va il sentito ringraziamento del Consorzio di tutela. Comportamenti che mettono a rischio l’eccellenza di un prodotto unico al mondo sono assolutamente da condannare e non verranno tollerati. Il Consorzio di tutela è parte lesa in questa vicenda e difenderemo il buon nome degli associati e la reputazione del nostro prodotto in ogni sede utile, costituendoci anche parte civile nell’eventuale processo.
 
Inoltre nella prossima riunione del consiglio di amministrazione sarà valutata la possibilità di espulsione del socio coinvolto, in base alle norme di trasparenza previste dal Codice etico” del Consorzio.
 
Il presidente del Consorzio di tutela della mozzarella di bufala campana DOP,Domenico Raimondo, commenta così l’inchiesta “Aristeo” della Procura di Santa Maria Capua Vetere su una presunta frode nel settore lattiero-caseario.
 
Il direttore del Consorzio, Pier Maria Saccani, aggiunge: “Come sottolineato anche dagli inquirenti, i consumatori non hanno nulla da temere. Da circa due anni il sistema di tracciabilità del prodotto a marchio Dop è ancora più sicuro e capillare, offre garanzie complete e dal settembre 2016 è esteso a ogni capo. Con le norme attuali, cioè, possiamo risalire con precisione da una singola mozzarella fino alla bufala che ha fornito il latte.
 
Questo schema di controlli vede coinvolti l’ispettorato centrale per la repressione frodi del ministero dell’Agricoltura, l’istituto zooprofilattico del Mezzogiorno e l’ente di certificazione del Consorzio Dqa, un lavoro di squadra a tutela della qualità della mozzarella di bufala campana. Si tratta del sistema di tracciabilità più avanzato in Europa, che pone il nostro comparto all’avanguardia a livello comunitario. Un risultato che è stato possibile raggiungere con l’impegno congiunto e la sinergia tra tutti questi enti, che ringraziamo ancora una volta. Il Consorzio di tutela ha messo e metterà in campo tutti gli strumenti a disposizione per tutelare l’unica mozzarella in commercio che può vantare il marchio Dop”.
Fonte CNA Alimentare
 


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