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Consumatori
Come non farsi prendere per il naso… PDF Stampa E-mail
Sabato 29 Marzo 2008 15:44  |  Scritto da

di Francesco Greco (Unc)*

Immagine di un frullatoreGià dallo scorso autunno l’Unione Nazionale Consumatori ha denunciato un aumento vertiginoso di segnalazioni ricevute da parte di cittadini presi per il naso da venditori che disattendono sistematicamente le norme facendo finta di non sapere che la garanzia europea è di due anni, che essi stessi (e non i produttori) devono sostituire i prodotti difettosi e inidonei all’uso, e che il consumatore non deve spendere un centesimo per la riparazione di guasti.

Forse nessuna Direttiva europea, come questa sul post-vendita – oggi regolata dagli artt. 128 e segg. del Codice del Consumo – ha avuto così scarsa applicazione. La costante violazione delle regole è indegna di un Paese civile e occorrerebbe che lo Stato attivi delle procedure di controllo con le quali denunciare le infrazioni e determini severe sanzioni (dalla sospensione alla revoca dell’autorizzazione all’esercizio dell’attività commerciale, alla sanzione pecuniaria) nei confronti di quei venditori che non si attengono alla normativa vigente o dei produttori che in ragione del loro peso contrattuale “inducono” i dettaglianti alle violazioni di legge.

Molte aspettative quindi reca con sé l’approvazione del decreto legislativo n. 146/2007, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 6 settembre scorso, in attuazione di alcune norme comunitarie. La materia riguarda le pratiche commerciali scorrette, per violazione pure dei diritti di garanzia, nei confronti del consumatore, definite come i comportamenti di professionisti, artigiani e imprese idonei a indurre il consumatore a prendere decisioni di natura commerciale che altrimenti non avrebbe preso e prevede finalmente che competente ad inibire le pratiche commerciali sia l’Autorità Antitrust. L’Autorità può agire d’ufficio o su istanza dei consumatori o delle loro associazioni, oppure di qualunque organizzazione che ne abbia interesse. In caso di inottemperanza alle disposizioni dell’Autorità ci sono sanzioni variabili.

Nell’attesa perciò che venissero istituzionalizzati i rimedi normativi necessari in questa direzione, è indubbio il ruolo che le associazioni dei consumatori e le Camere di commercio, quali soggetti moderatori del mercato, avrebbero potuto e dovuto già svolgere per prevenire e stigmatizzare le illegalità di questo tipo e per accelerare con gli strumenti reperibili già nell’ordinamento il processo di individuazione dei rimedi.

E’ in questo senso che già a partire dal 2005, tra le attività proposte dall’Unione Nazionale Consumatori, nasceva l’idea di un nuovo strumento che contribuisse a definire il ruolo che l’Unione già fino ad oggi poteva svolgere non solo per monitorare la realtà della (dis)applicazione della disciplina normativa ma anche per attivare segnalazioni di denuncia e smuovere così forme e procedure di controllo e sanzione.

Si tratta di una guida pratica dal titolo “LA DISCIPLINA DELLA GARANZIA DEI VIZI NELLA VENDITA DI BENI DI CONSUMO: GUIDA PRATICA ALL’ESAME DI LEADING CASES SIMULATI”, che ha visto la luce nei primi mesi dell’estate appena passata, con cui sono stati raccolti svariati casi-pilota che, nati da segnalazioni di associati dell’Unione, sono stati astrattamente portati all’attenzione dei giudicanti. La pubblicazione parte dai casi in cui il consumatore è virtualmente costretto ad affrontare giudizialmente i suoi “giganti” contraddittori, intanto per descrivere come la disciplina si collega ed interseca ad altre discipline di tutela speciale (clausole vessatorie, multiproprietà, servizi finanziari etc.) o generale (il contratto di vendita, appalto, opera manuale nel codice civile) e poi per provare a spiegare come l’Unione e/o il suo staff legale possono rispondere alle domande, anche le più complesse.

Per richiedere la guida: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. .

* Avvocato

(29 marzo 2008)

Leggi tutto... http://blog.ermesconsumer.it/?p=16

 
Le tutele sono accresciute, ma attenzione PDF Stampa E-mail
Sabato 29 Marzo 2008 15:43  |  Scritto da

di Federconsumatori Emilia-Romagna

Un telefono cellulareMolte solo le richieste che giungono alla Federconsumatori per quanto riguarda i prodotti difettosi e la difficoltà di far valere la garanzia: automobili, telefoni, prodotti tecnologici ed elettrodomestici diventano oggetto di lunghe controversie tra venditore e consumatore. Al riguardo Federconsumatori ha pubblicato una utile guida con i consigli principali da seguire per non essere truffati, disponibile nelle nostre sedi.

In primo luogo, bisogna ricordare che il termine per la garanzia è oggi di due anni, decorrenti dal momento della consegna, e questo vale non solo per le vendite ma anche per le prestazioni d’opera (per esempio il meccanico che ripara l’auto). La prima cosa da fare, perciò, è conservare sempre lo scontrino, perché quella è la prova che si è acquistato in un certo posto e ad una certa data. Per la verità, la legge consente che la garanzia sia ridotta ad un anno, ma solo sui beni usati e solo se il contratto lo prevede espressamente.

In secondo luogo, il consumatore deve muoversi tempestivamente, perché ogni vizio deve essere denunciato al venditore entro due mesi dalla comparsa e qui il consiglio è di utilizzare una raccomandata con ricevuta di ritorno. Sottolineiamo che è il venditore, in ogni caso, a rispondere dei prodotti difettosi e non può cavarsela dicendo di rivolgersi ai centri assistenza del produttore.

Infine, il consumatore può chiedere a sua scelta la sostituzione o la riparazione del bene: se queste sono eccessivamente onerose, impossibili, o non sono effettuate in un termine ragionevole, può sempre chiedere la riduzione di prezzo o la risoluzione del contratto cioè restituzione del bene riottenendo indietro quanto versato).

Le tutele, dunque, sono accresciute, ma attenzione ad un evidente difetto della legge: nei primi sei mesi dall’acquisto si presume che il difetto sia originario, mentre dopo tale termine il consumatore deve provare che il vizio c’era già al momento dell’acquisto e non si è manifestato dopo, magari per un uso scorretto che ne è stato fatto, come tenderà a dire il venditore. Sul punto Federconsumatori continuerà ad insistere nelle sedi competenti per una revisione della normativa anche a livello comunitario.

(29 marzo 2008)

Leggi tutto... http://blog.ermesconsumer.it/?p=17

 


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