Frodi alimentari

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Interviste


Intervista a NIcola Cicchella-presentazione del progetto Mani in PAsta PDF Stampa E-mail
Venerdì 18 Maggio 2012 17:40  |  Scritto da Redazione

 La redazione di Frodi Alimentari ha avuto il piacere di intervistare il dottore Nicola Cicchella, medico pediatra a Benevento.  Il dottore è anche presidente dell’Associazione di volontariato Onlus Beneslan. Abbiamo sottoposto al dottore Cicchella qualche domanda sull’alimentazione del bambino e sulle iniziative dell’Associazione che riguardano i prodotti alimentari, come ad esempio il prossimo Laboratorio “Mani in pasta”.

Dottore, quanto è importante alimentarsi bene fin da piccoli?
Direi che è fondamentale alimentarsi bene, per preservare a tavola la salute e prevenire patologie che possono innescarsi a lungo termine quali obesità e problemi vascolari. Oggi sempre più spesso si sente parlare di “Educazione Alimentare” ed a ragione come momento di prevenzione e promozione della salute. La stessa OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) e la FAO (Food and Agriculture Organization) hanno dato una precisa definizione di educazione alimentare come processo informativo ed educativo per mezzo dei quali si persegue il generale miglioramento dello stato di nutrizione degli individui, attraverso la promozione di adeguate abitudini alimentari.
Qual è il ruolo dei genitori nella corretta alimentazione del bambino?
Il genitore educa. Ed educa anche ad una corretta alimentazione. Il genitore deve dare il buon esempio sin dal supermercato, sin dal momento in cui scegliamo cosa portare in tavola. Per quanto sin dalle scuole materne, i nostri bambini siano coinvolti in progetti di educazione alimentare – che dimostrano una sensibilità al problema – è ineliminabile il ruolo della famiglia, che rende maggiormente efficace il processo educativo.
 
Quanto sono importanti nell’alimentazione del bambino i prodotti tipici del suo territorio?
I prodotti tipici locali e tradizionali sono importanti ed il bambino, in essi, riconosce la sua identità culturale, sociale ed ambientale. Anche attraverso i prodotti locali conosce il suo territorio, le sue radici, la sua storia. Conoscere ed apprezzare i prodotti della propria terra, sin da piccoli, significa non farsi ingannare i sensi dalla pubblicità e dall’ “importazione” di modelli alimentari non nostri, eterogenei rispetto alla dieta mediterranea. Privilegiare prodotti locali e stagionali è un atteggiamento positivo per la nostra salute.
 
L’associazione di volontariato onlus Beneslan da lei presieduta si occupa di bambini e di migliorare la qualità di vita di questi ultimi, soprattutto di quelli che ne hanno maggiormente bisogno. Ci vuole dare qualche informazione su “Mani in pasta”? E’ un evento che ha a che fare con l’alimentazione?
Il tema di quest’anno è: mani in pasta contro la segregazione. La manifestazione vuole dimostrare che si possono creare momenti di integrazione e condivisione senza discriminare ma integrando. Per una sera i bambini celiaci e non  potranno integrarsi e mangiare gli stessi cibi. La manifestazione si terrà presso il Centro Commerciale “Leclerc” di Benevento il 26 maggio. La dottoressa Lia Palombi dell’Azienda Sanitaria di Benevento terrà una breve lezione sull’importanza della dieta mediterranea. Ad aiutare i bambini ci saranno i pizzaioli del centro commerciale, esperti anche nella manipolazione di farine senza glutine.
 
 
 
 
 
 
 
Intervista a Vincenzo Pepe, presidente di Fareambiente PDF Stampa E-mail
Lunedì 30 Aprile 2012 22:25  |  Scritto da Redazione

 1. Presidente, il Movimento da Lei presieduto anche se relativamente giovane ha al suo attivo numerose iniziative  sulla valorizzazione dei prodotti tipici agroalimentari italiani,  da cosa nasce questa esigenza? 

“Tutela dell’ambiente significa anche tutela del prodotto tipico e quindi sicurezza alimentare”.  La necessità di assicurare a tutti i cittadini garanzie di qualità ambientale e soprattutto di sicurezza ambientale e sanitaria, deve essere l’obiettivo primario per qualunque associazione che tuteli l’ambiente fin dalla sua costituzione Fareambiente sta  lavorando per assicurare a tutti un bene positivo quale la salute
 
2. Quali sono i motivi per quale è necessario tutelare il made in Italy ?
 
Il made in italy è una dei punti di forze dell’economia italiana, tutelarlo significa tutelare l’italin  style, e supportare quelle piccole medie imprese ( sia del comparto agroalimentare che dell’artigianato tipico)
 
3. Lei ha in questi giorni lanciato la istituzione nei di un costituendo istituto internazionale per la valorizzazione della dieta mediterranea, quali i motivi di questa scelta?
 
I Valori della dieta mediterranea,   sanciti dall’inserimento della Dieta nel Patrimonio immateriale unesco, devono essere promossi e valorizzati in modo omogeneo e multidisciplinari. L’istituto che è in fase di costituzione si avvarrà di esperti sia nazionali che internazionali che con la loro esperienza possano divulgare in modo corretto le linee guida indicate da Keys,valorizzando quelle tipicità del Mezzogiorno che hanno reso famoso la Dieta
 
4. Le festività natalizie, e pasquali hanno portato a numerosi sequestri nel campo degli illeciti agroalimentari, quali i motivi?
Durante questo periodo le forze dell’ordine intensificano i controlli che conducono giornalmente, soprattutto perché è in questi periodi che vi è una maggiore commercializzazione e distribuzione dei prodotti. Ma è anche il periodo in cui “presi dalla foga dello shopping” il consumatore è meno attento. Mi piace ricordare come il paese Italia ( visto il numero di sequestri) non è la nazione che compie più illeciti ma è quella in cui vi sono maggiori controlli.
 
5. Quali secondo lei le attività per ridurre gli illeciti nel campo agroalimentare ed alimentare?
Sicuramente è necessaria una maggiore sinergia fra gli organi preposti alla vigilanza e controllo, ed i soggetti preposti alla commercializzazione, distribuzione e vendita.
Fino a giungere al coinvolgimento del consumatore finale.
 
6. Secondo la sua esperienza quali i comparti e i settori  alimentari ed agroalimentari da tenere sotto maggiore controllo per tutelare il consumatore?  
Come hanno dimostrato i dati elaborati durante la redazione del Rapporto Frodi, redatto dal Movimento, il settore più sensibile è sicuramente quello della ristorazione. È per questo che è stata presentata ed è al vaglio una proposta di legge sulla rintracciabilità dei prodotti che compongono  menù .
 
 
7. Presidente, quali saranno le future azioni che FAREAMBIENTE porterà avanti per il contrasto agli illeciti?
Diverse sono le azioni  che stiamo portando avanti sia  a livello locale che nazionale.
Verrà presentato a breve il nuovo rapporto sulle frodi, inoltre verranno realizzate numerose iniziative ed eventi sulla valorizzazione dei prodotti tipici.

Piccola Biografia di Vincenzo Pepe
 Vincenzo Pepe, ricercatore, docente di diritto pubblico e dell’ambiente presso la Seconda Università degli Studi di Napoli, insieme a oltre 100 professori universitari, ha fondato il Movimento Ecologista Europeo “FareAmbiente”* che oggi conta più di 150.000 iscritti ed è presente in tutte le regioni italiane e in diversi paesi europei. E’ autore di numerose pubblicazioni tradotte in diverse lingue a sostegno dell’ambientalismo realista e responsabile di tipo europeo. E’ Presidente della “Fondazione Giambattista Vico” e ha dato vita alle “Oasi di Filosofia”, dei luoghi di eccellenza dove la cultura si sposa con l’ambiente. Si batte in Italia per l’energia nucleare come fonte pulita e sicura ed è uno dei leader dei Comitati del No al referendum per l’ abrogazione della legge che reintroduce in Italia il nucleare
 
 
 
 
Cosa è FAREAMBIENTE
Il Movimento FareAmbiente è stato costituito nel 2008, da un gruppo di ricercatori, professori ed esperti nel settore ambientale.
Gli obiettivi che intende portare avanti sono:
 il Movimento si propone di: - conseguire esclusivamente, con i propri mezzi ed i propri associati, finalità di solidarietà sociale; - promuovere lo sviluppo sostenibile e la tutela, la gestione e la valorizzazione dell’ambiente nella sua più ampia accezione e perciò comprensivo di beni e valori afferenti all' Ecosistema, al Patrimonio culturale, storico, artistico e monumentale ed al Paesaggio; - promuovere la tutela e la valorizzazione dell'ambiente come un obbligo individuale e sociale, di valenza universale e di carattere squisitamente costituzionale, anche per il superamento delle differenze sociali e la tutela delle minoranze; - tutelare e valorizzare la fauna e la flora, in particolar modo delle specie deboli o in via di estinzione; - promuovere progetti e programmi di recupero, valorizzazione e tutela di aree di particolare interesse ambientale, culturale e turistico; - favorire l’educazione ambientale attraverso iniziative didattiche e sociali per la sensibilizzazione dei giovani alla tutela dell’ambiente e alla cultura della sostenibilità; - promuovere l’ambiente come occasione di pace fra i popoli; - contribuire alla risoluzione dei problemi di sviluppo economico, sociale ed ambientale dei Paesi in via di sviluppo con iniziative di sensibilizzazione della collettività; - promuovere attività di ricerca, di comunicazione e di sensibilizzazione sulle tematiche ambientali e sulle azioni per l’attuazione dello sviluppo sostenibile; - promuovere iniziative sportive e ricreative che abbiano come scopo quello di favorire l’integrazione delle culture e delle diversità, salvaguardando le tipicità di ogni popolo; - promuovere le azioni sociali e giudiziarie di tutela dei diritti della collettività e di salvaguardia dell’ambiente, compatibilmente con la normativa vigente; - compiere ogni altra attività connessa agli obiettivi di solidarietà sociale – costituire società cooperative per perseguire le finalità dello Statuto.
 
Intervista al Presidente Commissione agricoltura della Camera Onle Paolo Russo PDF Stampa E-mail
Martedì 06 Dicembre 2011 22:47  |  Scritto da Redazione

 

Oggi abbiamo il piacere inaugurare la sezione interviste con una   consessaci dall'Onle Paolo Russo Presidente Commisione Agricoltura della Camera dei Deputati.

Presidente il biennio 2010-2011 verrà ricordato come un anno importante per il contrasto agli illeciti nel comparto alimentare concorda?

In questi due anni  sono state portate a termine numerose operazioni che testimoniano l’impegno,  la sinergia  e la determinazione del  Governo e delle forze dell’ordine nell’alzare un argine contro un fenomeno che colpisce un settore fondamentale per lo sviluppo del nostro Paese.
Basta guardare le stime per vedere come l’esportazione delle produzioni alimentari ed agroalimentari, seconda solo a quella del settore industriale,  sostiene  e vivacizza l’economia italiana.  Non solo. Grande valenza hanno anche le produzioni tipiche,  volano per un altro settore fondamentale che è quello turistico. 
Ma quali per esattezza sono le policy seguite dal Governo passato e presente per il contrasto a tali illeciti?
L’emanazione, nel 2010,  del dlg 135 che poneva un limite all’italian sounding 
La norma sulla etichettatura dei prodotti d’origine, licenziata in sede legislativa dalla commissione agricoltura all’inizio del 2011.  
L’indagine conoscitiva sugli illeciti in agricoltura  posta in essere dalla commissione che mi onoro di presiedere e che sta fornendo un’ analisi approfondita sulle distorsioni  presenti nel comparto agroalimentare. 
E in ultimo il regolamento comunitario sulle etichettature delle carni
Quali sono le risultanze dell’indagine conoscitiva e soprattutto che tipologia di scenario si prospetta?
L’indagine è ancora in corso ma, ascoltando tutti i soggetti coinvolti, dalle forze dell’ordine alle associazioni di categoria, sta emergendo una realtà che tutti conoscevano ma di cui nessuno parlava.   I casi eclatanti di Rosarno e Castelvolturno, ad esempio,  hanno portato alla luce le dimensioni di fenomeni  come il caporalato, le frodi sui fondi europei, la contraffazione e l’ adulterazione dei prodotti
Uno scenario  a tinte fosche, insomma che potrà diventare meno inquietante se anche noi, in veste di consumatori staremo attenti agli inganni degli agro furbi.
In questi giorni la stampa ha portato alla ribalta importanti operazioni svolte dagli organi di controllo ( Nac NAF, NAS, Ispettorato della qualità) cosa ne pensa?
Che  un plauso va agli uomini che ogni giorno contrastano i misfatti, che salvaguardano sia l’aspetto economico che  igienico sanitario dei prodotti  e che dimostrano che il sistema dei controlli in Italia è sempre attivo tanto da svelare insidie ed inganni.   Se in Italia si registrano più illeciti che altrove è solo perché  la filiera dei controlli è molto efficiente. 
 Una ultima domanda cosa pensa delle indicazioni del Miur sulla linee guida sulla  educazione alimentare?
È un ulteriore tassello aggiunto al  contrasto dell’illegalità:  se educhiamo anche le nuove generazioni ad un corretto stile di vita avremo messo un altro mattoncino sul muro che stiamo alzando per fermare l’avanzata di attività illegali.

 

Piccola Biografia dell'Onle Russo 

Paolo Russo ha 50 anni, è medico-chirurgo specializzato in oculistica e dirigente della divisione oculistica dell’Azienda ospedaliera Monaldi di Napoli, in aspettativa per mandato parlamentare. La sua passione per la politica emerge fin da studente. E' infatti con la costituzione dell'USAP, l'unione degli Studenti Autonomi e Progressisti, in vivace contrapposizione alle organizzazioni studentesche di sinistra ed extraparlamentari che emergono le doti di leader e di portatore delle istanze e dei bisogni collettivi. Qualità che poi si rafforzano nel movimento giovanile del Psdi dentro il quale ha ricoperto numerosi ruoli: da segretario di sezione a segretario provinciale. E da segretario organizzativo nazionale a segretario nazionale. 
Nel 1990 arriva poi il consenso delle urne con l'elezione a consigliere della Provincia di Napoli e capogruppo del Psdi. Nel 1992, sempre per l'ente di Piazza Matteotti, ricopre l'incarico di assessore all’ambiente. Nel 1993, a soli 33 anni, riceve la delega di vicepresidente della Provincia. 
Alla Camera dei deputati approda nel 1996 eletto nelle fila di Forza Italia. Nel 2001 viene rieletto, sempre nel partito azzurro, a Montecitorio. Nel 2002 arriva l’indicazione, con voto plebiscitario, alla carica di Presidente della Commissione Parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti e sulle attività illecite ad esso connesse. Deputato per due legislature, viene ancora una volta riconfermato in Parlamento nel corso delle elezioni politiche del 2006. Nella XV legislatura ha ricoperto l’incarico di vicepresidente della commissione Agricoltura della Camera dei deputati e di capogruppo di Forza Italia nella commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti. Dal suo partito, Forza Italia, ha ricevuto il mandato di commissario del coordinamento di Napoli. 
Eletto nella circoscrizione Campania 1 con la lista del Popolo della Libertà, dal 22 maggio 2008 è presidente della commissione Agricoltura della Camera dei deputati. Dal mese di luglio del 2009 è componente della direzione nazionale del Pdl. 

 
 
 
Intervista a Maria Luisa Savorani PDF Stampa E-mail
Venerdì 24 Giugno 2011 11:33  |  Scritto da Redazione

 Con la Gentile concessione di ecocoaching.it  un'intervista a Maria LuisaSavorani, curatrice del Libro "Il cibo una via di relazione" edito per i tipi di Fernandel e colgo l'occasione per ringraziarla pubblicamente per aver risposto tempestivamente e cortesemente alla mia richiesta di poterla intervistare, per aver creduto nella possibilità di divulgare il messaggio ambientale anche attraverso il cibo ed i suoi significati.

 

Maria Luisa Savorani, ti presenti ai tuoi lettori?

Da quando ho scoperto che il modo in cui viviamo lo spazio dipende da come abitiamo la nostra interiorità e che, qualunque paesaggio è uno stato d’animo tendo più a sentirmi me stessa che importante.
 
Ho compreso, in età avanzata che tegami, pentole e pennelli per aromatizzare le torte rappresentano e rappresentavano la mia dimensione fiabesca  e caratterizzano la mia femminilità.  
 
Ho avuto la fortuna di nascere da una madre di cui ho sentito la forza dell’amore e della trasformazione che ho lasciato camminare in me  generando interrogativi di cui non ho mai smesso di cucinarne i pensieri che essi incorporavano e, sono riuscita, in compagnia di pani ed oli a godere di qualche consapevolezza che con la maturità mi hanno resa più quieta.
 
Da qualche anno mi sento inebriata di una leggerezza di cui non conoscevo i sapori.
 
Non ho sospeso l’interesse nell’ osservare i comportamenti legati al cibo che ho associato al gioco, alla materia, all’ arte, alla cura ed è sempre stato il mio medium affettivo.
 
Scrivere, come altre cose che ho fatto, è dipeso dall’urgenza,ora dal  piacere che da corpo ai miei pensieri, alla mia voce e definisce come il pennello del pittore quando crea l’immagine, sfumature di me stessa che nemmeno io conoscevo prima di porre l’inchiostro sulla carta.
 
 
 2. Da dove nasce "Il cibo una via di relazione"?
 
Il cibo una via di relazione,mio terzo lavoro di scrittura nasce dal desiderio di dichiarare in modo fermo e sentito che la vita è relazione e che la relazione è un processo creativo intimo senza il quale non offriamo a noi stessi l’opportunità di diventare identità, persone in quanto il riconoscimento avviene attraverso altro da noi.
 
Questa forma di esperienza comincia col primo contatto che il bimbo ha col capezzolo della madre che allatta senza dimenticare mai la dimensione metafisica del mondo in quanto, quella dimensione la pone in stretto contatto con la vita intera.
 
Ho esaminato infatti, Le Mater Matutae ,dee della fertilità di un tempio pagano vicino a Capua come esempio di  forza trasmessa dal loro sguardo durante l’accudimento e ho preso in esame la figura femminile perché determinante nell’educare alla relazione in ambito famigliare.
 
Sul piano metodologico ho utilizzato i vissuti in quanto ho voluto fosse l’esperienza il testimone del messaggio che il libro vuole dare.
 
Tra i contributi importanti che ho avuto l’onore di inserire in quanto curatrice dell’idea e della pubblicazione, quello di Ileana Ambrosio che pubblica per la prima volta dialoghi e stralci del diario in cui, attraverso ricordi e vissuti con la madre in  cucina e cibi messi in tavola rilegge e ricostruisce i significati di quella relazione.
 
Il richiamo alla relazione oggi è, a mio avviso più urgente rispetto al passato in quanto l’essere umano in un mondo in cui è diventato strumento della tecnica e suo spettatore, deve ritornare a rendere viva l’immaginazione e riappropriarsi di una dimensione umanistica senza la quale non c’è dialettica ed evoluzione e soprattutto non si mette nelle condizioni di nutrirsi di  scambi autentici.
 
Attraverso il cibo, linguaggio quotidiano ricco e complesso si può ancora cambiare, le tavole possono diventare veri e propri setting terapeutici e reali esempi di stili di vita.
 
 
 
3. Quali sono i significati che ha oggi il cibo? Quali abbiamo dimenticato e perchè?
 
 
I significati che trasferiamo sul cibo sono gli stessi che trasferiamo sulla realtà per come riusciamo a viverla. Essi si modificano col modificarsi dell’esperienza e attraverso l’elaborazione dei vissuti.
 
Tenendo la vita fuori da noi creiamo frigoriferi pieni di cibi incelofanati,nascosti,sormontati, un po’ stropicciati che difficilmente si abbinano. Cucinare avvicina al fuoco, al calore, farlo con  piacere e con cura ti mette a contatto con odori, consistenze, bellezza e misure che non possono essere opacizzate dai sistemi di conservazione o da troppi involucri.
 
E’ in cucina che nasce la consapevolezza che il nostro benessere dipende anche da ciò che mangiamo.
 
Per almeno Venticinque anni della nostra storia,alcune correnti di pensiero hanno dichiarato e sostenuto il concetto di libertà, ricchezza e abbondanza dissociandoli dalla dimensione di dipendenza da altri, da sistemi, da leggi più grandi della persona stessa sviluppando stili di vita in cui si sono imposti i propri bisogni individuali disimparando le logiche del confronto,della condivisione e potenziando quelle dell’arrivismo e del successo individuale che tende a reprimere l’altro, a fissarlo in categorie di minoranza.
 
I frigoriferi all’interno delle famiglie sono diventati il deposito dei desideri individuali in cui manca uno stile nel gusto ,l’ ottica di bene comune,di definizione dei ruoli e in quei cibi nulla dell’altro rimane depositato.
 
In ambito sociale, la ristorazione ha supplito in gran parte ai ruoli della famiglia e buone politiche di valorizzazione dei territori hanno saputo rafforzare posizioni e punti deboli ma non hanno supplito alle carenze relazionali che dipendono dalla volontà, capacità, apertura di ogni singolo individuo
 
La cultura del cibo,tanto approfondita in questi anni,viene spesso vissuta come modalità compensativa tuttavia ha sanato tante ansie e alimentato tante forme di benessere e piacere.
 
Il salto che viene richiesto è quello di una cultura più responsabile.
 
 
 
4. Come educare i giovani a recuperare tutti i significati del cibo?
 
 
 
I giovani devono potersi meravigliare, percepire dall’adulto che esiste la possibilità di realizzare un sogno, di percorrere una strada e nel cammino, supportati dalla mano dell’esperienza, quella genitoriale, riconoscere un valore al senso in quanto le cose con un senso non sono più cose ma si vivificano. Senza questi slanci non educhiamo nessuno ma dettiamo risposte e sentenze.
 
Fiducia, emozione, voglia di esistere ed incontrare l’altro conducono alla nascita di un progetto educativo che permette di scoprire i sapori della vita.
 
Quando incontro adolescenti che non riconoscono molti sapori,che si nutrono di snack in modo compulsivo, che non hanno tempi per la sosta del cibo mi chiedo quando e se nella loro vita abbiano sentito il senso della cura e del nutrimento e mi accorgo che non conoscono la soddisfazione; quel cibo devitalizzato li accompagna nel loro sforzo quotidiano alla sopravvivenza nonostante siano pieni di cose.
 
I bambini hanno bisogno di sviluppare gradualmente il contatto col territorio,vivere e riconoscere i vari aspetti della vita imparando ad attraversarli sapendo che esistono dei padri che sanno come rendere fertili le rinunce, accettare le paure e prendere posizione perché hanno richieste, raccontano fiabe e al contempo sanno vivere nella realtà.
 
I comportamenti in ambito famigliare educano fortemente alla socializzazione del cibo e allo sviluppo della percezione gustativa .Le distorsioni percettive legate al gusto si riflettono sull’apprendimento, sulla realtà e si manifestano in ambito affettivo.
 

  5. Come "comunica" il cibo?
 
 
Il cibo ci introduce in un linguaggio fatto di
 
  • simboli
  • immaginazione
  • consistenze
  • identità
  • riti
  • materia
  • storia
  • profumi
  • sapori
  • assemblaggi
  • processi vitali
 
 
 
Il cibo contamina e viene contaminato da altre culture e attraverso questa incessante dialettica costruisce la propria identità. Le fonti attraverso le quali esaminare questo linguaggio sono tutte quelle di cultura materiale come le abitudini quotidiane, le feste,i riti religiosi.
 
Il cibo comunica stati d’animo e diventa arte quando creatività,tecnica e gusto trovano una forma espressiva.
 
 
 

6. Qual è il legame tra "ambiente" e "cibo"? Il cibo ha anchesignificati ambientali?
 
 
Il rapporto cibo-ambiente è una tematica complessa che merita di essere approfondita.
 
Il 30% della produzione di gas Serra dipendono dalla produzione del cibo.
 
I terreni, impoveriti di sostanze organiche a causa dell’uso sfrenato di pesticidi chimici che riducono l’attività di fotosintesi delle piante liberando nell’atmosfera molta anidride carbonica producono cibi sempre più poveri di oligoelementi e imbevuti di sostanze acide.
 
Cinquantunmilakilometriquadrati di verde scompaiono ogni anno dal pianeta e molta deforestazione dipende anche  dal forte aumento di  allevamenti.
 
Per ogni hamburger vengono infatti utilizzati 2500 litri di acqua e in futuro questo elemento tenderà a diminuire.
 
I fertilizzanti provocano quella che viene definita eutrofia degli oceani,cioè il fatto che la flora marina si sviluppa molto di più,consumando più ossigeno. Quindi,dove ci sono molti vegetali ci saranno meno pesci con una relativa crescita dei prezzi sui mercati e aumento di disoccupazione dei pescatori. Le plastiche buttate in mare producono diossine che vengono assorbite dai pesci.
 
Potrei continuare ad elencare dati sconcertanti di cui enti specializzati ne conservano cifre ed analisi ben fatte ma,credo si debba porre l’attenzione su logiche economiche perverse che possiamo, attraverso una buona informazione lentamente sovvertire come consumatori ma non mutare in quanto sono gestite dalle multinazionali che hanno favorito il consumo del petrolio come fattore di aumento del p.i.l e attivato strategie di aumento dei consumi e imposto monoculture perché a loro più redditizie. In molti paesi, infatti, la coltura di prodotti destinati all’alimentazione umana più ecologica, più riguardosa verso la biodiversità, più rispettosa in termini di risparmio idrico ed energetico  viene messa a repentaglio dai grandi proprietari terrieri.
 
E’ evidente che il tipo di coltivazione influisce fortemente sul modo in cui si interviene sul prodotto e il pianeta oggi stà dichiarando che l’uomo può esserne distrutto se non si occupa di lui in modo diverso e fortunatamente, in Italia non mancano tante realtà che incrementano speranze senso costruttivo in quanto l’Italia è primo paese in Europa per numero di prodotti certificati, ha una forte identità culinaria e il rapporto cibo e territorio è diventato il punto di attenzione principale di tante imprese agricole e di tanti supermercati.
 
Oggi siamo chiamati a diventare consumatori responsabili in cui siamo, contemporaneamente gastronomi e contadini e non dimenticare che attraverso il cibo è ancora possibile cambiare.
 


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