Covid 19_settore agrituristico in ginocchio,  intervista all’Agriturismo Annamaria di Pietrelcina

 

A cura di Anna Zollo

Il sistema turistico è in ginocchio a causa del Codiv19, in crisi non solo i grandi alberghi ma anche i piccoli agriturismi e bed and break ( tra le altre cose, quasi del tutto dimenticati dal Governo) Già a fine del 2019 inizio del 2020 a causa dell’inizio della Pandemia il turismo aveva avvertito una contrazione; la Cina, infatti, è da sempre uno dei principali bacini a cui attingere da parte dell’Italia.

Un danno che si trascinerà a lungo, la stagione primaverile è oramai passata e questo comporterà perdite copiose per il settore. In Italia durante la primavera l clientela estera è (con il 56% delle presenze) più rappresentata che nel resto dell’anno. Se si conta che nel 2019, la spesa complessiva dei viaggiatori stranieri in Italia ammonta a circa 44,3 miliardi euro ( l solo trimestre marzo-maggio del 2019, tale componente è risultata pari a 9,4 miliardi di euro) questo fa capire l’enormità del danno. A inizio maggio le stime sui dati indicano perdite di quasi 90 milioni di presenze di turisti tra Italiani e stranieri. Le stime dell’Ismea evidenziano, invece per il 2020, una perdita complessiva per il settore di circa 970 milioni di euro, pari al 65% del fatturato.
Il turismo slow quello rurale e/o verde può rappresentare una via d’uscita per chi non vuole rinunciare a qualche ora di svago, passare delle giornate in aree incontaminate mangiando buon cibo. Oggigiorno il 60% dei comuni italiani (precisamente 5.034 su 7.960) ospita almeno un agriturismo, con in media 4,7 aziende per comune.
Nel 2018 le aziende agrituristiche autorizzate sono state 23.615 (+0,9% sul 2017). La dinamicità del settore emerge dall’aumento del numero di comuni che ospitano agriturismi (+2,9%), delle presenze (+5,6%) e degli arrivi (+5,9%). 10.934 aziende (il 46% del totale) si trovano in Toscana (20%), nella Provincia Autonoma di Bolzano (13%), in Lombardia (7%) e Veneto (6%). La tipologia di servizi agrituristici offerti si diversifica sempre di più. È in aumento soprattutto l’attività di degustazione che cresce nel 2018 del 7,2% rispetto all’anno precedente.
Solo nell’ultimo anno è cresciuto il numero di comuni che ospitano agriturismi (+2,9%), gli arrivi, cioè il numero di persone che prenotano (+5,9%) e le presenze, cioè il numero di giornate di vacanza prenotate (+5,6% per un totale di 13,4 milioni di notti nel 2018). Gli aumenti maggiori si registrano nel Nord-est (+2,4 milioni) e nel Centro (+1,6 milioni).
Nel 2018, la metà delle aziende agrituristiche si trova in collina, il 31% in montagna e il 16% in pianura. In particolare il Paradiso degli agriturismi è la Toscana, che ospita un quinto delle attività di tutta Italia e conta nel 2018 oltre 60 mila posti letto, di cui oltre 43 mila presso abitazioni indipendenti. Seguono la Provincia Autonoma di Bolzano (13%), la Lombardia (7%) e il Veneto (6%). I comuni con almeno 100 aziende agrituristiche sono 8: Grosseto, Castelrotto, Appiano sulla strada del vino, Cortona Caldaro sulla strada del vino, Manciano, Assisi, San Gimignano).
Per comprendere come stia affrontando questo problema il settore agrituristico abbiamo contattato una nota struttura che ricade in uno dei borghi più conosciuti, non solo in Italia ma nel monte, la piccola cittadina di Pietrelcina, la città Natale di San Pio da Pietrelcina, il frate delle stigmate.
Agriturismo Annamaria, situato a Piana Romana a pochi metri dalla casa di campagna del frate

Buongiorno, può presentare la sua azienda e dirci quale è il mercato di riferimento
Buon giorno noi siamo un azienda agricola che produce cereali, olio, vino, ortaggi e alleva polli e suini Siamo situati a Pietrelcina e il nostro mercato di riferimento è di tipo locale, anche se non mancano persone che vengono da regioni limitrofe. Inoltre negli anni abbiamo affiancato all’ azienda agricola l’ agriturismo in maniera tale da somministrare i nostri prodotti trasformati aumentandone il valore.
Può dirci come è nata l’idea di attivare questa sua attività? E’ un’azienda di famiglia o appartenuta ad altri prima di Lei?
La nostra azienda è di tipo familiare , costruita dai nostri genitori e portata negli anni avanti dai noi figlie con l’ aiuto dei nostri mariti.
Quali sono le ricadute che il COVID19 ha avuto sulla sua attività’?
Le ricadute che ha innescato il covid sono disastrose sia per l’ azienda agricola sia per l’ attività connessa quale l’ agriturismo. Da un lato la perdita di turisti nel paese, poi subito dopo il fermo obbligatorio, dall’altro la difficoltò di commercializzare i nostri prodotti semilavorati. Anche in questo secondo caso i nostri clienti sono i turisti.
Quanto incideranno secondo Lei le nuove restrizioni poste in essere sul suo comparto di riferimento e sulla sua attività
Sul comparto agricolo le restrizioni incideranno tanto , perché le persone consumano molto di meno anche sui beni di prima necessità. La mia attività è in grande difficolta e i tempi purtroppo si allungano, senza dimenticare la paura che si respira
Quali strategie estere, se le conosce, ritiene interessanti che secondo lei possono essere replicate?
Non conosco strategie estere che possiamo applicare, noi utilizziamo i canali social e web e quindi speriamo che con il tempo i nostri clienti affezionato ritornino a trovarci
Chi in questo periodo le è stato vicino?
Amici e familiari
Quali strumenti è necessario attivare per poter risollevare il suo comparto e la sua categoria?
Bisogna attivare strumenti a sostegno del terziario. Sostegno economico a fondo perduto
Come si relazionerà da oggi in poi con i suoi clienti e con i suoi fornitori?
Con maggiore cautela per paura dei contagi.
Modificherà il suo approccio nella gestione della sua attività?
L’ aspetto umano con i miei clienti non cambierà, ma tutta la parte organizzativa sarà adeguata al rispetto delle norme anti covid
Descriva quello che ritiene importare …
Ritengo importante non cadere nella paura del contagio. Importante è imparare a seguire tutto quello che ci viene indicato per non avere contagi, solo in questo modo , abbassando il numero dei contagi anche l’ economia avrà una ripresa anche se lenta ma ci sarà.

 

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