Da Nord a Sud sequestri da parte delle forze di polizia

La Procura della Repubblica di Bolzano, condividendo integralmente i risultati investigativi segnalati dal NAS di Trento, ha emesso un avviso di conclusione delle indagini preliminari nei confronti di 6 persone. Gli indagati sono i titolari e i dipendenti di una ditta del nord Italia che, negli ultimi anni, ha effettuato oltre 3.000 consegne di prodotti carnei a diverse strutture pubbliche e private (residenze per anziani, scuole d’infanzia e un ente militare) con sede in Trentino e Veneto. Le indagini dei Carabinieri, hanno accertato che la ditta era solita:

commercializzare prodotti decorsi di validità;
variare fraudolentemente la tipologia e il taglio anatomica della carne distribuita;
riportare pesi superiori rispetto a quanto effettivamente consegnata, senza indicare il numero di lotto o riportandolo in maniera inesatta;
attribuire a diversi salumi l’illecita qualifica I.G.P.
Il danno stimato è stato quantificato in circa 260.000 euro.

La ASL di Teramo ha disposto la chiusura di una ditta abruzzese dedita all’allevamento di lumache. Il provvedimento scaturisce da una segnalazione del NAS di Pescara che, durante un controllo, aveva rivelato l’attivazione del locale di confezionamento, etichettatura e vendita di lumache in assenza di comunicazione alla competente autorità sanitaria. Il valore dell’attività inibita è di 50.000 euro circa.

Il NAS di Catania, nel corso di un’ispezione presso un deposito di prodotti ittici, ha rivelato carenze igienico sanitarie e strutturali dalla gravità tale da costituire pregiudizio per la salubrità degli alimenti da commercializzare. Il Distretto Veterinario della locale ASP ha disposto la chiusura della struttura mentre il controllo, esteso ad un abitato sito nelle immediate vicinanze, ha permesso di rinvenire diverse celle frigo installate abusivamente, anch’esse sottoposte ad immediato sequestro. Il valore della struttura e delle attrezzature oggetto del provvedimento, ammonta a mezzo milione di euro circa.

Anche il NAS di Reggio Calabria ha effettuato dei controlli nel settore ittico. Nello specifico, i militari calabresi hanno segnalato all’Autorità Giudiziaria il titolare di una pescheria, per aver conservato degli alimenti in cattivo stato di conservazione all’interno di locali interessati da gravi carenze igienico-sanitarie e strutturali. Nella circostanza, i militari hanno sequestrato un quintale e mezzo di pesce, per un valore di circa 3.000 euro.

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