GARANZIA CANAGLIA

di Antonio Lubrano

Antonio LubranoUna smorfia. Questa sta diventando la prima risposta di tanti commercianti quando il consumatore chiede il rispetto della garanzia sul prodotto acquistato.

Dura due anni (e non più uno, come qualcuno continua a far credere) ma solo teoricamente, come sostengono le associazioni di consumatori. In pratica dura sei mesi. Infatti, se il difetto si rivela entro i sei mesi dall’acquisto, è accettabile l’ipotesi che si tratti di un difetto originario. “Salvo prova contraria”, specifica la norma. E qui c’è l’inghippo. Il venditore, col quale secondo la legge deve rivalersi il consumatore, tenderà a dimostrare che il cliente ha provocato il guasto, facendo un uso improprio dell’oggetto acquistato. Ma nella maggior parte dei casi non ci riesce.

Passati i sei mesi però la situazione si capovolge: sta al consumatore dimostrare che il guasto è dovuto a un difetto di fabbrica e quindi il venditore (o il centro di assistenza) ha buon gioco nel pretendere le spese della riparazione o nel negare la sostituzione del prodotto o addirittura il rimborso.

L’impasse costringe il consumatore a fare causa e dovrà dimostrare lui al giudice che il prodotto funziona male per un difetto originario. E con i tempi della giustizia italiana, molti dei danneggiati non ci provano nemmeno.
Ora si fa strada l’ipotesi che Bruxelles modifichi la direttiva originaria, spostando la responsabilità del difetto dal venditore al produttore. Ma intanto i prodotti difettosi, specie con le massicce importazioni dalla Cina, aumentano a vista d’occhio.

(28 marzo 2008)

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