Gli agroasilo e agronido nuove proposte di educazione alla natura

il rapporto fra natuara e bambini è oggi sempre più stretto tanto che dagli anni 2000 sono stati creati gli agroasili o agronidi

 Il primo agrinido italiano nasce in Piemonte nel 2005.

 Nel 2006 un’agriturismo di Chivasso, provincia di Torino, propone un progetto più complesso in collaborazione della Coldiretti e inaugura un agriasilo all’interno della propria struttura. A differenza del nido, l’agriasilo amplia la partecipazione ai bambini da 0 a 6 anni e propone maggiore continuità didattica. Coinvolgendo l’imprenditoria femminile, il progetto può avvalersi dei Fondi europei per la Promozione della partecipazione femminile al mercato del lavoro.
iter per aprire un agriasilo 
Innazitutto  è indispensabile individuare una fattoria che sia già avviata e idonea ad ospitare dei bambini con età compresa tra i sei mesi e i sei anni. Il personale deve essere altamente qualificato con curricula pedagogico  Per l’organizzazione sugli  gli orari di lavoro e i requisiti degli educatori, si può far riferimento alle leggi regionali che regolano il funzionamento degli asili privati.   
 i temi che devono essere inseriti nelle attività e nel progetto per la realizzazione devono riguardare gli animali e la natura:quindi  cavalcare i pony, osservare i ritmi e i colori della natura, prendersi cura dei piccoli animali e nutrirli. L’allestimento dei locali richiede costi variabili, a seconda che questi debbano essere ristrutturati o meno (in alcuni casi, se bisogna procedere a ristrutturazione, servono circa 100 mila euro). Chi invece già possiede un agriturismo, può convertire l’attività con “soli” 10 mila euro. L’agriasilo è un servizio che può garantire un guadagno di 20 mila euro all’anno, ma ovviamente la cifra può oscillare a seconda del numero degli iscritti. 
Il metodo educativo negli agriasilo prevede l’avvicinamento dei bambini ad un ambiente agricolo, in forma innovativa e alternativa rispetto all’offerta educativa tipica, con i piccoli ospiti che interagiscono quotidianamente con l’elemento natura, sia esso visto dal lato della coltivazione, sia dal lato dell’allevamento con la presenza di animali anche certificati e addestrati di diversa specie ed età. L’altra componente portante del metodo è data dall’applicazione della pet therapy e l’attivazione dell’orto sensoriale e didattico per insegnare il senso del tempo e della pazienza per la capacità di ascolto.