La frode tossica

 Uno dei primi riferimenti alla frode tossica , lo si può ritrovare nell’articolo 1 della Legge quadro sugli alimenti della Legge n° 283 del 30.04.1962 . L’ultimo  comma infatti prevede l’obbligo di denuncia immediata nei casi in cui le analisi effettuate sugli alimenti  evidenzino una frode tossica o prodotti pericolosi per la per la salute pubblica .

Senza attendere l’eventuale richiesta di analisi di revisione da parte dell’interessato (entro quindici giorni dal ricevimento della comunicazione) , come avviene per i casi meno gravi .

Tralasciando al momento la nozione di pericolosità in campo alimentare (La quale necessiterebbe di una trattazione a parte )  e da porre in risalto  come il successivo articolo 6 della stessa Legge 283/62  (modificato dal D.lgsvo 507/99) il quale contiene le pene previste per le infrazioni alla stessa Legge 283/62 (attualmente tutte depenalizzate ad eccezione  delle varie ipotesi di reato di cui all’articolo 5 ) considerasse appunto la frode tossica come un aggravante . 

Venendo ai casi concreti occorre nel caso di specie ,  come l’alimento non cagioni unicamente un intossicazione o un episodio tossinfettivo ma  vi deve essere a monte , un operazione dolosa da parte del produttore o del distributore della sostanza alimentare la quale si sostanzi in una vera e propria frode che possa arrecare nocumento alla pubblica salute .


A mio sommesso avviso questa nozione mal si concilia con i reati contravvenzionali  di cui all’articolo 5 della Legge 283/62 , i quali hanno essenzialmente natura colposa . 

In questi casi (molto più gravi) le ipotesi di reato più calzanti sono quelle previste dagli articoli 439 a 444 del vigente codice penale . 

Quindi lascia perplessi che nell’Ordinanza pubblicata dal Ministero della Salute in cui si parla specificatamente di frode e sofisticazione alimentare si pubblichino sentenze per reati a carattere contravvenzionale .
A titolo esemplificativo non credo si possa considerare una frode il riscontro di salmonella in un alimento da consumarsi tal quale (ready to eat) stante la natura della contaminazione . Al limite potrà rientrare nella nozione di pericolosità di cui all’articolo 444 del C.P .(Sostanze alimentari non adulterate ne contraffate ma comunque pericolose per la pubblica salute) , nel caso in cui la contaminazione determini una tossinfenzione .
E ancora lo stesso concetto può valere per il riscontro in un prodotto della pesca di concentrazioni di mercurio o cadmio superiori a quelle previste dalle vigenti disposizioni comunitarie . 
Stante il fatto che questa contaminazione non è alla base di un azione volontaria da parte dell’OSA ma dovuta principalmente all’impatto delle attività umane sull’ecosistema marino e fluviale .

TDP Dr Fabio Ratti