NAS: controlli nel settore alimentare, riscontrate grosse irregolarità

Il Nas di Catania, nel corso di un controllo ispettivo presso la mensa aziendale di uno stabilimento industriale del capoluogo etneo, ha riscontrato gravi carenze igienico-sanitarie sia nel laboratorio di produzione alimenti, in cui era in corso l’approntamento di 2500 pasti, che nella sala di somministrazione dove i rischi di contaminazione alimentari risultavano molto alti a causa di lavori di manutenzione straordinaria e tinteggiatura in atto. Con la presenza di personale medico-igienista e veterinario della locale Autorità sanitaria intervenuto sul posto, è stata disposta la chiusura immediata dell’intera struttura e contestuale sospensione dell’attività di somministrazione pasti.
Il NAS Carabinieri di Viterbo, in collaborazione con il locale Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro e con l’Arma territoriale, nell’ambito del servizio in campo nazionale “anti caporalato 2018”, ha denunciato per impiego di manodopera clandestina il titolare di un’impresa agricola della provincia dedita allo stoccaggio, lavorazione e commercializzazione di nocciole. Nel corso degli accertamenti oltre ad aver verificato la presenza come lavoratore di un cittadino extracomunitario privo di permesso di soggiorno, i Carabinieri hanno riscontrato gravi carenze igienico-sanitarie e strutturali nei locali di lavorazione, l’omessa notifica dell’attività di stoccaggio e lavorazione delle nocciole alla competente autorità sanitaria ai fini della registrazione nonché il mancato rispetto della tracciabilità per la sicurezza alimentare, atteso che i prodotti erano privi delle indicazioni necessarie a provarne origine e provenienza. Per tali ragioni è stato disposto il sequestro cautelare dello stabilimento e di 45 tonnellate di nocciole per un valore di € 120.000 circa, è stato adottato un provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale del titolare e sono state emesse sanzioni amministrative per 11 mila euro. Il dipartimento di prevenzione dell’ASL di Viterbo, intervenuto sul posto su richiesta dei militari, ha emesso un provvedimento di sospensione dell’attività commerciale.
Il Nas di Padova ha denunciato all’Autorità giudiziaria per frode in commercio un rivenditore ambulante che presso il suo banco-vendita vendeva una varietà di noci di origine ungherese, raccolte nel 2017 presentandole come “noci di Sorrento” nuovo raccolto. L’uomo truffava il malcapitato acquirente non solo sulla qualità, origine e provenienza del prodotto, ma anche sul peso in quanto sui sacchetti in vendita era posta l’etichetta indicante 1 Kg di peso, mentre in realtà il peso era di 800 grammi. Al termine del controllo sono stati sequestrati 90 Kg di noci per un valore di circa 1000 euro.