NAS Foggia: Operazione “Oro Giallo”, notizia pubblicata da Eurojust

Anche Eurojust, Agenzia europea deputata a coadiuvare le Amministrazioni nazionali nella lotta contro il terrorismo e altre gravi forme di criminalità organizzata, ha dato ampio risalto all’operazione “ORO Giallo”, effettuata nei giorni scorsi dal NAS di Foggia. Eurojust, che ha sede a L’Aia (NL), ha essenzialmente il compito di potenziare il coordinamento e l’efficienza delle diverse Autorità nazionali impegnate nella lotta contro la criminalità organizzata e transnazionale.
L’agenzia, costituita nel 2002, è un centro specializzato a livello giudiziario e l’interlocutore principale nell’adozione di misure efficaci contro la criminalità organizzata transnazionale all’interno del continente europeo. Essa ospita pubblici ministeri, giudici o funzionari di polizia con pari prerogative, provenienti da ogni Stato membro dell’UE.
I membri di Eurojust si occupano di assistere le autorità nazionali in ogni fase delle indagini e, inoltre, risolvono questioni giuridiche e problematiche derivanti dalle differenze esistenti tra i sistemi giuridici degli Stati membri dell’Europa

“Eurojust smantella un commercio illecito di olio d’oliva

La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Foggia, con il supporto attivo di Eurojoust e in stretta cooperazione con le Autorità nazionali tedesche, ha arrestato 24 persone, smantellando così un’organizzazione criminale che poneva in commercio olio di oliva adulterato sia in Germania sia Italia.
Due persone sospette, di origine italiana, sono state arrestate in Germania tramite il Mandato di Arresto Europeo. L’Unità per la Cooperazione Giudiziaria di Eurojust ha assistito le Autorità nazionali facilitando il trasferimento dei procedimenti, l’esecuzione degli arresti, le varie richieste di assistenza legale e coordinando l’operazione che ha portato alla custodia cautelare dei principali sospetti. Si stima che l’organizzazione criminale avesse un volume di affari di almeno 8 milioni di Euro.
Le indagini foggiane sono iniziate nel 2015, a seguito di un alert inviato dal Ministero della Salute relativo alla vendita di olio d’oliva contraffatto e ad una richiesta a procedere avanzata dall’Ufficio Federale Tedesco per la Protezione dei Consumatori e la Sicurezza Alimentare (BVL). I procedimenti vennero trasferiti dalla Germania alle Autorità Italiane. I Carabinieri del NAS, un’unità specializzata delle Forze di Polizia italiane, iniziarono degli accertamenti in stretto contatto con la Polizia tedesca.
Gli indagati sono stati accusati di: produzione e commercio di olio di oliva contraffatto, frode in commercio, partecipazione a un’organizzazione criminale, adulterazione di alimenti e altri crimini commessi in relazione con gli altri reati citati.
L’olio, che proveniva dalla regione Puglia nell’Italia del Sud, era mescolato a diverse sostanze, quali clorofilla, beta-carotene e olio di soia, per modificarne il colore. Il prodotto è stato a lungo commercializzato sul mercato tedesco come olio extra vergine di oliva, soprattutto all’interno di ristoranti e negozi di Stoccarda, Francoforte e Berlino, così come in ristoranti e supermercati italiani.
Ogni 15 giorni, l’organizzazione criminale inviava in Germania 23.000 litri di olio adulterato. Nel corso delle indagini i Carabinieri hanno sequestrato oltre 150.000 litri di olio pronto per essere venduto. Annualmente, i criminali compravano un milione di litri di semi d’olio al solo scopo di contraffarlo. Detto olio era acquistato a un costo di circa 1,20 Euro e rivenduto, una volta adulterato, a un valore al dettaglio compreso tra i 10 e i 15 euro.
Il leader dell’organizzazione criminale è considerato uno dei più importanti adulteratori d’olio d’oliva in Italia. I grossisti tedeschi non sono stati considerati membri dell’organizzazione criminale, in quanto non erano parte della sua struttura, ma solo sospettati di aver movimentato prodotti realizzati fraudolentemente.
Eurojust ha favorito la cooperazione giudiziaria tra le Procure delle varie nazioni, nello scambio efficiente delle informazioni e nella raccolta di importanti fonti di prova atte a costruire un solido costrutto giudiziario contro l’organizzazione criminale. Eurojust ha organizzato tre meeting di coordinamento a L’Aia, al fine di discutere le strategie investigative e identificare le autorità competenti a richiedere le misure in ogni paese. Anche Europol è stata coinvolta all’inizio degli accertamenti e ha partecipato nei primi meeting coordinativi di Eurojust nel 2016.
Solo il coordinamento di Eurojust ha permesso di identificare le attività e le capacità dell’organizzazione criminale, che ha operato a lungo indisturbata, avvantaggiandosi di una legislazione penale non particolarmente severa contro le singole commercializzazioni di olio contraffatto. Detto particolare, rendeva più difficile comprendere la dimensione transnazionale del fenomeno e le insidie poste dai gruppi organizzati nel mercato dei prodotti alimentari”.

In tema di contraffazione alimentare, l’operazione condotta dal Nucleo pugliese, a livello Europeo, viene ritenuta una delle più importanti effettuate negli ultimi anni.