Sequestro di beni a carico di un imprenditore agricolo per frode comunitario a carico dei RAC

I Carabinieri del Reparto Tutela Agroalimentare di Messina hanno dato esecuzione ad una misura cautelare a firma del Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Patti, dott. Eugenio Aliquò, a carico di un imprenditore agricolo di Tortorici.
Il provvedimento ha applicato nei confronti dell’indagato, per la durata di un anno, il divieto di svolgere in qualsiasi forma attività d’impresa e di ricoprire per lo stesso periodo un qualsivoglia incarico societario. La Misura ha disposto, altresì, il sequestro preventivo delle disponibilità liquide presenti nei conti correnti dell’indagato e di beni per oltre 100.000 euro.
Le indagini condotte dai Carabinieri del Reparto Tutela Agroalimentare (Reparto dell’Arma appositamente istituito per la lotta al contrasto alle frodi comunitarie con competenza sulle Regioni Sicilia e Calabria), diretti dal Sostituto Procuratore della Repubblica di Patti dott. Andrea APOLLONIO e coordinati dal Procuratore della Repubblica dott. Angelo CAVALLO, hanno permesso di scoprire un articolato meccanismo di truffe perpetrate a danno dell’AGEA, attraverso la presentazione di domande uniche di pagamento nelle quali l’indagato aveva dichiarato falsamente la conduzione di terreni senza averne la materiale disponibilità, indicando contratti di affitto del tutto falsi.
Il G.I.P., condividendo con il Pubblico Ministero l’esigenza di mezzi cautelari, al fine di impedire la prosecuzione delle condotte illecite, ha quindi disposto la misura interdittiva e il sequestro dei beni per un valore equivalente a quello delle somme indebitamente percepite.
L’operazione testimonia il lavoro dei Carabinieri impegnati sul territorio nella lotta alle frodi in danno sia al bilancio dello Stato che a quello dell’Unione Europea e rappresenta l’esito dell’efficace azione di contrasto posta in essere dall’Autorità Giudiziaria, mediante una precisa attività di coordinamento delle indagini e l’adozione del provvedimento volto sia ad impedire la prosecuzione dell’attività delittuosa che a consentire il recupero delle indebite somme percepite dall’indagato in spregio alle normative ed a discapito dei numerosi imprenditori onesti.