Sequestro si pesce in ristoranti etnici

Gli uomini del “centro di controllo area pesca” della Liguria – competente anche sulla Lombardia – ha infatti scoperto in un supermercato genovese di una nota catena una partita di vasetti di “Filetti di tonno” sott’olio la cui etichetta spacciava per “tonno mediterraneo” quello che in realtà era “tonno pinne gialle”. Le capitanerie di porto di Genova, La Spezia e Palermo hanno poi scoperto che i vasetti erano stati prodotti da un’azienda di Bagheria per conto di una ditta di Parma e da questa poi rivenduti ad una piattaforma logistica milanese che li aveva distribuiti a quattro catene di supermercati del nord Italia: Basko, Iperal, Tigros e Poli. A quel punto, gli uomini della capitaneria di porto di Genova hanno sequestrato 25mila confezioni del prodotto – circa sette tonnellate – per “etichettatura ingannevole”“
Pesce avariato e senza etichette: maxi sequestri tra sushi e supermercati
Nel Milanese, invece, una dozzina di depositi di importazione di prodotti alimentari cinesi e indiani sono stati multati – spiega la capitaneria in una nota – per aver messo in vendita “prodotti privi di etichettatura in lingua italiana” o per “etichettatura insufficiente o ingannevole”, con conseguente sequestro di oltre due tonnellate di prodotti tra alghe essiccate, sgombri, gamberi e granchi congelati“
 
Pesce avariato e senza etichette: maxi sequestri tra sushi e supermercati
In un  deposito cinese – informa la capitaneria – sono state rinvenute diverse confezioni di “pesce topo pelagico essiccato congelato” sulle quali il titolare del centro aveva sistemato una nuova etichetta, sovrapposta a quella originale, per spostare la scadenza del pesce, in realtà già passata da mesi. Il titolare della ditta è stato quindi denunciato penalmente per “frode in commercio” e i cento chili di pesce sono stati sequestrati. 
 
Nel ristorante di sushi è stato possibile accertare il “mancato abbattimento” di salmoni e branzini freschi, necessario per poter mangiare in sicurezza il pesce a crudo. In base alle norme del cosiddetto “pacchetto igiene”, infatti, un prodotto ittico, per essere somministrato crudo, deve essere previamente abbattuto a -20° per 24 ore o a -35° per 15 ore, al fine di abbattere la naturale carica batterica
 
 
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